More
    Home Blog Pagina 83

    …. e la morte?

    0

    Adesso che l’eco della grande indignazione si è un po’ affievolita e qualcuno ‘insospettabile’ ha potuto chiarire che un funerale non è un reato, e ben altra cosa sono i reati da perseguire… Alcuni bislacchi e un po’ distratti appunti, su funerali, zingari, musiche e carrozze. E’ naturalmente solo il punto di vista di un gatto randagio che si è chiesto, come si chiede in un suo bello scritto, che sembra di sentirlo, Ascanio Celestini: e la morte?
    Già. Forse mi è sfuggito fra tanto parlare, ma c’è stato, in tutta questa vicenda, un pensiero per la morte? La Morte. Che è momento tragico e assoluto. Pensiero come pochi rimossi dal nostro vivere contemporaneo e che, ci avete fatto caso?, sembra riuscire ad ottenere adeguata attenzione solo quando c’inonda attraverso l’amplificazione mediatica di morti ‘fuori dall’ordinario’. La fine di una star, le vittime di una strage, di una guerra, di un barcone in fondo al mare…

    Storia di Antonio…

    0

    Mi sarebbe piaciuto parlare di sirene… me l’ero ripromesso, di farlo a ridosso della festa di mezz’agosto… ma non riesco a levarmi dalla testa neanche per un attimo, la storia di Antonio. Antonio Mottola, 19 anni appena. Strappato tre anni fa a una via crucis iniziata che era bambino, fra psicofarmaci, letti di contenzione, violenze delle istituzioni e delle psichiatrie che si fa fatica a raccontare, seguito e curato presso il Villaggio SOS di Vicenza, stava iniziando a sperimentare l’amicizia, il rispetto, il divertimento, la gioia, la libertà, la vita… Antonio, che con stupore anche di chi lo aveva preso in cura, riesce a viaggiare e andare a vacanza, insieme agli altri. Campeggio, montagna, mare… e chissà che non abbia visto anche lui, come Moha (Moha il saggio, Moha il folle…), sirene…
    Tutto questo finito, stop. Un percorso di recupero spezzato quando compie 18 anni. Cosa succede? Succede che il suo psichiatra inizia a dirgli che per i maggiorenni non c’è posto nella comunità-famiglia. Ed è bastato l’accenno a quest’ipotesi a scatenare in lui il terrore(…)

    ‘e notte

    0

    Tutt’è silenzio dint’a sta nuttata / nun se sente nu passo ‘cammenà./ Nu ventariello tutta na serata / pare che me vuleva accarezzà…/ E finalmente chiagno! Tu nun vide, / tu staje luntano, comme puo’ vedé? / Però t”o ddico pecché tu me cride / e si me cride , chiagne nzieme a me! (…)

    da ‘O penziero e altre poesie di Eduardo . Aprendo un libro a caso… che volete, sotto il computer ho lo scaffale delle poesie….

    Il destino di un paese corporativo….

    0

    Ferragosto. Anche Gatto Randagio fermo immobile sotto una tenda a ripararsi dal sole. Non prende appunti da elaborare, come suo solito. Ma ascolta… le chiacchiere di cui tanto siamo maestri nulla le frena, neanche i fulmini d’agosto. Sentite lo sfogo che ha registrato, acquattato zitto zitto, di un amico ad altro amico, accasciato sulla sedia del bar sulla piazza dietro casa.
    “Sai qual è il problema?- sussurra il primo – Che lo Stato è debole e le corporazioni sono forti. Non è democrazia è un casino. E’ ovvio che qualcuno pensi di mettere ordine nella contesa tra corporazioni che somiglia tanto al calcio storico fiorentino, dove ci si picchia senza rispettare le regole, peraltro piuttosto incerte. Può andare avanti un paese corporativo senza che si affacci un dittatore?” E già l’altro sobbalza.
    “Dopo il ventennio fascista l’Italia non ha abbandonato il corporativismo, ne ha solo ridefinito confini, poteri e relazioni reciproche. (…)

    sirene…

    0

    “Regina: – Puoi dire la verità o mentire, bambina mia, non ingannerai nessuno e offrirai agli uomini la cosa che odiano di più
    Ondina: – La fedeltà?
    Regina: No. La trasparenza. Ne hanno paura. Sembra il loro peggior segreto. Quando Hans vedrà che non sei un rimasuglio di ricordi, un cumulo di progetti, un mucchio di impressioni e volontà, avrà paura. e tu sarai perduta. Credimi. vattene, salvalo!”

