More
    Home Blog Pagina 96

    Ultime dal carcere

    0

     Segnaliamo una notizia che ci arriva dal carcere di Spoleto, di evidente gravità.

    La subordinazione della concessione di un avvicinamento-colloquio alla copertura da parte del  detenuto del pagamento delle spese di viaggio, scorta e annessi compresi.

    È la risposta che il Ministero avrebbe dato a Mario Trudu, ergastolano, al 35esimo anno di carcerazione, che chiede un avvicinamento sia pur temporaneo alla famiglia, in Sardegna. Da tempo non incontra la sorella, in difficoltà per motivi di età e di salute, mentre gli incontri con gli altri familiari sono stati molto rari per via, oltre che della distanza, delle non floride condizioni economiche, che impediscono trasferimenti frequenti.

    È la prima volta che ci giunge notizia di una simile richiesta. Ci chiediamo se esiste, e da quando, una disposizione del Ministero che subordini i trasferimenti alla copertura della spesa da parte del detenuto, o se quanto meno leghi questa richiesta al superamento di un tetto di costo. Cosa che, oltre che violazione di un diritto, visto che null’altro osterebbe al trasferimento, comunque sembra essere fortemente discriminatoria.

    segue riflessione…

     

     

    Rieducazione?

    0

    Dal Carcere di Opera, una lettera di Alfredo Sole. La pubblica in questo numero la rivista “Una città”. Nella rubrica “Lettere ostative”.  Invito a leggere, si impara sempre qualcosa…

    “Qual è la funzione del carcere? Punitiva, logicamente, ma non è solo questa. Se lo fosse si rischierebbe che il detenuto, dopo aver scontato il suo reato, tornerebbe in libertà con una volontà delinquenziale rinforzata e con un odio che scaricherebbe sulla società. Il carcere ha una duplice funzione. Da una parte afflittiva, che tuttavia non deve mai sconfinare nella disumanità. Dall’altra parte ha la funzione di rieducare il detenuto. Sentiamo spesso questa parola: rieducare. Ma come funziona? Non ci si può di certo aspettare un trattamento fantascientifico di lavaggio del cervello, né un’equipe di esperti conoscitori della mente umana e detentori della assoluta certezza del confine fra bene e male, tale da poterla trasferire al detenuto e renderlo un saggio asceta. Allora, come funziona? Sinceramente è un mistero anche per me che in carcere ci vivo da 23 anni. (…)

    Vagabondi…

    0

    pensiero vagulo di domenica mattina… ma come ho fatto a vivere fino ad oggi senza averlo letto? Trattasi de “Il vagabondo delle stelle”, straordinario libro di Jack London. In sintesi il diario di una persona rinchiusa nel carcere di San Quentin, in attesa di essere impiccato, e nel frattempo sottoposto a una terribile tortura, perché confessi cosa di cui in realtà non sa nulla. Ebbene Darrel Standing, nonostante sia sottoposto a tortura per un tempo al quale nessuno è sopravvissuto, con feroce autodisciplina riesce a superare le barriere dello spazio e del tempo. E ad attraversare, per raccontarcele, tutte le sue vite passate. E mi sono sembrate, queste, pagine di un inno all’animo dell’uomo, alla sua forza, alla sua storia, anche terribile, mentre attraversa la terra. Ma c’è anche un confronto, che pure percorre tutto il libro, ad ogni risveglio di Standing dalla piccola morte, con la brutalità del suo aguzzino, che è un corpo a corpo con la ferocia di un sistema mostruoso che nessuna umanità riconosce e nulla di umano ha. Il racconto è ambientato nel 1913, si ispira a vicende vere… E leggendo leggendo ci si accorge, per chi qualcosa del carcere voglia sapere, come nulla nella sostanza sia cambiato… Invito assolutamente a leggere, per rispondersi a domande sull’uomo, o  magari a farsene di nuove… buona domenica a tutti

    razzismi…

    0

    Questo cartello è apparso sulla porta di una panetteria romana. Fa venire i brividi… Lo denuncia l’associazione 21 luglio che dei diritti dei rom si occupa… e che, per chi lo avesse dimenticato, ci regala le foto di altri cartelli.

