A proposito di bambini e del nostro inferno tecnologico

16 09 2020

A proposito di bambini e il nostro inferno tecnologico… l’intervento di Vittorio da Rios, che come sempre ringraziamo…:

“Mi ero recato prima della Pandemia a far visita a Pasolini al cimitero di Casarza dove riposa a fianco della amatissima mamma. Era una tarda mattinata di un assolato sabato. Rimasi per alcuni minuti fermo a osservare l’originale tomba, per l’ennesima volta, e il pensiero velocemente a percorrere le sue opere vaste quanto profonde e originali. Le sue profetiche denunce sulla corruzione, sul degrado della società, sul rapporto mafia istituzioni, sul disastro antropologico compiuto dalla TV di allora che era rispetto a quella odierna “innocente”, e in alcuni programmi formativa. Ma Pasolini ne aveva intuito e colto l’evoluzione tragica quanto devastante nella formazione delle future generazioni. Fu grande profeta allora avversato quanto ignorato. Anni fa un illustre studioso e zootecnico il Prof Ballarini pubblicò un testo con questo titolo: “l’animale tecnologico” e come sotto titolo: ” e l’uomo costruì l’animale a suo uso e consumo”. Lo stesso è per i bambini descritti dalla carissima Francesca: Il paradiso “tecnologico” una variante dell’inferno come denunciato da Ceronetti. Ma proviamo a scavare un po’ in profondità. Leggi il resto dell’articolo »



I bambini e il nostro paradiso tecnologico… variante dell’inferno, denunciava Ceronetti

14 09 2020

“Ma quelli che predicano di fare più figli hanno mai provato un attimo di compassione, di sollecitudine vera, per la sofferenza umana? E per la sofferenza che gli umani in soprannumero infliggono spietatamente a tutto il mondo, dove non sono soli, dove è vivente tutto?

Giornata uggiosa… ché ci sono vicende che lasciano acquattate nell’animo ombre di paure e domande. Ma non penso solo a quelle che dominano le cronache di questo cattivo fine d’estate, dal tremendo omicidio di Colleferro, alla scia di violenze, ancora, su donne… Perché era iniziata, questa settimana, con il pensiero triste di un’amica per quella neonata lanciata dalla finestra, ennesima vittima (il bambino ucciso a bastonate, i fratellini soffocati…) della violenza adulta di questo nostro inferno contemporaneo.
Lo strazio dei bambini… tutto sempre parte da lì, da quello che pensiamo di poter infliggere a chi crediamo in nostro possesso o a noi inferiore. Vigliaccamente avrei preferito accantonare, non pensarci, tanto le vicende sono insostenibili, ma proprio non mi è possibile mandarne via il pensiero. E neppure trovare le parole…
Per questo oggi mi permetto di affidarmi alle parole di chi come pochi ha ben saputo trovarle, e usarle. Guido Ceronetti… Leggi il resto dell’articolo »



La guerra contro i bambini

7 09 2020

La guerra, il dolore, la morte… se sempre sono immagini che straziano, c’è qualcosa di tremendo in più che si rapprende nell’animo quando arrivano attraverso i disegni dei bambini, qualcosa di tremendo che le tinte dei pastelli non attenuano… anzi ancor più angosciano, al pensiero dell’incerta mano che ha disegnato profili, che ha dato colore alla polvere… Le avevo messe da parte, alcune immagini di disegni dei bambini di Gaza, che nel tempo a tratti arrivano…
Case in fiamme, alberi sradicati, carri armati in terra e sagome nere su strisce di cielo e tanti tanti soldatini. Nei tratti infantili sembrano quelli dei giochi dei nostri bambini che la guerra, quella vera, non conoscono.
Un disegno fra tutti mi aveva più di altri colpito: in primo piano una casa dalle finestre ferite che piangono e, appena più indietro, un bambino come inchiodato alla soglia di un muro, che allarga le braccia e spalanca la bocca come per chiedere aiuto mentre ombre di uccelli neri si abbassano su uno stretto cielo… Disegno di bambino molto molto piccolo, suggeriscono i tratti. Eppure è tutta lì, in pochi elementari segni, che pure sono potenti simboli, la risposta alla domanda: come si cresce, come si vive in una prigione a cielo aperto…
Come si cresce, come si vive e come, sempre più, si muore… Leggi il resto dell’articolo »



