Sfogo personale. A proposito di Roma, la sua bellezza, la sua sporcizia…
Non so se amo Roma. Come è difficile amare quelle cose di cui si è stati follemente innamorati, e poi ti accorgi che, pur abitandole, non sono la tua casa… Ma, permettetemi, comincio a trovare davvero insopportabile la profusione di parole, e commenti, e immagini e indignazioni enfatizzate, contro questa Roma ‘tutta buche e spazzatura, corrotta e mal governata’. L’ultimo suo sindaco a questo ancora non ha posto rimedio? Crucifige! Crucifige!
Béh, comincia persino a essermi simpatico questo sindaco che fino a ieri mi era indifferente. Bersagliato da tante parziali verità, messe insieme a comporre una grande bugia. Corruzione a parte, oggi svelamento di una malattia in realtà sistemica nella quasi totalità del nostro sventurato paese… solo qualche appunto, su piccole cose. Ma “si parva licet”… vi butto là qualche pietruzza, anzi, per cominciare, un sacchetto di spazzatura…
Un episodio che mi ha raccontato un’amica. Quartiere della Roma-bene, diciamo Prati ‘alta’(…)
Sampietrini, sacchetti di spazzatura e piccole nefandezze…
pensiero d’agosto
aprendo una pagina a caso, di un libro a caso..
Sweeney Io ti rapirò
A un’isola di cannibali.
Doris Il canibale sarai tu!
Primi versi del Frammento di un agone, T.S.Eliot
buon agosto a tutti
Suicidi e delitti
Un appunto, vecchissimo, dal mio taccuino. L’unica cosa a cui non c’è rimedio è la morte, che non sana, che è solo amputazione…
Ritorna questo appunto, alla notizia del suicidio in carcere dell’uomo arrestato dopo la rapina nella quale è morto un gioielliere. Seguito, a poche ore di distanza, da un altro suicidio, quello di un giovane di 18 anni, responsabile anche lui, qualche mese fa, della morte di un uomo, aggredito per la rapina di poche decine di euro. Stesso carcere, stessa città, stesso, profondo, turbamento…
Ma ancora di più turba, scorrendo qua e là gli umori neri di facebook, quante persone sembra siano sempre contente quando si suicida un detenuto. E turba l’uso sconsiderato di parole anche da parte di chi le parole dovrebbe sapere usarle.
Chi si uccide in carcere è sempre una persona confusa e disperata. Non ovviamente per giustificare ( nulla giustifica la morte procurata ad altra persona) ma, intanto, un omicida non è sempre un ‘killer’, specie se la morte della persona aggredita non è intenzionale, come non sembra fosse in questa pur terribile vicenda. Il rapinatore sembra abbia capito solo ascoltando la notizia in tv che il gioielliere aggredito era poi morto. Ma quanto piace usare la parola ‘killer’! (…)
Vassoi, venditori e sirene
Dall’appuntamento di Remo Contro con Gatto randagio…. A proposito di migranti… L’altro giorno, in spiaggia, la spiaggia libera di Castel Porziano, bellissimo spazio pubblico che l’essere a ridosso della riserva della presidenza della repubblica ha salvato dalla morte “da stabilimento… Nella libera spiaggia dunque ho comprato da un ragazzo nero un oggetto davvero bello. Sembra un semplice piatto di legno intarsiato, ma gli intarsi si possono sollevare e il piano diventa un vassoio e dentro il vassoio si aprono contenitori, dalla forma di morbide piramidi rovesciate. Quasi una piccola architettura. Ammirevole lavoro d’artigianato…
Giusto giusto avevo letto (…)
libertà…
“la libertà è solitudine”, parola di Leo ferré… ascoltando una sua vecchia intervista…
Il vecchio e il nuovo..
