“Figurine, pennarelli, farina, e un po’ di cuore…”, basta poco, a volte, per compiere una magia.
Il mio regalo di Pasqua è il racconto di un gioco, imbastito per i bambini di un condominio di Nuoro, e la magia che ne è nata…
Il profilo di una teiera, una tazzina bianca, un orologio fuori tempo, un coniglio bianco, una regina di cuori… Gli indizi ci sono tutti… la deliziosa ragazzina, dallo sguardo un po’ curioso e un po’ stupito, dai lunghi capelli biondi, è Alice, e tutte le altre immagini intorno a lei, i tasselli di un puzzle per comporre un fantastico, virtuale viaggio, nel Paese delle meraviglie…
Dove al termine della pandemia vorrebbe andare Elisabetta, inquilina di Melrose Place, in quel di Nuoro… che, insieme ad altri ragazzi piuttosto grandicelli e qualche genitore, si è intrufolata nel gioco ideato per i più piccini abitanti del suo condominio da Monica Murru. Sì, l’avvocato, incontrata sui sentieri delle nostre prigioni… fra l’altro direttore della Scuola forense di Nuoro, che sempre dice che “nulla rimane più impresso nella nostra mente di ciò che si impara divertendosi”, e che ben conosce l’incantesimo liberatore delle favole… (ricordate il processo al lupo ideato per la Notte bianca della legalità? https://www.remocontro.it/2017/11/19/la-favola-cappuccetto-rosso-la-favola-della-legalita/).
E in questo giorno di Pasqua in quarantena vi voglio raccontare, come Monica me l’ha raccontato, il gioco che, nelle pause del lavoro e dei suoi studi, ha imbastito per i bambini del suo condominio, perché è una deliziosa fotografia di un pezzo di paese che resiste e costruisce e rinasce, con generosità, buona volontà, simpatia, fantasia… a iniziare dal nome dato alla chat del condominio: Melrose Place, appunto.






