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    Home Blog Pagina 149

    Nell’attesa che passi…

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    In attesa, che anche quest’anno passi. Un racconto, di qualche tempo fa, sempre lo stesso, sul tempo, forse.

    “Si stava facendo davvero tardi. Avrebbe perso l’ultimo appuntamento. Un cliente ancora si attardava davanti alla bacheca delle cartoline e il suo fare indolente cominciava a irritarlo. Giuseppe lo aveva controllato attentamente. Diffidava sempre dei turisti stranieri e questo era dei peggiori. Lo aveva tenuto d’occhio per almeno mezz’ora mentre rovistava fra le vetrine delle conchiglie, tastando con lenta distrazione ogni cosa e senza decidere di comprare alcunché. Fu con un sospiro di sollievo che lo vide andare via. Giuseppe si affrettò quindi a chiudere la cassa, infilare il soprabito, spegnere le luci, abbassare la serranda e poi correre fino al porto. Vi arrivò col cuore che gli sbatteva forte in gola mentre la nave si stava già staccando dal molo. Si sedette sopra una spirale di gomena e accese una sigaretta.

    Pensiero di Vigilia

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    “E’ necessario molto tempo per far crescere una città. Per distruggerla basta un attimo”. Un pensiero, alle parole ascoltate questa mattina nella rassegna stampa di Radiotre. Da un articolo che un quotidiano statunitense dedica a L’Aquila. Al suo cuore antico, ancora città fantasma, oltre le grida, gli annunci, e i proclami. Un pensiero, con gli occhi miti di questo bue e di questo asinello, che Arnolfo di Cambio scolpì per il primo presepe della storia fatto di statue. Ci guarda ancora, stupito, il bue. Sorride ancora, dolcissimo e tenero, l’asinello, come l’attesa non fosse mai stata tradita… Buon Natale

    Pioggia

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    Leggendo, di morti qua e là assiderati, in Italia, in Europa… forse ancora troppo pochi per le prime pagine… un vecchio racconto, nato dalla cronaca di una  morte per gelo… 

    L’acqua era venuta giù all’improvviso. Lacerando la fredda calma che stava scendendo sulla città, sulla  frenesia spenta delquartiere, sul sonnolento stile d’epoca dei palazzi, sulle vetrine e le dozzinerie dei negozi, sul sorriso masticato delle commesse, sulla polvere inquieta dei lavori in corso, sui rami spogli dei tigli, sulla tenda a strisce della rosticceria, sulla tettoia dell’edicol. Sui pacchi di giornali che aveva raccolto negli ultimi mesi. Rubati alle panchine, chiesti in carità agli edicolanti, raccolti dai cumuli delle immondizie. Sette buste di plastica bianca, gonfie di carta, tenute strette da nodi di spago.

    Aufviedersen (verso dove?)

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    Salutando Berlino, vent’anni dopo, vent’anni fa…

    Schonefeld, l'aeroporto di Berlino est,  da dove la vecchia nomenclatura partiva per Mosca. I voli da Tegel, all'Ovest, sono tutti pieni. Nevica. I due soldatini armati alzano la sbarra e accennano un saluto militare. Vecchia abitudine. Nessun controllo. Il rigore delle loro divise prussiane adesso  stride con le loro facce. Avranno vent'anni. Sono belli. Passiamo dalla  sala d'aspetto. Le pareti verdine, i  lampadari metallici, le poltroncine anni cinquanta. Qualche mosaico con le tessere staccate. Tutti colorini stinti,grigini, che fino a poco tempo fa cercavano di darsi un tono. Moderno, solido,socialista. Dall'Ovest hanno appena scaricato  una  macchinetta automatica per la Coca Cola e uno striscione rosso: Frohliche Weihnachten und ein Gutes Neues Jahr, felice Natale e buon anno nuovo. L'aereo e' c'e' gia'. E' un vecchio Tupolev, dell'Aeroflot, la compagnia di bandiera sovietica. Tra pochi secondi si torna in Occidente. Aufviedersen".  Daniela Morandini, Berlino 1989 Appunti

    Verso dove? – 18

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    Premessa. Invito alla lettura di Cosa resta, di Christa Wolf (ed e/o). Il racconto della giornata di una donna sorvegliata dalla Stasi. Cento pagine come un lungo sospiro senza pause. Per quel che resta, quel che restava di tutto ciò in cui la scrittrice tedesca ha creduto. Prima di proseguire, con la cronaca di quei giorni, di dicembre di venti anni fa. Esattamente il 19 dicembre. Dal taccuino di Daniela Morandini.

    Berlin 19.11 .89

    La STASI non c’e’ piu’. I suoi duemila dipendenti da questa mattina devono cambiare mestiere. La decisione ufficiale del governo Modrow poco fa,  alla tavola rotonda con i gruppi dell’opposizione. Perche’ questa, la settimana scorsa, era stata una delle prime richieste di Neues Forum, Demokratie Jezt, Verdi, SPD, Sinistra Unita. La STASI, ufficialmente il ministero per la sicurezza nazionale. In realta’, la piu’ grande rete di spionaggio della Germania Orientale, fino a poco tempo fa il feudo assoluto di Erich Milke, ottantadue anni,  adesso in carcere per abuso di potere e corruzione. Una struttura rigidissima di stampo sovietico. I  suoi uomini facevano paura, infiltrati dappertutto, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle case. Anche un portiere poteva essere una spia del regime. E adesso, mentre la tavola rotonda continua, i sindacati della DDR  chiedono che sia riconosciuto il diritto di sciopero. E nelle edicole, esce il Neues Deuchland – l’organo della SEDPDS-  con una nuova testata:  “Proletari di tutto il mondo unitevi “, la vecchia frase marxiana, da anni stampata in prima pagina,  ora non c’e’ piu’.

