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    a proposito di sirene…

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    sirene in piscinaE a proposito di sirene, mi permetto di riprendere l’intervento di Vittorio da Rios… sempre pieno di riflessioni e indicazioni… questa volta pieno, anche di dolcezza… con un grande grazie… ecco:

    Le Sirene. Le Sirene in fondo stanno sempre nel nostro inconscio, presenti e a cui ci rivolgiamo quando l’odierno squallore ci è insopportabile.Icona dell’opera di Omero fonte di inganni e tribolazioni per Ulisse.Figura della mitologia greco-romana rappresentante in aspetto di donna giovane e bella nella parte superiore del corpo e di uccello nella parte inferiore.solo nel medioevo in poi rappresentata invece con la parte inferiore a forma di pesce.Cui si attribuiva un canto melodioso e incantatore che attirava i naviganti per fargli perire nei gorghi del mare. Mitologia continuativa e prodroma degli effetti degenerativi fino all’oggi nel considerare l’universo femminile fonte e causa del “peccato”tentatrice e corruttrice dell’uomo.Di cui i testi fondativi le tradizioni religiose per irrazionali e dogmatiche interpretazioni ne sono causa e fonte principale. Mio padre che non aveva letto Omero né aveva sentito il bisogno di comprendere la mitologia greca-romana,aveva però una sua idea positiva da saggio e pratico contadino delle sirene che non avevano i denti aguzzi ne erano portatrici di inganni e distorsioni tra uomo e donna, e portava un grande rispetto.quanto attenzione.

    tante sirene dai denti aguzzi

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    sirene...Lo ammetto… ogni settimana, appena arriva la rivista Internazionale (siamo abbonati), io e il Gatto corriamo subito alle ultime pagine per leggere, ebbene sì, l’oroscopo di Rob Brezsny. Divertenti, provocatorie, fuori dall’ordinario, le previsioni-profezie dell’astrologo americano…
    Come tutti quelli che fingono di leggere senza crederci o sperarci appena un po’, spesso ci troviamo alquanto spiazzati… Ma questa settimana forse era proprio quello che ci serviva per rianimarci un po’… O almeno così abbiamo creduto…
    Vi leggo. Pesci:

    <Hunter S.Thompson, creatore del cosiddetto giornalismo gonzo, cioè ironico e molto personale, non sempre era stato così folle. All’inizio della sua carriera si sforzava di usare una prosa seria e misurata. Quando decise di rinunciare a quello stile per un altro più disinibito, disse che era stato “come cadere nella tromba di un ascensore e atterrare in una piscina piena di sirene”>.

    Per noi Pesci, dunque, Brezsny vede e prevede che in futuro ci accadrà qualcosa di simile. Metaforicamente parlando, ovvio.
    Stupefacente, abbiamo pensato! Sembra abbia percepito, il Brezsny, qualcuno rimbrottarci… “non se ne può più… a randagiare sempre fra i vicoli delle nostre miserie quotidiane… a rimestare cupi fra i rifiuti di prigioni, campi rom, mattarelli, migranti… il troppo insistere su certi argomenti, non è detto aiuti sempre la causa…”. E ancora… “il tema che piace tanto a te può piacere meno a chi ti legge…, e un po’ di attenzione sarebbe anche bel gesto di democrazia comunicativa…”
    Noi, io e il Randagio, ci siamo confusi… e

    Se la clemenza muore…

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    untitled“Nell’iconografia della giustizia, è come se i gigli e i rami di olivo intrecciati alla spada si fossero ormai essiccati”…
    Sempre ricco di metafore quanto mai appropriate il linguaggio di Andrea Pugiotto, docente di Diritto Costituzionale, che nel cammino che ho da qualche tempo intrapreso per cercare di capire qualcosa a proposito di delitti e di pene, è diventato irrinunciabile punto di riferimento… sempre più convinta che nella Costituzione è la ragione prima delle risposte da trovare…
    Le sue riflessioni mi arrivano oggi con gli atti di un incontro, da Pugiotto introdotto, a proposito degli istituti di clemenza.
    Immagino già… “Amnistia, indulto, grazia, commutazione della pena… che cosa contro corrente! Con tutto il bisogno di sicurezza che abbiamo… ancora si parla di atti di clemenza?”
    Ma visto che qui si rema contro…
    Impossibile riassumere il ricchissimo, complesso dibattito dell’incontro, che vale la pena di leggere nel libro che ne raccoglie gli atti. “Costituzione e clemenza” (a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Andrea Pugiotto, editore Ediesse, per La società della ragione). Un testo utilissimo anche per capire qualcosa di noi e del nostro paese.
    Solo alcune annotazioni.

    Venti…

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    safe_imagedove soffia il vento….