Un pensiero, a questa Italia sempre più canuta. Che ogni volta che ce lo ricordano le statistiche, con numeri ogni volta annunciati come fosse “una notizia” fresca fresca, gridiamo “allarme allarme!”, con lo stupore di chi, chissà, forse non si è mai guardato intorno…
A guardarmi intorno, a dire la verità, giusto qualche domenica fa, mi è sembrato che l’età media fosse ormai molto, molto più alta dei circa 44 anni di cui ci informano. E’ vero che vivo, nella capitale, in un quartiere a ridosso del centro storico, Appio- San Giovanni, per intenderci. Quartiere piuttosto misto, ma c’è da dire che più ti avvicini alle mura storiche, sempre meno sono quelli che se lo posso permettere, e per rimanere a viverci devi avere, oltre una casa, almeno una pensione decente…
Dunque, di domenica. Un gran caldo, di quelli che mandano tutti al mare e (…)
La stretta di mano e il cioccolatino
Qualche giorno fa mi è arrivato un libro. “La stretta di mano e il cioccolatino”. Me lo aveva annunciato Pietro Tartamella, che ne è il curatore. Pietro Tartamella… che qualche anno fa avevo cercato per raccontare alla radio la storia, che tanto mi aveva incuriosito, della sua Cascina Macondo, affascinata dall’immagine che ne è il simbolo: un bel veliero, che ha le vele di foglie e naviga su un mare di sassi e foglie, sospinto da un vento lieve che sempre spinge a viaggiare, per ritrovare il filo delle parole… e sempre intorno alle parole girano le mille attività della Cascina. Come il progetto europeo Parol, di cui “La stretta di mano e il cioccolatino” narra, e che ha coinvolto, fra Belgio, Italia, Polonia, Serbia, Grecia, dodici prigioni con circa 200 detenuti, impegnati in percorsi didattici, laboratori creativi, e tante altre iniziative. Ed è come un fiume, lo scorrere di queste pagine (…)
Nutrimenti…
Oggi volentieri ospito questo bell’articolo di Grazia Sotis, della Loyola University Chicago, a proposito di uno spazio dedicato alla poesia nell’Expò di Milano. Ospite dell’appuntamento, fra gli altri, Anna Rita Persechino, ricordate? Fiabe aurunche, e tanti altri poetici scritti… L’articolo, dunque, dal titolo : La poesia narra di Nutrimenti…
“L’Expo’ 2015 ha ospitato la presentazione dell’Antologia di poeti italiani dal titolo Nutrimenti, a cura di Nicoletta Di Gregorio, nell’edizione Tracce di Pescara. L’incontro è avvenuto il 27 giugno nella Casa Abruzzi a Milano. In copertina del testo il lavoro dell’artista Sandro Visca interpreta i versi di Dante, “considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti”, in perfetta sintonia con il tema del volume che raccoglie settanta liriche a testimoniare l’importanza del cibo e della fame nel mondo. Riappropriarsi del cibo come valore è acquisire consapevolezza della sua provenienza: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema dell’Expo’, e questa raccolta è, come affermato nell’introduzione dal Presidente dell’Associazione Pescarabruzzi Nicola Mattascio, la scommessa editoriale per proporre la poesia come terreno di riflessione per una riconquista dell’equilibrio fisico ma soprattutto mentale e (…)
La virtù della disobbedienza…
Guardando, la copertina di Internazionale dell’ultima settimana, n° 1107, per intenderci. Su fondo scuro campeggia la scritta: “Ci sono infiniti ostacoli pratici all’idea che le persone siano libere di spostarsi. Ma gli ostacoli pratici non possono prevalere sugli imperativi morali”!
Eppure, agli imperativi morali si frappongono, oltre agli ostacoli pratici, comportamenti, paure… Eppure, quante nuove barriere, fisiche e non, ancora si innalzano, a murare vivi i nostri cari imperativi morali, quante leggi degli stati ne sanciscono la morte… La Bossi-Fini ancora serpeggia fra noi, con l’obbrobrio dell’invenzione del reato di clandestinità, tanto per fare un esempio. Qualcuno lo ha chiamato anche “reato d’immigrazione”, e di fatto per molti versi questo è stato.
Guardandosi dentro e guardandosi intorno, interrogandosi sul lato buio delle regole, quando capita che norme dettate da governi si traducano in comportamenti, o giustifichino comportamenti, che di fatto violano diritti umani, anche nei nostri ‘civilissimi’ paesi… Come è possibile?, a volte mi chiedo…
E’ possibile sì. A rispondere mi è venuta incontro la figura di Antigone,(…)
Se non è tortura questa…
Se ne parlava, se ne parlava da qualche tempo. La parola “trasferimento” aleggiava qua e là, anche quando non pronunciata, tra le righe. Poi mi arriva la lettera di Pasquale De Feo, che già a prenderla in mano si capisce che qualcosa non va. Non arriva più dal carcere di Catanzaro. Il mittente scrive da Massama. Oristano, per intenderci. Profonda Sardegna. “Cara Francesca, mi scrive, temo che quando verrai a Catanzaro per “l’incontro con l’autore” non mi troverai. Mi hanno deportato in Sardegna. Da una settimana sono solo in sezione, dovrebbero arrivare altri prigionieri. Non me l’aspettavo, anche perché non ho fornito pretesti… “. No, sono certa che Pasquale De Feo pretesti non ne abbia forniti. Ma certo inquieta non poco, il fatto che la prima cosa che abbia pensato sia una ‘punizione’, di cui non trova logica spiegazione. Come è difficile trovare una logica, che sia accettabile, nei trasferimenti che si stanno compiendo in questi giorni. Per radunare tutti insieme i ‘cattivissimi’ delle sezioni di Alta Sicurezza, chiudendo alcune sezioni AS1 sparse qua e là per l’Italia. Qualcuno è già andato a infoltire le fila dei “cattivi” di Opera. Qualcun altro (…)