    Ancora in ansia per Collins

    0

    Ricordate la storia di Collins Osaro Igbinoba? Finito nel Centro di identificazione e di espulsione di Bari dopo aver scontato più di quattro anni di carcere, e dal Cie tirato fuori grazie all’impegno di Salvatore Bandinu, lo scrittore sardo che nel carcere di Isili  l’aveva conosciuto, e insieme avevano raccontato  la sua storia… il progetto letterario “La cella di Gaudì”…  Oggi Collins è in cerca di lavoro. Urgentemente. Deve mantenere una madre, una moglie e una figlia di 9 anni, in Africa, mentre in Nigeria non può tornare perché lì la sua vita è a rischio, perché cristiano, in un momento in cui ci sono scontri tra musulmani e cristiani. E intanto aspetta che il giudice stabilisca se può o no rimanere in Italia.

    La storia di Collins. Vale la pena di ripercorrerla, per non dimenticare gli ordinari incubi in cui può volgere una vita… Era arrivato in volo in Italia dalla Nigeria, era il  2009, con un contratto di lavoro, comprato, come badante, ma con un permesso di soggiorno di due anni… alla fine si è ritrovato a chiedere l’elemosina. Finché per aiutare la famiglia lasciata in Nigeria aveva accettato di trasportare droga su un treno da Monaco a Verona. Una piccola quantità di stupefacenti, quanto basta per essere subito arrestato… Finisce nella colonia penale di Isili, dove ha impiegato il tempo studiando, ha ora la licenza media, e lavorando nella cura del bestiame. Per la cronaca, si occupava di 100 maialini… Più di quattro anni di prigione…  Pagato il debito con la giustizia, arriva il decreto d’espulsione, e viene rinchiuso nel Cie. Le nostre prigioni quotidiane…

    Pepe

    0

    Un invito, il 21 marzo, a Roma, al Teatro Argot Studio, nell’ambito della XX edizione de La scena sensibile… per vedere Pepe, spettacolo scritto e interpretato da Laura Riccioli. Un lavoro che nasce dagli incontri avvenuti durante sei anni di insegnamento di teatro e pittura nel carcere di Civitavecchia. Dove le due donne, che questo monologo racconta, si incontrano. “Una è una detenuta. L’altra è un’insegnante di pittura e teatro”, spiega Laura Riccioli. “Il pretesto di quest’incontro è l’arte. Il mezzo è il dialogo. Dialogo col carcere, con sé stesse, con il fuori, l’una con l’altra. Questo dialogo qui, in teatro, si farà monologo.  Il monologo di Espedita Pepe, la detenuta, durante una lezione di pittura del tutto insolita in cui esplode la vitalità di una donna che “chiusa non ci sa proprio stare” e irrompe nell’intimità della professoressa  coinvolgendola in un vortice di provocazioni, ironia, cinismo, incanto e, inaspettatamente, di quell’arte dell’allegria con cui spesso si difende chi sa sopravvivere a tutto e a tutti, risorsa inattaccabile, che tutto e tutti seppellisce”. (…)

    un pensiero, per questo 8 marzo…

    0

    Un pensiero, per questo 8 marzo… con la parete sfondata di questa gabbietta… leggendo di una fiaba zigana… la storia di uno Zingaro, disperato perché non riesce a vendere le sue gabbiette… bellissime, ma che nessuno compra perché da esse ogni uccello poteva tornare facilmente in libertà…  perchè…”Non potevo certo fare una prigione per gli uccelli, delle gabbie senza via d’uscita!” … Finché compare un vecchio dalla barba grigia che regala allo Zingaro un gabbia con un meraviglioso uccellino con la testolina rossa, le zampine bianche e le alucce nere… un uccellino magico, naturalmente, di quelli che sanno esaudire i desideri…  ma Zingaro e uccellino finiscono nella prigione di un avido principe… la storia si complica, ma per farla breve … infine ricompare, a liberarli, il vecchio dalla barba grigia… che si scopre essere il protettore dei nomadi, protettore del volo degli uccelli e dei vagabondaggi degli Zingari…  ah, se il mondo fosse più Zingaro… buon 8 marzo a tutti..