    IL vento, respiro di vita

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    vento 2Invito a perdervi in questa foto che trovo bellissima… (quante preziose cose si incontrato in questi amatissimi detestatissimi “social”). L’autore è Mauro Stefano Lorenzo, ed è stata scattata a Catania, ma il suo vortice porta ben oltre…
    Case su cui sembra passata una guerra… la guerra del tempo e dell’abbandono… case arrugginite, scarrupate, devastate. Morte, diresti… Invece la vita è ancora lì, che urla la sua presenza, la sua forza, la sua vitalissima bellezza… è tutta in quel fantasma di vento che veste i panni dell’aria… per dire che sì… che anche quelle mura scrostate, al passaggio del respiro della terra, si aprono al sorriso, di finestre sberciate…
    Non è facile catturare il vento, che è invisibile ma si svela prendendo la forma di ciò che muove. Vestito del nitore di panni stesi, è il segreto del coinvolgimento emotivo della foto di Mauro Stefano Lorenzo, quel punctum di cui abbiamo imparato nella lezione di Roland Barthes.
    Il vento…

    Aspettando gli avi

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    Locandina definitiva“Si narra che la notte dei santi tutti i morti escono in processione. Noi viventi per vederli possiamo accendere un cero in loro rispetto alla finestra o al balcone. Chi vuole può persino invitarli a cena imbandendo la tavola con ogni ben di dio fino all’indomani. I morti ritornano con le loro animelle sotto forma di palombelle dai colori e dalle forme indistinguibili tra l’umano e il divino”… Lo racconta, e davvero con tutta l’anima ci crede, Annarita Persechino. E noi che come lei ne siamo convinti, salutiamo con piacere e riconoscenza l’appuntamento che anche quest’anno ci propone…
    A Minturno. Aspettando gli avi… un viaggio attraverso leggende, miti, poesie e canti della tradizione aurunca. Per ricordare che dovremmo curare tutti meglio il rapporto con le nostre tradizioni. Ognuno tenendo vivo il fuoco di quelle che sono l’anima della propria terra.
    Annarita Persechino lo fa invitandoci a celebrare ancora una “notte degli avi”, quest’anno alla sua ottava edizione, una serata nella luce… “nella tradizione aurunca del tempo che fu”, un progetto di luce e luci… per non dimenticare tradizioni e riti di un tempo in cui c’era sempre un momento per ricordare chi non c’è più, e con affetto e riconoscenza davvero si “festeggiavano i morti”.
    Anche quest’anno un incontro fra musica e parole…

    Porto in giro i miei sogni…

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    la-stradae a proposito di artisti di strada, la poesia di Franco Maci, che lo scorso anno ha vinto il premio “Animalisti italiani” , e che ringraziamo per questo regalo…

    Porto in giro i miei
    sogni
    negli angoli delle strade
    senza copione
    con spettacoli che non
    hanno una fine.
    Privo di valigie ma solo
    un cane
    che mi nutre di affetto
    per guadagnarsi il pane.
    Gesta e parole del mio
    sapere
    per conquistare il sorriso
    del momento improvviso.

    Strada libera tutti…

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    libertaDomenica scorsa, randagiando randagiando per le vie di Roma, il Gatto è stato attratto da un
    annuncio: STRADA LIBERA TUTTI. Entrata libera, uscita a cappello ( per chi non sappia…
    ingresso libero, lasciate, se volete, un’offerta all’uscita…)
    Invito per il Randagio, potete immaginare, attraente come la baracca di Mangiafuoco per Pinocchio.
    E così sì è imbucato, il Gatto, nella sala del teatro Furio Camillo, a ridosso dell’Appia Nuova… per
    ritrovarsi, non ci credereste, proprio davanti a una fatina in abito turchese che, fra una melodia e un
    acuto, era lì a tentare di spiegare al suo Pinocchio come ci si deve comportare per diventare un
    bravo bambino…
    Spettacolo davvero delizioso… composto con brani del musical di Fata Turchina (Miss Bocconcino), con uno strepitoso Pinocchio di legno animato da Italo Cassa…
    E non ha fatto in tempo a riprendersi dallo stupore, il Gatto, che è entrato in scena un bravo presentatore con tanto di marsina e tuba, che sembrava saltato fuori da una pagina di Alice nel Paese delle meraviglie, ad annunciare altri strepitosi artisti… musicisti danzanti al ritmo di sonagli e sonorità arcane… un violinista appena uscito, avresti detto, da un dipinto di Chagall… un suonatore di didgeridoo, l’antico strumento a fiato dalle vibrazioni potentissime… un maestro di “matemitica”,

    Facciamo finta che…

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    locandina1-v1Giovedì 25, all’Arci Sparwasser di Roma … alle 21

    in Via del Pigneto, 215,
    “Facciamo finta che….” chistu è Pippinu.
    Dalla irriverente, sarcastica e geniale scelta di un brano
    “normalizzante e rassicurante” (che cantava Ombretta Colli) come sigla
    di Onda Pazza dalle frequenze antimafiose (o antimafiopoli)di Radio Aut, inizia
    un percorso intorno ai temi e alla figura di Peppino Impastato a 40 anni
    dal suo massacro che prende spunto dal libro “Un giullare contro la mafia”…
    http://www.beccogiallo.org/shop/edizioni-beccogiallo/47-peppino-impastato.html
    di cui vengono proiettate alcune tavole a fumetti e che si evolve con un
    percorso musicale declinato da Gerardo Ferrara (voce e percussioni) e
    dal maestro Tonino Macis (chitarra e mandoloncello) in cui si incrociano
    i brani d’autore e quelli della musica popolare “innestati” in un
    contesto di attualità e di impegno civile…dalle canzoni del Collettivo Musicale Peppino Impastato alle letture di testi di Pippo Fava e Giancarlo Siani, dalla vicenda di Francesco Mastrogiovanni alla citazione di testi e brani di Rosa Balistreri, Pino Daniele, Pippo Pollina, Masaniello, Ivano Fossati, Tonino Zurlo, Fabrizio DE Andrè, Rocco Scotellaro, Enzo Jannacci, Massimo Troisi e infine di Giorgio Gaber…..che, lucido sui suoi tempi, profetico e disarmante, come sempre, cantava…..

    un appuntamento….

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