Ferragosto. Anche Gatto Randagio fermo immobile sotto una tenda a ripararsi dal sole. Non prende appunti da elaborare, come suo solito. Ma ascolta… le chiacchiere di cui tanto siamo maestri nulla le frena, neanche i fulmini d’agosto. Sentite lo sfogo che ha registrato, acquattato zitto zitto, di un amico ad altro amico, accasciato sulla sedia del bar sulla piazza dietro casa.
“Sai qual è il problema?- sussurra il primo – Che lo Stato è debole e le corporazioni sono forti. Non è democrazia è un casino. E’ ovvio che qualcuno pensi di mettere ordine nella contesa tra corporazioni che somiglia tanto al calcio storico fiorentino, dove ci si picchia senza rispettare le regole, peraltro piuttosto incerte. Può andare avanti un paese corporativo senza che si affacci un dittatore?” E già l’altro sobbalza.
“Dopo il ventennio fascista l’Italia non ha abbandonato il corporativismo, ne ha solo ridefinito confini, poteri e relazioni reciproche. (…)
Il destino di un paese corporativo….
sirene…
“Regina: – Puoi dire la verità o mentire, bambina mia, non ingannerai nessuno e offrirai agli uomini la cosa che odiano di più
Ondina: – La fedeltà?
Regina: No. La trasparenza. Ne hanno paura. Sembra il loro peggior segreto. Quando Hans vedrà che non sei un rimasuglio di ricordi, un cumulo di progetti, un mucchio di impressioni e volontà, avrà paura. e tu sarai perduta. Credimi. vattene, salvalo!”
aprendo a caso “Il libro delle sirene”, di Meri Lao
Se Dante salva la vita…
Ieri, Gatto randagio (RemoContro)… un consiglio per la lettura un pò fuori dall’ordinario…. Ascoltate…
“Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai in una selva oscura…”
Leggendo, qualche giorno fa, di Andrea, 19 anni e uno sconfinato amore per la Divina Commedia, che conosce quasi tutta a memoria… Ripensando alla piccola Jasmine, (ve ne ho raccontato la storia, ricordate?) che va a scuola portando nel suo zainetto un’edizione del poema, da sfogliare durante la ricreazione. E chissà cosa vi legge… Ripensando, alle immagini ardenti come il fuoco, esaltanti come un volo d’aria, che tutti un po’ ci portiamo dietro dai tempi del liceo… Mi gira per la testa, insieme al caldo di questi giorni, una domanda. Ma esattamente cos’è che fa amare tanto la Divina Commedia? E magari sperando possiate aiutarmi a trovare risposte, vi propongo di portare sotto l’ombrellone, o dove diavolo siate, il poema del nostro sommo Dante.
L’Andrea sopra citato dice di essere stato fulminato dal canto ventiseiesimo dell’Inferno(…)
Canto alla durata…
Quante volte ho avvertito la durata / nei primi segni di primavera alla Fontaine Sainte-Marie, / nel vento notturno della Porte d’Auteuil, / nel sole estivo del Carso,/ nell’incamminarmi all’alba verso casa dopo un’intesa…”
. Peter Handke, Canto alla durata. Aprendo un libro a caso…
Sampietrini, sacchetti di spazzatura e piccole nefandezze…
Sfogo personale. A proposito di Roma, la sua bellezza, la sua sporcizia…
Non so se amo Roma. Come è difficile amare quelle cose di cui si è stati follemente innamorati, e poi ti accorgi che, pur abitandole, non sono la tua casa… Ma, permettetemi, comincio a trovare davvero insopportabile la profusione di parole, e commenti, e immagini e indignazioni enfatizzate, contro questa Roma ‘tutta buche e spazzatura, corrotta e mal governata’. L’ultimo suo sindaco a questo ancora non ha posto rimedio? Crucifige! Crucifige!
