“Dopo avere sprigionato tanta intelligenza al servizio della ragione, la viviamo nel dubbio di non essere riusciti a vincere due grandi battaglie: contro la cecità sociale e il mutismo morale”. Dall’introduzione di Sergio Zavoli al libro di Daniele Piccione, “Il pensiero lungo, Franco Basaglia e la Costituzione”, per entrare nel cuore di questo libro, particolarmente prezioso perché chiarisce definitivamente, e con profondità di argomentazioni e molteplicità di “prove a sostegno”, come la legge 180 abbia radici ( e ben radicate) nella Costituzione. Perché, come dice Peppe dell’Acqua, fra l’altro direttore della collana 180 Archivio critico della salute mentale, per le edizioni Alpha Beta Verlag, “la legge 180 e Franco Basaglia hanno semplicemente affermato che ‘i malati di mente’ sono cittadini con pieni diritti costituzionali”. Cosa che per anni e anni si è voluto dimenticare. Nonostante quanto coloro che scrissero la nostra Costituzione avevano ben chiaro.
Pensiero semplicissimo ed enorme. E’ tutto lì, nella Carta, che ci hanno insegnato essere una delle più belle, e col tempo abbiamo visto quanto, per molti aspetti sia stata, e a tratti lo sia ancora, una delle più inattuate… E proprio alla lotta fra le garanzie costituzionali dei diritti di libertà e i luoghi in cui queste vengono sospese, Basaglia ha fatto riferimento nella sua battaglia per la chiusura di quei luoghi di violazione dei diritti della persona che sono i manicomi.
Daniele Piccione, oggi è consigliere del Senato, e proprio con una tesi su questioni costituzionali intorno alla legge 180 si era laureato. Le sue riflessioni sulla Costituzione diventano ora un bel regalo per tutti, con questo libro che ci ricorda come, a proposito della legge fondamentale dello Stato italiano, proprio nel suo punto di partenza “si riassume l’idea che è l’Uomo al centro della Costituzione, dell’ordinamento giuridico, della società, della vita dello Stato”. E quanto di questi tempi c’è bisogno di ricordarlo…(…)
Ricordate la cascina Macondo? la casa di Anna e Pietro, nati come artisti di strada, e che adesso animano la cascina sul limite della campagna, fra Torino e Asti… che è sede dell’associazione di promozione sociale, da loro fondata, ricchissima di iniziative e di attività, pensate per aiutare a svelare le capacità e la bellezza che è in ognuno, e che avolte rimangono imprigionate dentro… Le attività lì in cascina sono davvero tante, se ne era parlato, ma il cuore di tutto rimane la poesia… e l’invito oggi è a partecipare a questa loro bella iniziativa: Il concorso internazionale di poesia haiku in lingua italiana, quest’anno arrivato alla dodicesima edizione…
Dal Carcere di Opera, una lettera di Alfredo Sole. La pubblica in questo numero la rivista “Una città”. Nella rubrica “Lettere ostative”. Invito a leggere, si impara sempre qualcosa…
Questo cartello è apparso sulla porta di una panetteria romana. Fa venire i brividi… Lo denuncia l’associazione 21 luglio che dei diritti dei rom si occupa… e che, per chi lo avesse dimenticato, ci regala le foto di altri cartelli.
Ricordate la storia di Collins Osaro Igbinoba? Finito nel Centro di identificazione e di espulsione di Bari dopo aver scontato più di quattro anni di carcere, e dal Cie tirato fuori grazie all’impegno di Salvatore Bandinu, lo scrittore sardo che nel carcere di Isili l’aveva conosciuto, e insieme avevano raccontato
Un invito, il 21 marzo, a Roma, al Teatro Argot Studio, nell’ambito della XX edizione de La scena sensibile… per vedere Pepe, spettacolo
Un pensiero, per questo 8 marzo… con la parete sfondata di questa gabbietta… leggendo di una fiaba zigana… la storia di uno Zingaro, disperato perché non riesce a vendere le sue gabbiette… bellissime, ma che nessuno compra perché da esse ogni uccello poteva tornare facilmente in libertà… perchè…”Non potevo certo fare una prigione per gli uccelli, delle gabbie senza via d’uscita!” … Finché compare un vecchio dalla barba grigia che regala allo Zingaro un gabbia con un meraviglioso uccellino con la testolina rossa, le zampine bianche e le alucce nere… un uccellino magico, naturalmente, di quelli che sanno esaudire i desideri… ma Zingaro e uccellino finiscono nella prigione di un avido principe… la storia si complica, ma per farla breve … infine ricompare, a liberarli, il vecchio dalla barba grigia… che si scopre essere il protettore dei nomadi, protettore del volo degli uccelli e dei vagabondaggi degli Zingari… ah, se il mondo fosse più Zingaro… buon 8 marzo a tutti..