    Abitare la menzogna

    0

    Di fuori, il palazzo della Mammadraga era bellissimo; dentro però una spelonca, con le pareti e le volte tutte affumicate, e un puzzo di carne bruciacchiata che ammorbava…”. Prendendo a prestito l’immagine attraente e pure subito paurosa di un racconto di Luigi Capuana, Antonella Lia ci introduce ad “Abitare la menzogna”, con una fiaba. Di quelle che conducono lungo i sentieri anche bui della vita, e che della vita svelano tranelli e mostruosità, indicando così la via per affrontarli… Purché si cerchi di imparare a guardarli bene in faccia, e non costruire la montagna di bugie sotto le quali sotterrare le cose brutte, le cose dolorose, i ricordi che sanguinano…  Questo il patto che viene proposto a chi legge, mettendo subito a fuoco il soggetto intorno al quale l’autrice tesse la sua narrazione, l’infanzia infelice. Il dolore dei bambini, i traumi di cui sono vittime che noi non vogliamo vedere, preferendo accogliere la retorica della famiglia perfetta, che così bene sa nascondere e soffocare paura e rabbia. Scatenando poi patologie e mostruosità.

    Antonella Lia, che è sociologa, psicologa, psicoterapeuta, chiarisce subito (…)

    Pinocchio a matita

    0

    … e com’ero buffo quand’ero burattino… Buffo e a volte anche antipatico… ma resistere a Pinocchio è davvero difficile. In un modo o nell’altro, rimane lì, acquattato dentro di noi… con le sue birbonate, gli incanti e gli abissi nei quali pure ci trascina. A questo ho pensato guardando le tavole della mostra di disegni di Francesca Perrotta, dove mi sono affacciata in un pomeriggio indolente, così, per curiosità, o forse per quell’attrazione che sempre esercita tutto quel che affolla i sentieri delle favole… Bhè, deve averla ben combattuta questa lotta con il Pinocchio rimasto dentro di lei, Francesca Perrotta, che a un certo punto ha deciso di “liberarsi dall’antipatia che questo personaggio le aveva suscitato durante l’infanzia” e la cura è stata occuparsene impugnando la matita. E così rileggendo, e ritrovando, e tracciando… è nata questa sorprendente lettura della favola di Pinocchio. Immagini in bianco e nero, che sono buio e luce. E questo Pinocchio che emerge dal buio e sul limite del buio sembra ad ogni istante esserne inghiottito, (…)

    storia di Pasquale …2

    0

    dunque: …. “Sul punto hanno avuto pregnanza le dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia, i quali dichiararono che dalle carceri possono essere inviate disposizioni all’esterno, anzi dichiarano che loro stessi l’hanno fatto, addirittura uno dimostra attravreso quali trucchi spediva lettere all’esterno. Benissimo: dicono che è possibile perché alcuni di loro lo hanno fatto e quindi, se loro lo hanno fatto l’ho fattopure io? 8 Giudici – Corte di Assise 8 Giudici- Corte di Appello 8 giudici della Corte Costituzionale… ovvero 24 giuduci dicono di NO. Mi avevano assolto!! Nuovo processo per le medesime accuse a qui 8 giudici ribaltano tuto senza tener conto delle mie assoluzioni? Condannandomi all’ergastilo con fine pena mai? E’ come se a un incontro di calcio una squadra segna 24 goal e quella avversaria 8 ma vince la seconda. ?