    aprendo a caso “Il libro delle sirene”, di Meri Lao

    Se Dante salva la vita…

    0

    dante-divina-commediaIeri, Gatto randagio (RemoContro)… un consiglio per la lettura un pò fuori dall’ordinario…. Ascoltate…
    “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai in una selva oscura…”
    Leggendo, qualche giorno fa, di Andrea, 19 anni e uno sconfinato amore per la Divina Commedia, che conosce quasi tutta a memoria… Ripensando alla piccola Jasmine, (ve ne ho raccontato la storia, ricordate?) che va a scuola portando nel suo zainetto un’edizione del poema, da sfogliare durante la ricreazione. E chissà cosa vi legge… Ripensando, alle immagini ardenti come il fuoco, esaltanti come un volo d’aria, che tutti un po’ ci portiamo dietro dai tempi del liceo… Mi gira per la testa, insieme al caldo di questi giorni, una domanda. Ma esattamente cos’è che fa amare tanto la Divina Commedia? E magari sperando possiate aiutarmi a trovare risposte, vi propongo di portare sotto l’ombrellone, o dove diavolo siate, il poema del nostro sommo Dante.
    L’Andrea sopra citato dice di essere stato fulminato dal canto ventiseiesimo dell’Inferno(…)

    Canto alla durata…

    0

    Quante volte ho avvertito la durata / nei primi segni di primavera alla Fontaine Sainte-Marie, / nel vento notturno della Porte d’Auteuil, / nel sole estivo del Carso,/ nell’incamminarmi all’alba verso casa dopo un’intesa…”
    . Peter Handke, Canto alla durata. Aprendo un libro a caso…

    Sampietrini, sacchetti di spazzatura e piccole nefandezze…

    0

    Corozzeo 1Sfogo personale. A proposito di Roma, la sua bellezza, la sua sporcizia…
    Non so se amo Roma. Come è difficile amare quelle cose di cui si è stati follemente innamorati, e poi ti accorgi che, pur abitandole, non sono la tua casa… Ma, permettetemi, comincio a trovare davvero insopportabile la profusione di parole, e commenti, e immagini e indignazioni enfatizzate, contro questa Roma ‘tutta buche e spazzatura, corrotta e mal governata’. L’ultimo suo sindaco a questo ancora non ha posto rimedio? Crucifige! Crucifige!
    Béh, comincia persino a essermi simpatico questo sindaco che fino a ieri mi era indifferente. Bersagliato da tante parziali verità, messe insieme a comporre una grande bugia. Corruzione a parte, oggi svelamento di una malattia in realtà sistemica nella quasi totalità del nostro sventurato paese… solo qualche appunto, su piccole cose. Ma “si parva licet”… vi butto là qualche pietruzza, anzi, per cominciare, un sacchetto di spazzatura…
    Un episodio che mi ha raccontato un’amica. Quartiere della Roma-bene, diciamo Prati ‘alta’(…)

    pensiero d’agosto

    0

    aprendo una pagina a caso, di un libro a caso..
    Sweeney   Io ti rapirò
    A un’isola di cannibali.
    Doris    Il canibale sarai tu!
    Primi versi del Frammento di un agone, T.S.Eliot
    buon agosto a tutti

    Suicidi e delitti

    0

    riabilitazione-sospesa-800Un appunto, vecchissimo, dal mio taccuino. L’unica cosa a cui non c’è rimedio è la morte, che non sana, che è solo amputazione…
    Ritorna questo appunto, alla notizia del suicidio in carcere dell’uomo arrestato dopo la rapina nella quale è morto un gioielliere. Seguito, a poche ore di distanza, da un altro suicidio, quello di un giovane di 18 anni, responsabile anche lui, qualche mese fa, della morte di un uomo, aggredito per la rapina di poche decine di euro. Stesso carcere, stessa città, stesso, profondo, turbamento…
    Ma ancora di più turba, scorrendo qua e là gli umori neri di facebook, quante persone sembra siano sempre contente quando si suicida un detenuto. E turba l’uso sconsiderato di parole anche da parte di chi le parole dovrebbe sapere usarle.
    Chi si uccide in carcere è sempre una persona confusa e disperata. Non ovviamente per giustificare ( nulla giustifica la morte procurata ad altra persona) ma, intanto, un omicida non è sempre un ‘killer’, specie se la morte della persona aggredita non è intenzionale, come non sembra fosse in questa pur terribile vicenda. Il rapinatore sembra abbia capito solo ascoltando la notizia in tv che il gioielliere aggredito era poi morto. Ma quanto piace usare la parola ‘killer’! (…)