la sporca guerra sul corpo delle donne

21 10 2019

 

hevrin-anne-2-e1571220330104“Come mi duole la testa, madre, dentro di me qualcosa resiste a scendere ancora una volta in quelle grotte, negli inferi, nell’Ade, dove fin dai tempi antichi si muore e si rinasce, dove con l’humus dei morti si cuoce ciò che è vivo, dalle Madri dunque, dalla dea della morte, all’indietro. Ma che significa avanti, che significa indietro”…
Guardando e riguardando un brano del video che mostra il corpo sfigurato di Hevrin Khalaf, la paladina curda delle donne, il suo volto coperto di polvere…, ritornano, come un mantra che sa di pianto, le parole di Medea.
Secondo le prime testimonianze, avrete letto, sarebbe stata violentata e poi lapidata. Due giorni fa, il referto medico che (leggo su Il Foglio) non fa meno orrore.
“Come mi duole la testa, madre..” come un soffio il lamento di Medea. Naturalmente l’altra Medea, quella di Christa Wolf, che racconta una storia diversa da quella che ci ha consegnato Euripide della maga barbara, assassina, dalle passioni disumane… La Medea ritrovata nelle fonti antecedenti Euripide che, sembra per quindici talenti, manipolò la storia per ragioni di stato. Serve sempre, allora come oggi, una donna da lapidare, e chi meglio della donna che conosce il delitto su cui si fonda il dominio patriarcale e, tenace e ostinata, vi si oppone… Leggi il resto dell’articolo »



Già fantasmi prima di morire

9 09 2019

cop fantasmi“E’ stata una nottata particolarmente afosa, le labbra mi bruciano più del solito, mi sono spalmata troppo aglio ieri sera. Non sono più disposta a farmi mordicchiare dagli scarafaggi. Io e la mia compagna di cella li abbiamo soprannominati chirurghi plastici. E’ la quarta volta questa estate che mi rifanno le labbra a canotto e occhi a dirigibile. Me li hanno rifatti così bene che Dominique quasi mi invidia per quelle labbra carnose che lei ha sempre desiderato”. Cronaca di un’ordinaria notte d’estate nella cella di un carcere…
Finora sono solo uomini le persone che ho incontrato in carcere, maschi e “cattivissimi”. Sempre ne esco, dai nostri incontri, turbata quando non sconvolta (e come ci si può abituare all’idea delle condizioni in cui confiniamo le persone, un surplus di pena nella pena che nessuna colpa, a mio parere, può giustificare…), e neppure riesco a pensare quanto più feroce e più duro possa essere per una donna, per quanto “cattiva” ci si possa sforzare di immaginarla, abitare un universo così tremendo, e tutto costruito avendo come riferimento il mondo maschile.
Poi Sandra Berardi (presidente dell’associazione Yaiahira) mi ha fatto leggere la testimonianza di Monica. Monica Scaglia, una condanna a nove anni, cinque già scontati fra le carceri di Torino e Vercelli, ora da qualche mese ai domiciliari per gravi motivi di salute (Monica ha un tumore, quando è entrata in carcere aveva già subito una serie di operazioni). E pensandola e vedendola nel buio dell’indecenza di un carcere, lei e le altre, difficile scrollarsi di dosso il senso di tremendo disagio, il dolore, la paura… Leggi il resto dell’articolo »



favole umane, per la rivoluzione che, forse, verrà…

2 09 2019

copertPiuttosto annoiata, e sconfortata, devo ammetterlo, dai volti della crisi, e degli scenari, e delle “tattiche” e delle parole che tutto sembrano aver invaso … mercoledì scorso, pensate un po’, a un certo punto ho spento televisore e computer e non ne ho voluto sapere più nulla. E cercando respiro nelle favole (è sempre la strada migliore, credetemi, per riorientarsi un po’) mi sono rituffata nelle “Favole Umane”, di Giovanni De Nava. Ma non per caso…
Giovanni De Nava, calabrese, vissuto a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, che fu amico di Turati, Bissolati, Bonomi… giornalista, scrittore, era stato collaboratore dell’Avanti, de L’Asino, spesso in fuga fra l’Italia e la Svizzera, per evitare la furia di Governo e Curia contro cui lanciava, da articoli e libelli, i suoi strali.
“Giovane, pieno di entusiasmo, aveva abbracciato l’ideale del nascente Socialismo con tutto ciò che di rivoluzionario conteneva: il riscatto sociale, l’uguaglianza di fronte alla legge, i diritti dei lavoratori, la tutela e la promozione dei diritti delle donne, la difesa ad oltranza dei più deboli, la redistribuzione delle terre, la critica al comportamento del Clero e alla politica del Vaticano”, così ce ne parla Ludovica De Nava, scrittrice e filologa, che di Giovanni è nipote e ne sta curando la ripubblicazione di tutti i lavori, e non sono pochi.
Bello e passionale… Leggi il resto dell’articolo »



Una proposta rivoluzionaria….