A Papillon, fratello d’amarezza e libertà

31 08 2020

“Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima, non è vero?”, da ‘L’uomo nell’astuccio’, Cechov. Leggendo, di sogni e di prigionie… leggendo dell’ultima fuga di Papillon, l’orso che agita i sonni di chi, lì fra i monti del Trentino, lo vuole in gabbia. O morto…
Vorrei raccontarla come una favola di fine agosto, un canto al desiderio di libertà che, anche quando condizionata, l’estate sempre sprigiona. Sarà quel sentore di vapore caldo che lievita verso il cielo… quel sapore di vita che libera delle vesti… quella fame d’anima che diventa urgente, e l’estate suggerisce possibile, acquietare… Così, annusandola nell’aria, immagino sia nata la speranza che ha dato ali all’anima dell’orso M49 (sì, gli orsi hanno sigle, come marchio di detenuto), che un giorno d’estate, lo scorso anno, per la prima volta era fuggito dalla prigione che gli uomini gli avevano costruito intorno. Ricatturato, era di nuovo scappato. Impresa mirabolante se, dicono le cronache, “è fuggito riuscendo a scavalcare una barriera alta 4 metri e tre recinti elettrificati”. Leggi il resto dell’articolo »



Il carcere come i manicomi e la via indicata da Basaglia

24 08 2020

<Durante la resistenza Franco Basaglia aveva conosciuto il carcere come prigioniero politico. La sua prima impressione era stata quella di “entrare in un’enorme sala anatomica, dove la vita aveva l’aspetto e l’odore della morte”. Dopo più di quindici anni, Basaglia varca la soglia di un’altra istituzione totale, il manicomio, anche se questa volta come direttore: “Ero dalla parte del carceriere, ma la realtà che vedevo non era diversa: anche qui l’uomo aveva perso ogni dignità umana; anche il manicomio era un’enorme letamaio”>

Nei libri sempre si cerca ciò su cui la propria mente continua a interrogarsi… così, leggendo la monografia su Franco Basaglia (“Franco Basaglia”, di Mario Colucci e Pierangelo di Vittorio, riedito da Alpha Beta Verlag a quarant’anni dalla scomparsa dello psichiatra), non posso che ripensare continuamente a quanto il carcere svolga oggi la funzione che avevano una volta i manicomi… E sfogliando le pagine di questo densissimo lavoro, non posso non pensare a come potrebbe essere guida, e che guida!, per un percorso che, sulle tracce di quello che ha portato ad aprire le porte del manicomio, arrivi in futuro ad abbattere anche le mura delle prigioni… un percorso che, come ha radicalmente cambiato il rapporto con la follia, possa portare a cambiare anche il nostro rapporto con la devianza e il crimine e quindi con il concetto di pena.
E questo perché “fra le istituzioni della violenza, il manicomio costituisce un punto tragicamente privilegiato, a partire dal quale si può osservare la continuità e l’implacabilità del funzionamento di un meccanismo istituzionale di controllo della devianza dalla norma, che attraversa trasversalmente la nostra società”.
Non prendetela come provocazione, piuttosto come offerta di spunti di riflessione. Azzardo dunque alcuni punti… Leggi il resto dell’articolo »



Elogio dell’ignoranza e la poesia della vita. Cinquant’anni di Letteratura Resistente

16 08 2020

Nel De profundis c’è un passaggio molto bello, molto tenero a proposito di Cristo, che Oscar Wilde descrive come precursore del movimento romantico della vita… Ecco: “Come tutte le nature poetiche egli amava le persone ignoranti. Sapeva che nell’anima di chi è incolto c’è sempre spazio per una grande idea. Ma non riusciva a sopportare gli stupidi, specialmente coloro che sono resi tali dall’educazione, gente piena di opinioni che non è in grado di capirne nessuna, un tipo specificamente moderno, che Cristo in breve descrive come colui che ha la chiave della conoscenza ma non la sa usare e non permette ad altri di usarla, anche se è stata fatta per aprire la porta del Cielo…”

Insomma, la poesia della vita, contro l’ottusa rispettabilità dei sepolcri imbiancati. E come non pensare (si monterà ora molto la testa?!?) a Marcello Baraghini, lo storico fondatore di Stampa Alternativa che diciannove anni fa pensò bene d’inventarsi il primo (l’unico?) festival dedicato a persone non esattamente alfabetizzate…
Ne parlo oggi, a cinquant’anni esatti dalla nascita di Stampa Alternativa, e alla vigilia della XIX^ edizione del festival di Letteratura Resistente, che animerà da martedì Leggi il resto dell’articolo »



Con il cuore coperto di neve…

12 08 2020

A proposito di società solidalista… Vittorio da Rios ci regala questa sua attenta riflessione, di cui molto lo ringraziamo:

