Mi è arrivato oggi… “Le cayenne italiane. Pianosa, Asinara: il regime di 41bis”. di Pasquale De Feo ( per la collana, curata dall’Associazione Liberarsi, L’evasione possibile, editore Sensibile alle Foglie). Spiega De Feo: “Questo libro raccoglie testimonianze di persone che hanno trascorso anni e anni in regime di 41bis. Di cosa si tratta nello specifico capirete dai loro racconti. E’ cosa che va oltre quanto è possibile immaginare scorrendo le pur inumane restrizioni a cui detenuti in regime di 41 bis sono sottoposti… Ma tanta brutalità non nasce dal nulla. Nei miei lunghi anni di carcerazione ho letto e riletto della storia d’Italia interrogandomi sulle cause delle condizioni del nostro Sud e della gente che lo abita. E’ una storia, ho capito, che parte da molto lontano”. .
E ci vuole coraggio a leggere, come coraggio c’è voluto a raccontare, a ricordare… Ma è un pezzo della nostra storia, di cui non si parla, che non può essere ignorata.
Da qualche anno ho con Pasquale una densa corrispondenza. Questa è la post fazione che suo libro ho volentieri fatto: “Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi (…)
Sarà il caldo… sarà il mare… Un vizio di mezz’agosto: scorrere pagine di appunti presi nel tempo sulle Sirene, che è miraggio che tutti, diciamo la verità, abbiamo cercato, scrutando l’orizzonte. Proiezioni di sogni, affascinanti e oscuri, dentro di noi…
Leggete… brani di lettere, da carceri sparse qua e là… raccolte da Carmelo Musumeci, Luoghi e persone diverse…un unico grande inferno…
Ne sarete stati turbati anche voi, vedendo le immagini trasmesse da una tv australiana che tanto scandalo hanno suscitato in Australia e non solo. Un ragazzo incappucciato, a torso nudo, legato per due ore a una sedia… solo una delle continue umiliazioni subite da adolescenti nel carcere minorile Don Dale a Darwin, nel Territorio del nord, stato dell’Australia con un altissimo tasso di carcerazione, dove il 30 per cento della popolazione è aborigena… dove soprattutto aborigeni, come il ragazzo del video, sono le persone in carcere.
Le parole… sembra proprio che a volte facciano tanta paura, per tutta la storia che sottendono. Tanta paura da far venire l’idea, per difendersene, di provare a distorcerne il significato. Quale tentazione più forte in un paese i cui legulei tanto bene Manzoni ha tratteggiato nella figura dell’avvocato Azzeccagarbugli, così pronto a mescolare carte e parole, per tirar fuori dai guai chi ha fatto qualche bravata di troppo…
Leggendo… dell’arrivo per l’autunno dell’ennesimo libro di avventure di Harry Potter. Siamo a quota otto e, devo confessare, mi sono spesso chiesta quale sarà mai il fascino di questo ragazzino dagli occhiali tondi da primo della classe, nel cui mondo magico, ammetto, non sono mai riuscita a penetrare…
La prima volta che ho visto un gabbiano a distanza ravvicinata non è stato al mare… ma, pensate un po’, nella stradina dietro casa, bello ritto sul coperchio di un bidone per l’immondizia. Non a frugare negli avanzi, ma, mi è sembrato piuttosto attento all’angolino dove qualcuno lascia sempre qualcosa per i gatti… Era un gabbiano enorme, bellissimo. Bellissimo e incuteva anche un po’ di timore. E mi mise allora un po’ di tristezza, il pensiero di questo splendido animale, planato dal cielo per fermarsi lì a rubacchiare il cibo ai gatti. Adesso sono pieni, strade e cieli, di gabbiani che da tempo hanno perso la strada del mare, e notte e giorno riempiono l’aria di grida…