9 05 2019

la-giovane-donna-sexy-prepara-pasta-nella-cucina-ragazza-bionda-sulla-impasta-mano-felice-c-del-primo-piano-che-alla-domestica-141446773Una proposta “rivoluzionaria”: passare la guida alle donne…  e grazie a Vittorio da Rios che la formula… :

“Debbo riconoscere che questa volta Francesca ci pone noi maschietti inanzi a non poche responsabilità. Ma da dove nasce questa criminale pratica dell’uccidere la donna con la quale si è condiviso spesso spezzoni importati della propria esistenza? Da una lettura critica della Genesi si avvince che è “Colà” la fonte e causa del tutto: un caro amico nonché filosofo e teologo Giuliano Delena considera la Genesi la Matrix di tutti i mali fonte e origine degli immani cataclismi che hanno devastato la storia dell’ominide, nonostante Socrate e il Cristo. Ma poniamoci un problema fondamentale: se a determinare il destino dell’ominide compreso il pianeta che lo ospita fossero state le donne come principali protagoniste e responsabili della storia, nella sua evoluzione in questi ultimi 3-4 millenni saremmo giunti a questo punto? abbiamo una idea realistica di cosa ha determinato il maschilismo sessuofobo di noi maschietti nella società? E la violenza genocidaria assassina chi l’ha creata e poi perfezionata? Leggi il resto dell’articolo »



Come avere l’uomo che desiderate? Impastatevelo da sole…

6 05 2019

la-giovane-donna-sexy-prepara-pasta-nella-cucina-ragazza-bionda-sulla-impasta-mano-felice-c-del-primo-piano-che-alla-domestica-141446773Questo è un piccolo appunto pensato per sole donne. Se poi anche gli uomini volessero darvi un’occhiata, giusto per capire…

Leggendo l’ennesima tremenda notizia di donna uccisa da un uomo, marito o compagno e ex che sia… che anche questa settimana si mantiene la media… molto ci sarebbe da dire, e da piangere, a proposito di comportamenti, di mancata educazione e cultura che, come da tempo sostiene Umberto Galimberti, tanto orrore produce. E finiamola con la baggianata del raptus, che è solo, come chiarisce, “fantapsicologia”!
Ma per evitare almeno una volta tanto di piangere, che non si finirebbe più, e giusto per “alleggerire” questa domenica di maggio, avrei un suggerimento…
Se la premessa è che a proposito di cambiare la testa, e l’anima, degli uomini ci sia poco da fare, e visto che poi alla fine di questi uomini sembra non si riesca a fare a meno (vuoi una certa strana idea che ci si è fatti della vita, vuoi sogni cui si rimane ostinatamente attaccati, vuoi, fuor di ipocrisia, questioni di ormoni che tanta lucidità spesso annebbiano…) l’idea sarebbe questa: di costruirselo da sé il proprio uomo. Marito o amante che sia. Per gli ingredienti, per andar tranquille, si inizi con materia inanimata (vi vedo già interessate e pronte a trasformarvi in apprendiste del dottor Frankestein…)
Costruirselo, dunque?! E come?
Ancora una volta la risposta è nelle fiabe, Leggi il resto dell’articolo »



Wali, che ha rifiutato il Paradiso per non uccidere

30 12 2018

libro waliQuanto è lontano l’Afghanistan? Più lontano della luna, sembrerebbe…
Un pianeta grigio e pietroso su cui neppure vale più la pena di sollevare lo sguardo. Certo, capita di vederne brani, come squarci di paesaggi lunari di macerie, negli occhi e nella carne della sua gente martoriata. Ottomila le vittime solo quest’anno, e quasi tremila sono bambini, è la denuncia di Emergency. Ma per noi spesso sono solo numeri…
Eppure qualcosa può sempre cambiare, quando a quei numeri riusciamo a dare un nome e un volto. Ed è quello che ci aiuta a fare Atai Walimohammad, Wali per gli amici, fuggito dal paese ‘liberato’ dagli Usa (pronti oggi a un ambiguo ritiro) e venuto a vivere in Italia.
La primavera scorsa ci ha raccontato gli anni terribili dei bambini bomba e il prima ormai dimenticato (https://www.remocontro.it/2018/04/08/wali-e-lafghanistan-talebano-dove-ora-volano-i-bambini-bomba/). Oggi ci invita a non dimenticare il suo paese con un libro in cui narra la sua storia. “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere” (firmato insieme con Rosario Lubrano). La storia di un “infedele” che per il cammino della propria vita non ha visto altra via che quella indicata dal padre, Atta Mohammad, che era medico, psicologo, aveva come unico credo la conoscenza e la cultura, e per questo è stato ucciso. Leggi il resto dell’articolo »



