Gatto Randagio era tornato questa settimana da un giretto a Venezia, carico di appunti e un po’ di cose da raccontarvi della laguna. Ma… due lettere nella cassetta del posta, hanno riportato il pensiero a chi un giretto a Venezia mai lo potrà fare. E neppure affacciarsi sulla strada a pochi metri dal muro di cinta del carcere delle sue prigioni. Pensieri foschi sono arrivati l’altra sera, sulle ali di due buste malconce, due buste arancione, che quasi sempre color arancio arrivano da lì ( e già è odore di costrizione, che le buste per le lettere, in carcere, puoi comprarle solo come te le vende “il convento”). Disperanti, sia l’una che l’altra, che neppure ve le racconto, che neppure mi credereste, anche per la banalità del male delle minuzie che esasperano quella non vita …
Giusto oggi, che già devo trovare le parole per la presentazione di un libro che rabbrividisco ogni volta che lo sfoglio:“le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41bis”. L’ha curato, questo libro, Pasquale De Feo, in carcere dal 1983, aveva 22 anni, e il 41bis l’ha “assaggiato” per quattro anni… Pasquale De Feo, forse ve ne ho già parlato, che nello studio della storia cerca le ragioni della sua vicenda personale, non per trovare giustificazioni, ma per capire…
“Questo libro raccoglie testimonianze
Cayenne
La notte bianca di Ciampino
Festa in piazza domani notte a Ciampino…. e siccome credo che strade affollate, giorno e notte, siano sempre preferibili al vuoto e al silenzio, volentieri pubblico, integrale, il comunicato sull’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Ciampino… con tutti i dettagli… un invito, insomma, ad una passeggiata appena fuori Roma…
“Torna la Notte bianca a Ciampino, sabato 24 settembre, dalle 17 alle 2, con stand, negozi aperti nel centro cittadino e tante altre sorprese. In contemporanea, la II° Edizione de “La Festa dello Sport”, ricca come sempre di moltissime discipline sportive (floorball, rugby, calcio, calcio a 5, basket, pallavolo, tennis, tennis da tavolo, atletica, judo, karate, pugilato e tanta ginnastica artistica/ritmica) con esibizioni/dimostrazioni dal pomeriggio alla sera e, alle ore 23 circa, il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli conferirà, sul palco istituzionale collocato in Piazza della Pace, un premio della Città di Ciampino alle migliori squadre e ai migliori atleti/atlete del territorio.
Tra le altre novità di questa edizione, un’area dj-set posta in via 2 Giugno e mostre/installazioni in Piazza della Pace a cura di artisti di fama mondiale (Daniele Rossi, Michele di Donato, Fabrizio Loiacono, Anna Sowinska, Jassica Stewart, Beetrot Madonne, Mirco Rico, Jacopo Mandich, Silvia Scaringella) che, per l’occasione, opereranno dal vivo creando opere di street art.
A far da cornice alla manifestazione culturale/sportiva, tre spettacoli musicali delle fontane danzanti,
la corsa di Oxana
Oggi che si chiudono a Rio i giochi delle Paralimpiadi… dove, sapete, partecipano atleti con disabilità fisiche, e avrete saputo e visto delle strepitose gare di Alex Zanardi nella cronometro di ciclismo, di Beatrice Vio nel fioretto. Zanardi che non ha gambe, la Vio priva di tutti gli arti… ed è un vero peccato che l’informazione “main stream”, come si dice, non vi dedichi costantemente la stessa attenzione che riserva alle Olimpiadi dei “normali”… Noi “presunti normali”, mi viene sempre da pensare, da quando di questioni intorno alle disabilità mi sono un po’ occupata. Pensando a tutte le normalmente straordinarie persone che ho incontrato e che mi hanno insegnato a interrogarmi su cos’è un limite, e quanto fisico, e quanto mentale. Tutte mi hanno insegnato a chiedermi sempre dai corpi e dalle menti e dai gesti di chi nascano tanti limiti. Perché, come mi è stato più volte raccontato, “i più grandi ostacoli al vivere non nascono dalla mia disabilità, ma dai muri che la società innalza intorno a me”.
Appuntamento a domenica
Domenica prossima, un incontro per parlare di carcere, dal 41bis, all’ergastolo, ai circuiti di Alta e media sicurezza…
Con gli autori e i collaboratori di Sensibili alle foglie, dalle 10 e fino alle 18. L’indirizzo: via Giolitti 163, a Roma, sede dell’Associazione Horti Lamiani. Si parlerà, fra l’altro, dell’esperienza del 41bis, negli anni ’90, all’Asinara e Pianosa, con le testimonianze del libro curato da Pasquale De Feo, che pure di quel regime di tortura ha avuto esperienza….
