Il giardino dei limoni…

1 06 2020

Ancora, a proposito di donne e della loro hambre del alma…, una bella riflessione di Paolo Rausa, che ancora aggiunge pensieri…

“Mi vengono in mente tante storie, Francesca, di lotta e di resistenza delle donne contro il dominio degli uomini, non solo per affermare i grandi ideali o i diritti di genere, ma anche piccole storie di amori non corrisposti, o di spazi non concessi, di sentimenti negati e aspirazioni troncate che arrivano al punto di rottura, drammatico. Leggiamo purtroppo le cronache di questi tempi, di questi giorni, che hanno costretto coppie già sull’orlo di una crisi a convivere forzatamente, con le conseguenze il più delle volte di sottoporre la donna a comportamenti di sudditanza e in caso di ribellione al femminicidio, cosiddetto. Fra tutti i diritti quello più calpestato è il diritto all’amore e ai sentimenti. Leggi il resto dell’articolo »



La pagina vuota

23 02 2020

Beh, fa proprio un bell’effetto avere tra le mani un libro di cui avevi letto tempo prima… quando era ancora un manoscritto in cerca della sua strada… Con tutte le domande, i dubbi, le speranze… Ed eccolo qua. “La pagina vuota”, di Lisa Franca Satta. Copertina con fondo azzurro e al centro, nel bianco e nero degli anni a metà del secolo che fu, foto di famiglia in un esterno, che già molto racconta. Con la tenerezza di volti che riconosco… Lisa, Salia, Giovanna, il fratellino Antonio… manca solo Viviana che arriverà per ultima. Giovanna, soprattutto, la mia amica, che di questa sua famiglia sarda mi ha spesso parlato, e uno ad uno nel tempo mi ha fatto incontrare… E quindi mi è facile riconoscere subito l’autrice, benché piccolissima. Quella bambina imbronciata davanti ai tre fratelli. Giovanna sorride schietta e simpatica, come sempre… anche Salia e Antonio sorridono. Tutti, compreso, sembra, il canuzzo che Salia tiene in braccio, guardano diritti l’obiettivo. Tutti tranne lei. Lisa. Leggi il resto dell’articolo »



Quale amore, dunque…

25 09 2019

frammenti 1Quale amore, dunque. Vittorio da Rios indica la strada… Ascoltate:
“Vi è sempre una giustificazione filosofica e culturale al caos. E quello attuale è un caos del tutto anomalo, di cui ancora non ce ne rendiamo conto della vastità. Nel nostro paese travagliatissimo, tragedia che inizia nel secolo breve con la Prima Guerra Mondiale, paradossalmente “l’emancipazione” femminile parte anche da lì, il lavoro nei campi, in fabbrica per sopperire alla mancanza degli uomini mandati come carne da macello in trincea. Poi la più grande catastrofe umanitaria della storia dell’ominide determinata dall’evento del nazifascismo. Ma quello che ha radicalmente modificato i rapporti tra la donna e l’uomo, ma in generale l’amore tra le creature umane a prescindere, è stata la cannibalizzazione da parte della cultura industriale, “abbandonato il grande progetto industriale di Adriano Olivetti”, della Grande civiltà agricola-contadina. E ora in piena era post-industriale, l’uomo e la donna si dimostrano smarriti spesso primi di entità oggetti inermi della devastante era dei telefonini e del digitale. Leggi il resto dell’articolo »



Frammenti di un discorso (poco) amoroso

23 09 2019

frammenti 1“L’amore è un castigo. Veniamo puniti per non essere riusciti a rimanere soli”. Lo ha scritto Marguerite Yourcenar, che pure molto ha amato.
Non per scalfire le certezze di chi magari sta attraversando la fase felice della sua storia d’amore, quando non si riesce neppure a immaginare che le cose un giorno possano cambiare (e dio solo sa quanto arrivino a cambiare), ma quanta verità è nelle parole di chi tanto ha scavato e colto nelle pieghe dell’animo dell’uomo…
Un po’ di questa verità Gatto Randagio avrebbe voluto ben regalarla alle due giovani donne che mi ha detto di aver incrociato per strada, nei giorni scorsi, lungo il suo solito percorso mattutino. Per aiutarle un po’ a ragionare, perché gli erano sembrate piuttosto confuse, quelle donne, così arrabbiate, deluse, lacerate… Insomma, colpite al cuore da quel “castigo”, che tante vite infesta. Ascoltate i frammenti che ha colto di un discorso, ben poco, amoroso.
La prima donna, martedì pomeriggio. Leggi il resto dell’articolo »



Ti ucciderò e poi t’amerò

13 06 2016

locandinaRileggendo, dell’omicidio di Sara a Roma, e solo l’altro ieri della morte di Michela a Pordenone… ma anche dell’omicidio, che era maggio, di Deborah a Milano, e quello di Assunta, nel mese di aprile, ancora a Roma, e di tutte quelle che magari sono state solo un trafiletto, o un articolo di cronaca locale… che mica si può star dietro a tutte. Terribile, l’omicidio di Sara, per una così giovane vita bruciata, come su rogo di strega… Ma non meno terribile la morte di Assunta, che neppure ce ne siamo accorti, che non più giovane, che aveva appena lasciato il marito.
Mi ero messa, tempo fa, a raccoglierne quante possibili, di notizie di quelle morti, che ce ne è una ogni due o tre giorni. Per cercare le differenze per cui qualcuna occupa le prime pagine per giorni, trascinando nella scia d’emozione le morti dei giorni a ridosso, mentre per altre poco più che un take d’agenzia. Perché presto l’emozione si acquieta. Ne ho un pacco di brani d’agenzia che non sono arrivati all’onore delle prime pagine.
Prendo un vecchio appunto, a caso, della primavera del 2008. Tutto era avvenuto al sicuro, al riparo delle mura di una casa. A Taranto. Dove un marito ha ucciso la moglie e le due figlie. A martellate. Un massacro. E guarda, tutto si ripete, giusto martedì scorso, sempre a Taranto, uccide moglie e figlio, e poi si uccide… Strage familiare, si dice, anche. Con quell’aggettivo, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Cronache dal vicolo…

21 09 2015

Oggi gatto randagio… con animo, come disse una volta un amico, di zingaro stanziale. Che è ossimoro che non fa poi male. Arrendersi alla forza centripeta che ti trattiene in casa, a guardare cosa accade in strada, nascosto dietro le persiane…
In realtà appostati dietro la finestra che affaccia sul vicolo alle spalle del palazzo, una piccola via chiusa al traffico, mai ci si annoia. Che a seconda delle ore del giorno vi si alterna un certo numero di persone. A piccoli gruppi, in solitudine… Il primo pomeriggio adolescenti che si confidano, carichi di dubbi e storie di primi e secondi amori. Quando cala la sera ragazzotti a bere birra e a rompere qualche bottiglia. Un po’ più tardi gruppi chiassosi e a volte un po’ sguaiati che chissà cosa si sono fumati… La notte, poi… Giorno o notte che sia, scorrono intanto nel vicolo cani con i loro padroni, ma sia gli uni ( chi viene qui a nascondersi) che gli altri ( cani e padroni) sempre si ignorano, come gli uni invisibili agli altri. Magia dei vicoli bui…
Da qualche settimana vi arriva una giovane donna… Leggi il resto dell’articolo »