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    Sangue sudore e lacrime

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    dscn2161-3Sangue, sudore e lacrime… un libro per restare umani.. Ascoltate che ne dice Daniela Morandini:

    ““ Blood, Sweat and Tears” (Sangue, sudore e lacrime) ,un libro “Per diventare un chirurgo migliore”.
    E’ l’ultima pubblicazione di Philip F. Stahel, primario di chirurgia del trauma al Denver Health, in Colorado.
    A sorpresa, il libro si apre con una fotografia di Positano: verso sera, la torre di Clavel, luogo magico per tanti futuristi.
    “ E’ proprio nella spiaggia del Fornillo – scrive Stahel- vent’anni dopo un’esperienza terribile, che, bevendo un bicchiere di Greco di Tufo, ho finalmente avuto il mio momento di verità”.
    “ Ero molto giovane, quando ho conosciuto Aniello Cappiello, il patriarca di questo pezzo di mare – ci racconta il dottore- . Mi aveva rimproverato in modo molto severo, per avere buttato in mare il nocciolo di una pesca:
    -Rispetta il mare e ascoltalo sempre – mi disse”.
    Quelle parole, il dottor Stahel non le ha mai dimenticate, e il nesso tra un chirurgo migliore, la torre di Clavel, e il nocciolo di pesca, e’ diventato sempre più forte.
    Sono pagine, queste, che, con un rigore scientifico molto chiaro, illustrano casi clinici, analisi e statistiche, ma che, soprattutto, si basano sulla necessità di empatia, perché, prima di diventare un buon chirurgo, occorre essere una persona che sa ascoltare: ospedale non vuole dire automaticamente sicurezza.
    “Mi hanno insegnato a tagliare, ad usare il bisturi, a rimuovere parti malate, ma io non sono un meccanico, non aggiusto automobili: quando i pazienti parlano, ci stanno già indicando la diagnosi”.

    quando i migranti siamo noi…..

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    siberiadscn2138-4Questa settimana, che cent’anni fa veniva completata la Transiberiana, mitica ferrovia nata al tempo dello zar…, rispunta fuori dagli appunti e dai ricordi una cartolina. La didascalia: Distretto di Jenisei ( Ehucev), Siberia, 1895. Domenico Morandini, fu Giovanni, di Osoppo, Friuli.
    Un’immagine che arriva da una riva lontana lontana, nello spazio e nel tempo. Sfumato nel seppia sgranato del passato, ancora si scorge il ritaglio di cielo di quegli occhi celesti. Me l’aveva mandata, la cartolina, qualche anno fa Daniela Morandini, che Domenico è suo trisnonno, o qualcosa del genere, e per la Transiberiana aveva lavorato.
    Chiesi allora a Daniela qualche notizia dell’avo, perché sempre emoziona e strugge scoprire una storia sia pur piccola (e forse proprio per questo) fra le tante che hanno composto la grande Storia del mondo. E con il trisnonno Domenico ha un nome e un volto uno dei novantamila operai che lavorarono alla grandiosa impresa che ha unito Mosca a Vladivostok.
    “Domenico. Di lui si parla poco. Partì da Osoppo per andare a Mosca. Aveva gli occhi celesti. Perché i friulani, come diceva padre Turoldo,

    quando la scuola entra in carcere…

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    nell’ultimo numero di “Una città”, la lettera di Giovanni Zito, della redazione di Ristretti Orizzonti… leggete…
    http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=1211

    Ristretti Orizzonti, ha cambiato la mia vita da ergastolano con il progetto scuola carcere. Sono felice di questo progetto che ha rivoluzionato il pensiero non solo dei detenuti, ma anche il modo di gestire la vita detentiva nel concreto. Gli studenti universitari che entrano per un confronto con i detenuti che raccontano il proprio errore o scelte di vita sbagliate.
    E’ spettacolare, le domande degli studenti mi lasciano pensare, capire, riflettere e passo poi notti insonni per capire bene gli sguardi di queste giovani vite che un po’ sono attratti dalla curiosità di sapere come passiamo le nostre giornate, cosa ci ha portati qui dentro. Ci mettiamo al confronto perché crediamo nel nostro reinserimento, perché vogliamo cambiare il nostro destino ricominciando da zero, buttando via quel vecchio bagaglio culturale. Ci si racconta storie, si ascoltano storie… Si è parlato ad esempio di come la droga possa dilagare nella vita di un giovane, portandolo in un tunnel dal quale non si esce, mentre si pensa poi di smettere quando si vuole. Non è così,