A proposito di donne e Chiesa…
Una bella riflessione di Vittorio da Rios…. ascoltate
“Ora anche questa minuta e ribelle donna alban
ese è assunta agli onori della santità. Le motivazioni annunciate da Francesco hanno modificato e di molto lo stereotipo tradizionale del –costruire santi e sante–teso questa volta più che sulla divinità e presunti miracoli, sulla figura e l’agire di Teresa, donna e creatura immersa totalmente tra i sofferenti, gli ultimi, i disperati, vittime di spaventose ingiustizie. Ora sembra giunto il momento che Francesco nomini un Cardinale donna. Ce ne sono di preparate culturalmente e teologicamente, a gestire per esempio il magistero delle questioni sociali. Questo sara il secolo delle grandi modificazioni all’interno della chiesa e delle religioni tutte, chiamate a dare risposte alle aspettative dell’uomo del terzo millennio, superando ogni dogma e presunte divinità di un Dio padre e padrone, per riscoprire il –vero–Dio che è misericordioso e umano come l’uomo condividendone le sue quotidiane tribolazioni. E ritornando al Cristo e al suo grido sulla croce: “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?”… In questo grido di dolore sta tutta l’essenza della nostra condizione umana,e
Suorine…
Incrociando l’altro sabato una breve processione di suorine, che attraversavano in fila per due piazza san Giovanni… Inconfondibili, le suore di Madre Teresa di Calcutta, che sciamavano via, a prepararsi al giorno che avrebbe visto santa la loro Madre Teresa, minute e leggere, come la stoffa dei loro sari bianchi e azzurri…
Se ne incontrano spesso, di suore, qui sulle strade che s’incrociano fra i percorsi che vanno da una basilica all’altra, da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore, e se ne incontrano di ogni ordine e congregazione, e di ogni paese. A vederle a volte, come queste e qualcun’altra del colore del cielo, lasciano dietro di sé un senso di leggerezza, allegria, persino, a volte. Che tutte del colore del cielo dovrebbero vestire. Ma invece…
Va bèh, prendetela come volete… l’avvertenza è che si tratta di appunti in libertà di un gatto birbante, che spesso s’intristisce, sbirciando passi nascosti sotto abiti cupi…
Ladri di bambini…
A proposito della storia di Ram Lubhaya. E forse il nome neppure ci dice niente, che per tutti, è solo “l’indiano” che il giorno dopo ferragosto “ha tentato di rapire una bambina”, sulla spiaggia di Scoglitti, nel Ragusano. Ma sicuramente ricordate il gran baccano che se ne è fatto, le urla e gli strepiti e le accuse, soprattutto contro il magistrato che dopo il fermo e l’interrogatorio l’aveva rimesso in libertà. Tanto che il ministro della Giustizia si era trovato a dover chiedere accertamenti preliminari sulla vicenda. Ma la notizia, ora, è che più approfondite indagini e testimonianze dimostrano che Lubhaya non ha mai avuto alcuna intenzione di rapire la bimba. “Forse leggermente alterato da uno stato d’ubriachezza, l’avrebbe solo per qualche istante presa in braccio”, ma non avrebbe neanche tentato di allontanarsi.
E salta fuori persino che in zona qualcuno lo ricorda per aver una volta aiutato il bagnino a salvare un turista travolto dal mare grosso…
L’avevate saputo? Temo di no. Non me ne sarei accorta neanch’io, se non avessi letto all’inizio della settimana un articolo dal sito della Gazzetta del Sud che Giulia De Cataldo, giornalista di Radio uno, ha fatto girare in rete. Con un commento fra l’irato e il mesto:
reggiseni, burkini e veli….
A proposito di burkini… che pure, considerando quel che accade nel mondo, il discutere che ne è nato intorno a tratti assume toni surreali… ma ho trovato così tragicamente vera, che più non si può, la vignetta ripresa dal numero di internazionale della settimana scorsa. Un riquadro diviso in due. A sinistra c’è una donna in topless e un vigile la ferma, per farle una multa e intimarle: “signora, è vietato. Si rivesta!”. Una data indica il 1966. Nel riquadro a destra, mezzo secolo dopo, stessa spiaggia stesso mare, la donna è ben coperta dal burkini e c’è un poliziotto che la ferma: “signora, è vietato. Si svesta”.
Fulminante vignetta che punta il dito su quel tratto di spiaggia dove implodono le nostre contraddizioni.
Diciamo la verità, un bel paradosso… oggi che mostrare liberamente il proprio corpo in spiaggia (e non) è cosa tanto acquisita che ci si dimentica che quei primi topless erano rivendicazione di libertà di scelta personale.
Ma c’è anche un altro punto che la vignetta ben sottolinea. (…=
Le parole allucinate
Sarà una fissazione, ma ancora sulle parole questa settimana riprendo appunti. Per una riflessione,e tanti dubbi. Seguendo questa volta, come immagino moltissimi, una gara olimpica…
Negli istanti dello sprint che ha portato alla vittoria uno dei nostri atleti, come sempre la voce del telecronista si agita, si eccita, urla, sbraita, si spertica, immagino, nel trovare aggettivo che più non è possibile… Al che, un gatto per quanto randagio ogni volta s’interroga perplesso su quei toni slabbrati da infarto. Ma questa volta il gatto, insieme al gruppetto di amici che erano lì davanti alla tv, ha proprio avuto un sussulto quando il cronista ha urlato, che sembrava gli scoppiassero le vene: “ALLUCINANTE! ALLUCINANTEEEE!!!”. Che, permettete, ma s’è pensato a un guaio …
E discuti di qua, ricerca di là, si scopre invece che in gergo “giovanile” ( e fam.) la parola avrebbe assunto un significato praticamente opposto all’originale, e ordinario, che conosciamo tutti (almeno si spera): “cosa che colpisce spaventando, impressionante, pauroso. Es: immagini allucinanti”…
Non pensiate stia qui a fare lezioni da maestrina, ma mi riesce difficile allontanarmi dall’etimologia della parola, che parla di inganno, vaneggiamento… come effetto di allucinogeni, appunto, “capaci di alterare in modo netto le percezioni, i pensieri e le sensazioni”. E quel che viene in mentre, è che da allucinazioni verbali siamo tragicamente sommersi.
“Allucinante?”.. (…)
Leggete questa storia. Me la manda Daniela Morandini da Positano, dove tutti si stanno raccogliendo intorno a un pezzo di storia: il bar Internazionale…