Béh, comincia persino a essermi simpatico questo sindaco che fino a ieri mi era indifferente. Bersagliato da tante parziali verità, messe insieme a comporre una grande bugia. Corruzione a parte, oggi svelamento di una malattia in realtà sistemica nella quasi totalità del nostro sventurato paese… solo qualche appunto, su piccole cose. Ma “si parva licet”… vi butto là qualche pietruzza, anzi, per cominciare, un sacchetto di spazzatura…
Un episodio che mi ha raccontato un’amica. Quartiere della Roma-bene, diciamo Prati ‘alta’(…)
pensiero d’agosto
aprendo una pagina a caso, di un libro a caso..
Sweeney Io ti rapirò
A un’isola di cannibali.
Doris Il canibale sarai tu!
Primi versi del Frammento di un agone, T.S.Eliot
buon agosto a tutti
Suicidi e delitti
Un appunto, vecchissimo, dal mio taccuino. L’unica cosa a cui non c’è rimedio è la morte, che non sana, che è solo amputazione…
Ritorna questo appunto, alla notizia del suicidio in carcere dell’uomo arrestato dopo la rapina nella quale è morto un gioielliere. Seguito, a poche ore di distanza, da un altro suicidio, quello di un giovane di 18 anni, responsabile anche lui, qualche mese fa, della morte di un uomo, aggredito per la rapina di poche decine di euro. Stesso carcere, stessa città, stesso, profondo, turbamento…
Ma ancora di più turba, scorrendo qua e là gli umori neri di facebook, quante persone sembra siano sempre contente quando si suicida un detenuto. E turba l’uso sconsiderato di parole anche da parte di chi le parole dovrebbe sapere usarle.
Chi si uccide in carcere è sempre una persona confusa e disperata. Non ovviamente per giustificare ( nulla giustifica la morte procurata ad altra persona) ma, intanto, un omicida non è sempre un ‘killer’, specie se la morte della persona aggredita non è intenzionale, come non sembra fosse in questa pur terribile vicenda. Il rapinatore sembra abbia capito solo ascoltando la notizia in tv che il gioielliere aggredito era poi morto. Ma quanto piace usare la parola ‘killer’! (…)
Vassoi, venditori e sirene
Dall’appuntamento di Remo Contro con Gatto randagio…. A proposito di migranti… L’altro giorno, in spiaggia, la spiaggia libera di Castel Porziano, bellissimo spazio pubblico che l’essere a ridosso della riserva della presidenza della repubblica ha salvato dalla morte “da stabilimento… Nella libera spiaggia dunque ho comprato da un ragazzo nero un oggetto davvero bello. Sembra un semplice piatto di legno intarsiato, ma gli intarsi si possono sollevare e il piano diventa un vassoio e dentro il vassoio si aprono contenitori, dalla forma di morbide piramidi rovesciate. Quasi una piccola architettura. Ammirevole lavoro d’artigianato…
Giusto giusto avevo letto (…)
libertà…
“la libertà è solitudine”, parola di Leo ferré… ascoltando una sua vecchia intervista…
Il vecchio e il nuovo..
Un pensiero, a questa Italia sempre più canuta. Che ogni volta che ce lo ricordano le statistiche, con numeri ogni volta annunciati come fosse “una notizia” fresca fresca, gridiamo “allarme allarme!”, con lo stupore di chi, chissà, forse non si è mai guardato intorno…
A guardarmi intorno, a dire la verità, giusto qualche domenica fa, mi è sembrato che l’età media fosse ormai molto, molto più alta dei circa 44 anni di cui ci informano. E’ vero che vivo, nella capitale, in un quartiere a ridosso del centro storico, Appio- San Giovanni, per intenderci. Quartiere piuttosto misto, ma c’è da dire che più ti avvicini alle mura storiche, sempre meno sono quelli che se lo posso permettere, e per rimanere a viverci devi avere, oltre una casa, almeno una pensione decente…
Dunque, di domenica. Un gran caldo, di quelli che mandano tutti al mare e (…)