    L’acqua e la pietra…

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    350px-gatto_su_balaustraGatto Randagio vi aveva promesso Venezia. Dunque…
    Fra ponti, traghetti, calli, campi, folle di turisti, molti piccioni e qualche gabbiano… che per un randagio non c’è posto migliore per sentirsi ogni volta a casa senza essere a casa, e struggersi l’anima al ricordo delle sue lune… ma non è di romanticherie che vi voglio parlare.
    Questa volta s’è andati a Venezia per un salto alla Biennale d’Architettura, e vagolando qua e là, fra i padiglioni dell’Arsenale, alcune immagini a un tratto hanno incantato il randagio, che fermando il suo inquieto andare si è perso nei colori del Kumbh Mela, il pellegrinaggio Hindu, che in India ogni tre anni, ogni dodici per l’appuntamento più importante, porta milioni di fedeli a radunarsi per immergersi nella acque sacre di un fiume……
    Che c’entra con un incontro sull’architettura? Si è chiesto, ignorante, il gatto. C’entra e come, spiegava il documentario. Perché, sapete?, ad ogni appuntamento,

    Cayenne

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    cayenneGatto Randagio era tornato questa settimana da un giretto a Venezia, carico di appunti e un po’ di cose da raccontarvi della laguna. Ma… due lettere nella cassetta del posta, hanno riportato il pensiero a chi un giretto a Venezia mai lo potrà fare. E neppure affacciarsi sulla strada a pochi metri dal muro di cinta del carcere delle sue prigioni. Pensieri foschi sono arrivati l’altra sera, sulle ali di due buste malconce, due buste arancione, che quasi sempre color arancio arrivano da lì ( e già è odore di costrizione, che le buste per le lettere, in carcere, puoi comprarle solo come te le vende “il convento”). Disperanti, sia l’una che l’altra, che neppure ve le racconto, che neppure mi credereste, anche per la banalità del male delle minuzie che esasperano quella non vita …
    Giusto oggi, che già devo trovare le parole per la presentazione di un libro che rabbrividisco ogni volta che lo sfoglio:“le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortura del 41bis”. L’ha curato, questo libro, Pasquale De Feo, in carcere dal 1983, aveva 22 anni, e il 41bis l’ha “assaggiato” per quattro anni… Pasquale De Feo, forse ve ne ho già parlato, che nello studio della storia cerca le ragioni della sua vicenda personale, non per trovare giustificazioni, ma per capire…
    “Questo libro raccoglie testimonianze

    La notte bianca di Ciampino

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    manifesto2016_140x100_webFesta in piazza domani notte a Ciampino…. e siccome credo che strade affollate, giorno e notte, siano sempre preferibili al vuoto e al silenzio, volentieri pubblico, integrale, il comunicato sull’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Ciampino… con tutti i dettagli… un invito, insomma, ad una passeggiata appena fuori Roma…
    “Torna la Notte bianca a Ciampino, sabato 24 settembre, dalle 17 alle 2, con stand, negozi aperti nel centro cittadino e tante altre sorprese. In contemporanea, la II° Edizione de “La Festa dello Sport”, ricca come sempre di moltissime discipline sportive (floorball, rugby, calcio, calcio a 5, basket, pallavolo, tennis, tennis da tavolo, atletica, judo, karate, pugilato e tanta ginnastica artistica/ritmica) con esibizioni/dimostrazioni dal pomeriggio alla sera e, alle ore 23 circa, il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli conferirà, sul palco istituzionale collocato in Piazza della Pace, un premio della Città di Ciampino alle migliori squadre e ai migliori atleti/atlete del territorio.
    Tra le altre novità di questa edizione, un’area dj-set posta in via 2 Giugno e mostre/installazioni in Piazza della Pace a cura di artisti di fama mondiale (Daniele Rossi, Michele di Donato, Fabrizio Loiacono, Anna Sowinska, Jassica Stewart, Beetrot Madonne, Mirco Rico, Jacopo Mandich, Silvia Scaringella) che, per l’occasione, opereranno dal vivo creando opere di street art.
    A far da cornice alla manifestazione culturale/sportiva, tre spettacoli musicali delle fontane danzanti,

