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    Non è sogno

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    NONèSOGNO-_3-768x432“Perché faccio così schifo, perché dobbiamo essere così diversi da come ci crediamo?”.
    “Eh… figlio mio… Noi siamo in un sogno dentro un sogno…”
    Otello e Jago, impersonati da Ninetto Davoli e Totò, marionette dai volti dipinti di nero e di verde sul palcoscenico di “Che cosa sono le nuvole”, di Pasolini… virano nei volti di Antonio, Rocco, Visar, Salvatore, Osema, Kamal, Alfredo, Hichem… con tutti i colori e gli accenti del sud, il sud del mondo, tanto che quando a parlare è Maurizio, con il suo incedere toscano, pensi quasi a un errore di scrittura, come il professor Giuseppe Ferraro, che in carcere insegna filosofia, definisce i nostri errori. E solo se hai almeno una sola volta messo piede in un carcere capisci subito in quale mondo sei entrato, perché sai che il carcere, ad ogni latitudine, parla con tutti gli accenti del sud…

    La fantastica favola di Leonardo

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    leonrado-sito-800“Solo lui, povero bruchino, non riusciva quasi più a muovere il suo corpo, non aveva mai avuto voce, né poteva muoversi veloce come gli altri, ma soprattutto non sapeva cosa volesse dire volare. Ogni suo passaggio da una foglia all’altra gli pareva un lungo stanco e infinito viaggio”.
    Scopro solo ora, e certo con imperdonabile ritardo per un’appassionata di favole e fiabe, che Leonardo da Vinci era anche scrittore di favole. Lo scopro dalla voce di Gaetano Marino, che è attore, regista, contastorie, drammaturgo del suono… O almeno prova a esserlo, come dice di sé con un bel po’ di ironia, che non fa mai male, specie di questi tempi cupi…
    E anche questo è dono che mi arriva dalla Sardegna, “isola d’incanto e dannazione”, come la definisce Marino, nel quale mi imbatto che è appena rientrato dal festival della scienza di Cagliari, tutto entusiasta dell’incontro con i ragazzi, di scuole elementari e medie, ai quali ha fatto conoscere il “suo” Leonardo…

    Non si può morire così

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    circolo cabanaIl Circolo culturale cabana di Rovereto, che molto ha seguito la vicenda di Mario Trudu, oggi lo ricorda così…
    “quella che vive la vita morta del carcere, e l’altra è quella che percorre attimo per attimo la vita da me passata da uomo libero. A volte mi ritrovo sopra un colle ad ammirare tutto ciò che mi circondava e col tempo son riuscito ad andare oltre i posti che conosco. Io sfuggo il carcere non lo vivo perché è una cosa contro natura e io posso vantarmi di essere un uomo che vive secondo natura…”

    Mario Trudu pastore sardo di 69 anni, in carcere da 40, se ne è andato una notte di autunno, ventiquattr’ore dopo che la Corte Costituzionale, esprimendosi sull’ergastolo ostativo, aveva confermato quanto perversa persecuzione e vendetta sia stata la sua infinita detenzione.
    Se ne è andato dopo che ai primi di ottobre, lo Stato, con colpevole ritardo, un macigno che pesa su “lor signori”, gli aveva permesso il ricovero in ospedale. Un lungo, difficile intervento chirurgico e poi pochi giorni, maledettamente troppo pochi, di febbrili speranze andate perse per sempre alle 10 di sera di giovedì 24 ottobre. Ci rimangono i suoi disegni, i suoi libri, le tante lettere che in questi anni ci hanno permesso di conoscerlo, apprezzarlo e sentirlo come nostro, vero, caro amico.

    e il 29 a Palestrina…

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    palestrina...e il 29 a Palestrina-…………….

    alla casa delle donne

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    donne...e prima, il 28…. alla casa delle donne…

    diversamente vivi

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    domenicainvito, domenica primo dicembre…. alle 18, alla libreria “l’altra città” di via Pavia…

    sardine…

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    sardine...Questa storia delle sardine, magre magre, strette strette, zitte zitte… mi piace troppo…

    a proposito di Venezia…

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    bella foto... sembra un quadro...A proposito di venezia, Vittorio da Rios, appuntamento ormai fisso e irrinunciabile:
    “Un carissimo amico assai esperto delle recenti cose patrie sostiene che il nostro paese è in bancarotta fallimentare irreversibile; economica, etica morale.Un disastro totale nel gestire soldi pubblici e programmare opere di interesse pubblico e di salvaguardia del territorio al nord come al sud.Ora addentrarci sui meccanismi che hanno determinato tale scempio è cosa non solo ardua ma lunga e martoriata tale è la storia del nostro paese in questi ultimi decenni.Ricordo che fin poco prima di lasciare “questa aiola terrena” il Maestro Gerardo Marotta mi ribadiva che il “disastro attuale” è determinato dal fatto che lo “Stato” è nato male fin dagli inizi, non solo perché la costituzione non è mai stata applicata nei suoi pilastri costitutivi, ma dal fatto che i due maggiori Paradigmi culturali-filosofici che costruirono poi la “repubblica”, quello cattolico e quello socialista Marxista, per motivazioni storiche che li caratterizzavano avevano dello Stato un concetto negativo.

    Venezia da salvare. Dalle acque e dall’ingordigia degli uomini.

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    bella foto... sembra un quadro...“Che tristezza…, ricordi?” mi ha scritto Monica, Monica Murru, mandandomi una foto di “Acqua Alta”, la leggendaria libreria di Venezia, che lo scorso settembre, di ritorno dal festival della lettura di Pordenone, siamo andate a visitare…

    Che tristezza… pensarne gli scaffali, le vasche, la splendida gondola incastonata nel centro dello stretto locale, carica di tutti quei libri ora ingoiati dalle acque… Simbolo, quella gondola, dei libri che resistono a tutto, anche all’acqua, se la barca sempre rappresenta, insieme al viaggio, la sicurezza, ché aiuta ad attraversare della vita anche le tempeste.

    Cento giorni…

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    catanzaro locappuntamento a Catanzaro con “Cento giorni” di Claudio Conte…
    Cento giorni, di Claudio Conte. Ergastolano ostativo, entrato il carcere per alcuni mesi a 18 anni, poi nei sei mesi successivi, come ma ha detto, si è giocato la vita. E’ da allora in carcere, ha quasi cinquant’anni (48-49), non è collaboratore di giustizia e quindi chiuso nella gabbia dell’ostatività, che escludono per ogni beneficio e rendo l’ergastolo finepena mai effettivo ma ( e non sono io a dirlo, ma magistrati, creano un forte limite anche per il giudice al quale impediscono di poter decidere (per quanto dopo un lungo periodo di tempo) se possono essere inseriti nella società, come per altro dovrebbe essere il senso della pena … Conte non ha mai messo piede fuori dal carcere… e chissà se mai gli sarà possibile … e già questo tutto dice su un sistema di pene che dovrebbero portare a riavvicinarsi alla società mentre a tutto invece chiudono…
    Eppure… Claudio si è laureato in giurisprudenza, e la sua tesi è stata premiata dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Catanzaro come “miglior tesi di laurea dell’anno”. Laurearsi in giurisprudenza, in carcere, non è da tutti. …