Non solo Cina…
… cercando negli occhi di Sirena…
Cercando risposte, comunque frugando nello sguardo di Sirena. Aprendo a caso una pagina di un libro, Ma nulla succede mai per caso. Dunque: “…Dimodoché ogni parte di lui rimane affidata agli umori e le grazie di un’altra persona ( che di solito è un’estraneo), la quale raramente fa caso dell’importanza della vita ad essa affidata, per lo più ne ha fastidio, e appena può sbarazzarsene lo fa volentieri, non importa se intanto le si riempiano le mani di sangue, e malamente staccati quel volto e quelle membra pendano a brani. Non per questo odio o comunque violenti pensieri occupano la mente dell’oppresso. Sarebbe più facile a un bambino divorare la propria madre, o alla terra confondere il cielo ed alle nubi sostenere alberi e animali, che all’amico muovere rimprovero all’amico. (…) Colui o colei che amiamo non è tanto un essere col quale desideriamo trascorrere qualche ora di piacere; è molto di più. (…) Noi abbiamo bisogno del suo calore, delle sue dolci parole, delle sue cantilene, dei suoi sguardi profondi e pacidi; ed egli ce li dà non quando occorrono, ma quando a lui piace e non reca fastidio. (…)”. Terribili risposte di verità. Di Anna Maria Ortese. Da “L’infanta sepolta”. Da rileggere. A proposito di domande, e corpi fatti a pezzi. (ed. Adelphi)
… comunque, San Valentino…

San Valentino, quando il mosto diventa vino… Comunque, per San Valentino, santo forse non a caso degli epilettici, ancora lo sguardo stupefatto di Sirena…
(cortesia di Cristiano Morandini)
Berlino, riprendendo il filo – 5
E cosa succedeva il giorno di san Valentino, venti anni fa… dopo il Muro…
Berlin 14. 2.90…
Berlino, riprendendo il filo – 4
Berlino, venti anni fa, solo ieri.
Berlin 11.2.90.
Pensiero di febbraio
Pensando a un piccolo consiglio, donato da una signora che vienne dalla Romania. Che spiega che prima di farsi mettere le mani in testa da un parrucchiere, bisogna chiedegli se ama gli animali e le piante. Se la risposta è no, è meglio andare via, perché potrebbero cascarci tutti i capelli. Ma se è sì, bèh affidiamoci a lui con fiducia. Perché ogni volta che innaffierà una pianta o accarezzerà un animale, i nostri capelli cresceranno, belli e forti. Piccole magie, a cui è così piacevole pensare di potersi affidare, di tanto in tanto…
Addio 0.8
Ricevo e volentieri pubblico questo articolo di una studentessa di Urbino, Rosa Mancini. Con interessanti rilievi, su questioni di norme, informazione, e punti di vista, a proposito di “guida in stato di ebrezza”. Dunque: Sospensione della patente, anche con una birra a doppio malto.
“La guida in stato di ebbrezza alcolica, è un tema che quotidianamente entra a fare parte nelle nostre televisioni e nei giornali. Con il nuovo decreto legge, dal 27 maggio 2008, le pene per chi commette un simile reato, sono molto più severe, anche per chi ha bevuto una birra doppio malto. Le sanzioni, infatti, scattano a partire da un tasso alcol emico di
Angelica e Carmen
Sempre a proposito di memoria…
La settimana scorsa a Roma, nella Casa della Pace,
testimoni del nostro tempo si sono incontrati per raccontare, dalle pagine della cronaca, fatti che sono stati censurati, distorti, o dimenticati… cosa che non è raro che accada. Sottotitolo dell’incontro, Donami le ali… Come dire ascolta, ma non fermarti qui, dà le ali ai racconti che hai
ascoltato questa notte. Racconta a tua volta. Iniziativa davvero apprezzabile se se ne esce, come ne sono uscita, sapendo qualcosa in più, o ripescando nella memoria cose magari già ascoltate, ma forse distrattamente e forse a poco a poco rimosse. Come la storia di Angelica, raccontata da Miguel Mora, corrispondente dall’Italia per El Pais. Angelica, dunque, chi la ricorda più… Angelica, la giovane rom accusata del tentato rapimento di una bambina. E l’allarme che ne è nato (quanti allarmi negli ultimi tempi agitano i nostri giorni…), e la reazione di inaudita violenza, i pogrom di Ponticelli, e quelle terribili immagini che hanno fatto il giro del mondo. Si è parlato, allora, di guerra fra poveri ma, ricorda Miguel Mora, a Napoli tutti sanno che è stato un fatto di camorra.
Berlino, riprendendo il filo – 3
Un flash, vent’anni fa.
Berlin 7.2.90… Non c’e’ piu’ tempo.
Contro la guerra, una preghiera nera
Un invito. Stabat mater furiosa, di
Che Marinella Manicardi presenta così: un’orazione laica contro i signori della guerra, quella che Jean-Pier Simeon affida a una donna, madre, figlia, sorella, amante. Si chiama Kim, Ingrid, Tania, Juliette o Amina, non ha importanza. Vive in un paese di sabbia calda, in Libano, o tra le rocce fredde del Nord, non ha importanza, ovunque c’è una guerra, ovunque i signori della guerra parlano con armi e violenza, come fossero le uniche parole che l’umanità possiede. Una preghiera nera, una magia nera, una formula magica che liberi il mondo dalla presenza dei signori della guerra: questo promette la Mater Furiosa, che non vuole sottomettersi al linguaggio dell’odio.