    la corsa di Oxana

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    Oggi che si chiudono a Rio i giochi delle Paralimpiadi… dove, sapete, partecipano atleti con disabilità fisiche, e avrete saputo e visto delle strepitose gare di Alex Zanardi nella cronometro di ciclismo, di Beatrice Vio nel fioretto. Zanardi che non ha gambe, la Vio priva di tutti gli arti… ed è un vero peccato che l’informazione “main stream”, come si dice, non vi dedichi costantemente la stessa attenzione che riserva alle Olimpiadi dei “normali”… Noi “presunti normali”, mi viene sempre da pensare, da quando di questioni intorno alle disabilità mi sono un po’ occupata. Pensando a tutte le normalmente straordinarie persone che ho incontrato e che mi hanno insegnato a interrogarmi su cos’è un limite, e quanto fisico, e quanto mentale. Tutte mi hanno insegnato a chiedermi sempre dai corpi e dalle menti e dai gesti di chi nascano tanti limiti. Perché, come mi è stato più volte raccontato, “i più grandi ostacoli al vivere non nascono dalla mia disabilità, ma dai muri che la società innalza intorno a me”.

    Appuntamento a domenica

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    roma-25-settembreDomenica prossima, un incontro per parlare di carcere, dal 41bis, all’ergastolo, ai circuiti di Alta e media sicurezza…
    Con gli autori e i collaboratori di Sensibili alle foglie, dalle 10 e fino alle 18. L’indirizzo: via Giolitti 163, a Roma, sede dell’Associazione Horti Lamiani. Si parlerà, fra l’altro, dell’esperienza del 41bis, negli anni ’90, all’Asinara e Pianosa, con le testimonianze del libro curato da Pasquale De Feo, che pure di quel regime di tortura ha avuto esperienza….

    A proposito di donne e Chiesa…

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    Una bella riflessione di Vittorio da Rios…. ascoltate

    “Ora anche questa minuta e ribelle donna albansuorine-diseese è assunta agli onori della santità. Le motivazioni annunciate da Francesco hanno modificato e di molto lo stereotipo tradizionale del –costruire santi e sante–teso questa volta più che sulla divinità e presunti miracoli, sulla figura e l’agire di Teresa, donna e creatura immersa totalmente tra i sofferenti, gli ultimi, i disperati, vittime di spaventose ingiustizie. Ora sembra giunto il momento che Francesco nomini un Cardinale donna. Ce  ne sono di preparate culturalmente e teologicamente, a gestire per esempio il magistero delle questioni sociali. Questo sara il secolo delle grandi modificazioni all’interno della chiesa e delle religioni tutte, chiamate a dare risposte alle aspettative dell’uomo del terzo millennio, superando ogni dogma e presunte divinità di un Dio padre e padrone, per riscoprire il –vero–Dio che è misericordioso e umano come l’uomo condividendone le sue quotidiane tribolazioni. E ritornando al Cristo e al suo grido sulla croce: “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?”… In questo grido di dolore sta tutta l’essenza della nostra condizione umana,e

    Suorine…

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    suorine-diseIncrociando l’altro sabato una breve processione di suorine, che attraversavano in fila per due piazza san Giovanni… Inconfondibili, le suore di Madre Teresa di Calcutta, che sciamavano via, a prepararsi al giorno che avrebbe visto santa la loro Madre Teresa, minute e leggere, come la stoffa dei loro sari bianchi e azzurri…
    Se ne incontrano spesso, di suore, qui sulle strade che s’incrociano fra i percorsi che vanno da una basilica all’altra, da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore, e se ne incontrano di ogni ordine e congregazione, e di ogni paese. A vederle a volte, come queste e qualcun’altra del colore del cielo, lasciano dietro di sé un senso di leggerezza, allegria, persino, a volte. Che tutte del colore del cielo dovrebbero vestire. Ma invece…
    Va bèh, prendetela come volete… l’avvertenza è che si tratta di appunti in libertà di un gatto birbante, che spesso s’intristisce, sbirciando passi nascosti sotto abiti cupi…