More

    Le bugie non dette

    Tutto nasce da lì… da una pagina di calendario, che scivola via da un vecchio libro aperto spolverando la libreria. Un foglietto con segnati un luogo e una data, che tutto iniziano a smuovere…
    E inizia, per Vittoria, il cammino sulle tracce di un “segreto” che tanto ha condizionato la vita della sua famiglia, troppo quella di sua madre, che ne è rimasta prigioniera.
    Per noi che leggiamo, una saga familiare che è un viaggio nel tempo e nello spazio.

    Viaggio nel tempo, che oscilla fra l’inizio di questo millennio e gli anni del secolo scorso, per attraversare la vita di tre generazioni. E forse all’inizio può spiazzare una narrazione non lineare, che riprende in continui flash back. Si parte dal 2003, poi il salto agli anni Quaranta, poi ancora il 2003, quindi il ritorno agli anni Cinquanta… Mi è venuta in mente una citazione da altro libro (anche quello il racconto di una vita…) che richiama il pensiero di Lina Bo Bardi “il tempo lineare è un’invenzione dell’Occidente. Il tempo è un meraviglioso groviglio”. Il tempo… che nel racconto va avanti e a tratti si riavvolge insieme alle vite che porta dentro… Il tempo che qui, parola di Ludovica De Nava, “è la sostanza del vivere”.

    Viaggio nello spazio, da percorrere fra il nord, la capitale e la Calabria, perché è un inquieto continuo spostarsi quello delle tante persone che affollano il racconto. Torino, Roma, la Calabria… e la terra di Aghiochorìo, luogo dove tutto si rapprende, esperienze di vita, riflessioni. Aghiochorìo, spiega l’autrice, dal greco Aghiòs Chorìo… luogo sacro.
    Già, luogo sacro, luogo infine dell’anima, da accudire, dove farsi accudire, luogo che è nido ma anche prigione a volte, col rischio di rimanervi imbrigliati… insieme a quel segreto, da qualcuno certo intuito, ma sempre tenuto ben serrato nell’anima.
    Segreto che naturalmente non svelerò. E non tanto per non togliere la sorpresa, ma perché quello che fa andare avanti nella lettura, pagina per pagina, è piuttosto il fascino di vite svelate, che si inseguono, si scelgono, si amano, si lasciano, l’una dall’altra si difendono, si ritrovano…
    Riflessioni sulla vita, sulle scelte, obbligate o volute, sulla psiche. Sulla verità, che qui… “era un’isola in disgregazione, ognuno di noi andava alla deriva sul suo lembo di terra non collegato con la terra degli altri…”.

    Ma Vittoria, che è voce narrante, è lì, a tutto ricucire…
    E consegnarci un messaggio, che è invito, che è esortazione, a non tenere nascosti nel cuore segreti, a non diventarne, consapevoli o no, complici. A imparare a sciogliere nodi. Almeno provarci, per quanto dolore pure possa costare.

    “Le bugie non dette”… una narrazione alla quale splendidamente mi è sembrato introduca la copertina. Perché tutto mi sembra rappreso nello sguardo del dipinto scelto per illustrarla. “La dama del canarino”, di Giovanni Grande. Uno sguardo imbrigliato da qualcosa di doloroso da cui pure la donna sembra voglia scostarsi, ma che il minuscolo canarino fra le sue mani, è lì pronto, col suo canto, a svelare…

    “Le bugie non dette” di Ludovica De Nava, ed Effigi

    Ultimi Articoli

    Vik vide il futuro

    Maddalena

    Treni

    “In carcere serve relazione non forza”

    Archivio

    Tag

    Articolo precedente