“Ritorna fondamentale l’assioma portante di tutta l’opera Hegeliana: LA SECONDA NATURA. Uscito dall’utero della madre chi tu VUOI ESSERE nella vita, nella società. Quale ruolo ti vuoi dare. Superando la sciocca domanda ontologica-metafisica: Cos’è l’Uomo! In cosa vuoi essere tu Donna e Uomo! Non credo che nonostante il grande valore della costruzione di una SOCIETA’ SOLIDARISTICA basti per dare risposte alle sfide inedite della società attuale. Né il ritorno pur lodevole a forme romantiche nel gestire la propria esistenza dentro illusori paradigmi consolatori, e da esempio sia la forma più razionale per rispondere allo strapotere enorme dei CRIMINI DI SISTEMA. Non potevo non andare con la memoria a un capolavoro pietra miliare della moderna cultura giuridica, vale a dire la SCIENZA DELLA LEGISLAZIONE di Gaetano Filangieri, dove il grande intellettuale partenopeo dedica un libro, dei sette programmati all’inizio, alla costruzione della FELICITA’. Domandandosi che occorre andare oltre quella personale per quanto effimera e breve a quella collettiva, cioè la FELICITA’ di tutti. Ed eravamo nel 1700. Silvestro Montanaro nel suo straordinario lavoro tra i tanti, “CON IL CUORE COPERTO DI NEVE” Leggi il resto dell’articolo »



Pietro l’eremita, e il sogno di una società “solidalista”

10 08 2020

“Mai l’uomo è padrone di sé come quando tace”, spiegava quel predicatore polemista che fu l’Abate Dinouart …
E, rivedendo vecchi appunti a proposito della sua “Arte del tacere”, mi sono chiesta quanto sia diventato, o se lo sia sempre stato, così profondamente padrone di sé Pietro Tartamella. Gatto Randagio ve ne ha già parlato… e che volete, come non amare un girovago raccontatore, che lavora nelle strade, nelle scuole, nelle carceri, in birrerie e fiere, leggendo poesie e raccontando storie e che pure da quando si è fermato con la sua Anna per fondare Cascina Macondo, continua a percorrere, nomade stanziale, le vie degli incontri e della parola…    E oggi ve ne vuole parlare perché l’ha scoperto così profondamente padrone di sé che, fra le tante strade percorse nella vita, Pietro ha provato anche a vivere da eremita. Che significa senza televisore né radio, senza libri, senza giornali, senza internet, senza luce, senza bagno, senza acqua corrente, senza sapere che ora è… soprattutto, senza parlare. Riuscite a immaginare? Leggi il resto dell’articolo »



I Granai della Cultura…

9 08 2020

E per saperne di più… questo il Comunicato Stampa del festival

Dal 18 al 30 agosto 2020 Pitigliano ospita
GRANAI DELLA CULTURA, XIX FESTIVAL INTERNAZIONALE DI LETTERATURA RESISTENTE
IL TRIBUTO DI MARCELLO BARAGHINI AI CINQUANT’ANNI DI STAMPA ALTERNATIVA
A cinquant’anni dalla fondazione di Stampa Alternativa, Marcello Baraghini attraversa gli anfratti più provocatori e sintomatici delle sue “Strade bianche” per esprimere il futuro dell’editoria all’incontrario e le passioni, le pulsioni, le storie di chi, i libri, li ha scritti, di chi li legge da sempre e di chi ancora non li ha letti mai.
E così, ergastolani, geni, pazzi, fumettisti, scrittori, illustratrici, analfabeti, piccoli e piccolissimi popoleranno gli eventi dei “Granai della cultura – XIX Festival Internazionale di letteratura resistente”, a Pitigliano dal 18 al 30 agosto: una rassegna liquida, capace di scivolare dalle sale espositive dei Granai della Fortezza Orsini ai gradini delle Macerie, incanalandosi ostinata tra i vicoli del centro storico e gli ambienti scavati nel tufo della libreria Strade Bianche, adattandosi disinvolta alle platee più discordi e dissonanti. Leggi il resto dell’articolo »



Fresco di Stampa…

8 08 2020

appuntamento a Pitigliano…

“Il libro col sangue letterario dentro, in ogni pagina, in ogni disegno, con trama mozzafiato. Mica storytelling all’acqua distillata per proporre il Nulla. Poi, se non lo avete ancora fatto, senza però comprarlo che sarebbe un delitto, leggete qualche pagina del Colibrì, e capirete il Nulla letterario di cui parlo… parola di Marcello Baraghini… storico “editore all’incontrario”….