Il miracolo di cinque euro

25 09 2018

vignetta elemosina“Cinque euro. Ma noi cosa ci possiamo fare con cinque euro?” mi ha chiesto l’altro giorno il Gatto.
Ho iniziato ad elencare… “Un caffè, due cornetti e un bicchiere d’acqua. Forse neanche questo se seduti al tavolino, e poi dipende dal bar… Oppure, mezzo chilo di pane e un chilo e mezzo di pasta, ma nemmeno questo se il pane è di quello ai cinque cereali… Cinque euro… il boccale di birra, media, quando una pizza con amici.. due pezzi di pizza al taglio se in piedi in rosticceria… ah, beh, con un po’ di pazienza e tempo da perdere rovistando sui banchetti dei mercati, anche una o due magliette di marca, sempre che ti piaccia il fuori moda o l’usato…e comunque se le sai portare fa pure chic”
“Cinque euro… davvero poco, quasi niente …” ha concluso il Randagio scuotendo la testa avvilito. E un po’ mi è dispiaciuto di questo suo turbamento che ancora non lo abbandona…
Tutta colpa mia, che gli ho parlato dello stupore con cui mi hanno pur ringraziato tre persone, tre donne, che la vita e le distratte, feroci dinamiche dell’oggi vogliono respinte ai bordi del nulla… Leggi il resto dell’articolo »



Pietre

18 09 2017

Solo qualche appunto, e molte domande. Continuando ad avere davanti agli occhi il volto bambino di lei, e le sue labbra brillanti del colore ciclamino di un rossetto con il quale solo a sedici anni puoi giocare… il collage di foto amorose abbarbicata al ragazzino al quale, in un gioco pur già troppo doloroso, pensava di appartenere… e quell’inconsapevole grido d’aiuto lanciato su FB… Non è amore se c’è violenza…
Chiedendomi con quale grumo di violenza nell’animo è cresciuto lui, appena diciassette anni, e le tracce di peluria sul volto che non sono neppure un’ombra… eppure, nel rapporto con la sua ragazzina, già maschio della peggior specie… e quale parte paurosa della propria anima ha pensato di nascondere nel pozzo con il corpo di lei, sotto un cumulo di sassi, insieme alla terribile verità di quell’omicidio…
Tutto in questa storia sembra avere la pesantezza delle pietre… come quelle del tumulo che ha malamente nascosto il corpo di lei…
Ne avrete sentite di reazioni e pensieri e commenti, e la pena e il dolore, e dettagli e indecenze e più scomposti insulti e rabbie che ormai sempre si scatenano sulle vie del web… ché nessuno può lasciare indifferente la storia così tragica di due adolescenti, che appena appena, e in maniera così confusa e sbagliata, avevano iniziato il loro cammino nella vita adulta…
Fa tremare l’anima il pensiero di tanta violenza che si è impossessata delle emozioni di due vite così giovani. Perché insieme alla vita di chi quella violenza l’ha così tragicamente subita, non si può non pensare alla vita di chi quella violenza l’ha sentita crescere, incontenibile, dentro di sé… Leggi il resto dell’articolo »



reggiseni, burkini e veli….

29 08 2016

fr.burkA proposito di burkini… che pure, considerando quel che accade nel mondo, il discutere che ne è nato intorno a tratti assume toni surreali… ma ho trovato così tragicamente vera, che più non si può, la vignetta ripresa dal numero di internazionale della settimana scorsa. Un riquadro diviso in due. A sinistra c’è una donna in topless e un vigile la ferma, per farle una multa e intimarle: “signora, è vietato. Si rivesta!”. Una data indica il 1966. Nel riquadro a destra, mezzo secolo dopo, stessa spiaggia stesso mare, la donna è ben coperta dal burkini e c’è un poliziotto che la ferma: “signora, è vietato. Si svesta”.
Fulminante vignetta che punta il dito su quel tratto di spiaggia dove implodono le nostre contraddizioni.
Diciamo la verità, un bel paradosso… oggi che mostrare liberamente il proprio corpo in spiaggia (e non) è cosa tanto acquisita che ci si dimentica che quei primi topless erano rivendicazione di libertà di scelta personale.
Ma c’è anche un altro punto che la vignetta ben sottolinea. (…= Leggi il resto dell’articolo »



restituendo a Medea ciò che è di Medea..

10 02 2015

Leggendo… stralci dalle motivazioni del tribunale del riesame che confermano l’arresto della giovane donna accusata di avere ucciso il figlio, laggiù in quel paesino siciliano, in provincia di Ragusa. Di cui non mi riesce di scrivere il nome, né di lei, né del bambino, né del paese… nomi già da troppe appropriazioni lacerati… Spaventandomi per il suono in qualche modo feroce anch’esso, di burocratica e “scientifica  freddezza”, di quegli stralci ripresi dalla stampa…  Chiedendomi, ancora una volta, da quanti punti di vista una storia può essere raccontata, quali voci indagare, anche quando non pronunciate, per non affogare nel pantano dei luoghi comuni.

Pensando così a Medea, diventata nell’uso comune delle parole e dei pensieri “prototipo della madre assassina”… la maga della tragedia di Euripide che per vendicarsi del tradimento di Giasone uccide i figli avuti da lui ( così, molto sintetizzando e molto banalizzando).

Ma c’è un racconto della vicenda di Medea che, scomposta in voci che si narrano come su facce diverse di uno stesso prisma, ci restituisce tutta un’altra storia.(…) Leggi il resto dell’articolo »