    Appuntamento

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    Per il Diritto alla Rete. Mercoledì 23 dicembre a Roma, in piazza del Popolo, dalle 17 alle 19. Sdraiarsi in terra in silenzio per un minuto. Poi disegnare col gessetto la sagoma del proprio corpo e scrivere dentro il nome del proprio blog. Portare dei bavagli bianchi. Lo slogan sarà “Libera Rete in libero Stato“. L’iniziativa è promossa da Diritto alla Rete e dall’Istituto per le politiche dell’Innovazione.  La forza del messaggio sta nel silenzio. Nessuno può interpretare, manipolare, provocare. Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo. Da un’idea di Enzo di Frenna

    Verso dove? -17

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    Passo dopo passo. Si va avanti. A Berlino, venti anni fa… Ancora qualche appunto.

    17.11 .89 Berlin –Applausi  per Ghisy, ma anche per la DDR  che cerca di cambiare. Ghisy promette l’abolizione del Consiglio di Stato e l’elezione di un presidente. Una ripresa economica che si veda subito. Perche’ nei negozi di frutta e di verdura  non si possano piu’ comprare solo le mele. Parla di un servizio di leva piu’ breve e di cambiare l’immagine militare. Basta con i cupi ricordi prussiani. Vuole un partito pulito, una DDR autonoma,  ma che sappia trattare con la Repubblica Federale. E intanto, poco lontano,  nella chiesa di san Nikolay, a Posdam, il primo ministro Modrow, incontra Von Veizecher, il presidente della Repubblica Federale. Sempre a Berlino Est, il nuovo segretario De Maiziere, promette una CDU  cristiana, democratica, popolare, non socialista. A Lipsia, il congresso di Iniziativa Democratica, cerca un socialismo umano, verde, ma sembra anche che si lasci corteggiare dai partiti dell’Ovest. Ancora dall’opposizione, Neues Forum, Sinistra Unita, e Demokratie Jezt, hanno deciso di scendere in piazza contro la riunificazione, quando il cancelliere Kohl sara’ a Dresda. Domattina la tavola rotonda con la SEDPDS. La prima decisione sara’ l’abolizione dei servizi segreti del vecchio regime, la Stasi. Un nome che qui, fa ancora paura.

    Pensiero di dicembre

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    Un pensiero, a proposito di rete, di controlli, di censure… guardandosi un pò intorno… una frase Ludwig Boerne, scrittore, giornalista tedesco, a cavallo fra il ‘700 e l’800.

    “I governi che sopprimono la libertà di parola, fanno come quei bambini che chiudono gli occhi per non farsi vedere”…

    Verso dove? -16

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    Continuando. Ripercorrendo. Quei giorni. Ancora ospitando Daniela.

    16.12 berlin

    Sabato scorso gli avevano regalato una scopa. Per buttare via la corruzione, l’ingiustizia, lo stalinismo.
    Adesso Ghisy, il nuovo segretario della SED, dovra’ dimostrare quello che e’ riuscito a fare in sette giorni.
    Il suo partito, il vecchio partito dell’Unita’ Socialista Ted esca, oggi dovrebbe cambiare nome, statuto, tutto.
    I suoi duemilasettecento delegati hanno lavorato senza fermarsi mai.
    Sul Neues Deuchland – l’organo della SED-  escono le proposte per la trasparenza, di cittadini, di  intellettuali, di politici. Mentre sulla Taz – quotidiano indipendente di Berlino Ovest-  continua il concorso, lanciato per gioco, per cambiare il nome alla SED. E c’e’ gia’ chi,sorridendo, suggerisce di cambiare nome anche alle ferrovie dello stato… Primo premio, un week-end a Wendliz, il quartiere di lusso dei vecchi uomini del Comitato Centrale. Perche’ adesso quei vecchi leader sono tutti in carcere.

    Verso dove? -15

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    Ancora cronache dal tempo di venti anni fa. Appunti, impressionisti, di Daniela Morandini. Quasi ieri..

    15.12.89 Berlin

    Basta con le spaccature. Ora bisogna andare avanti. Le chiese di Lipsia chiedono che quella di lunedi’ sia l’ultima manifestazione. In piazza, alle sei e un quarto, una catena umana per la democrazia. In mano solo candele. Alle sei e mezza suoneranno le campane. Poi si deve ricominciare, perche’ la DDR cambia.
    Lunedi’ potrebbe essere sciolta la Stasi, la famigerata polizia segreta del vecchio regime. Lo ha detto Meyer, portavoce del governo. La decisione del consiglio dei ministri sara’ data ufficialmente lunedi’, alla tavola rotonda con i gruppi dell’opposizione. Perche’ erano stati proprio  loro (Demokratie Jezt, Neues Forum, Verdi, Sinistra Unita) a chiedere lo scioglimento di quello che ufficialmente era il Ministero per la Sicurezza Nazionale. In pratica era la piu’ grande rete di spionaggio della Germania Orientale.