Nell’ultimo numero della rivista “Una città”. la lettera di Angelo Meneghetti, dal carcere di Padova. Ascoltate…
“Ho raggiunto la soglia dei cinquant’anni, e la metà della mia vita l’ho trascorsa in diversi carceri d’Italia. Nei primi anni di carcere, proprio nel periodo della conclusione dei processi, avevo dentro di me “rabbia e rancore”.
Ho trascorso diversi anni con rabbia e tanto rancore, contro quei conoscenti che mi avevano accusato ingiustamente. In quegli anni ho conosciuto anche “l’odio”, ho cominciato a odiare quelle persone e non solo loro. Quell’odio, mi ha portato anche a detestare i giudici che mi avevano condannato. Ho subito processi poco chiari, processi non trasparenti.
Ormai, sono trascorsi molti anni da allora, sto scontando una pena interminabile, quella dell’ergastolo (fine pena 31.12.9999).
Non so se sia l’età raggiunta, ma da diversi anni la mia filosofia è vivere “giorno dopo giorno”, con serenità e sempre con il sorriso sulle labbra. Sì, c’è qualche giorno che non ho neanche la voglia di (…)
Othello o della verità. Uno spettacolo che nasce dopo un anno di laboratorio che Giancarlo Capozzoli ha tenuto nel carcere romano di Rebibbia con un gruppo di persone recluse , e alcuni studenti di drammaturgia antica dell’Universita’ di Tor Vergata. Nel lavoro, sorprendente, per molti aspetti. E’ stato messo in scena nel teatro di Rebibbia lunedì scorso. Daniela Morandini ha mandato questo suo pensiero,. Ascoltate…
Tornando ad annotare pensieri, a proposito di muri che parlano…
Con la voce delle pietre parla l’anima della Terra… lo raccontava Pinuccio Sciola, lo scultore sardo che tutti ricorderanno come il grande artista che con le sue pietre sonore ha dato forma al linguaggio della materia. E forse solo dalla Sardegna poteva venire il suo dono. Dal suono dei suoi monti aspri, dalla luce delle sue lune, dalla potenza inebriante delle sue primavere… E mi è sembrato che proprio l’anima della Sardegna, con la forza dei suoi miti antichi, abbia attraversato il mare per colpire diritto al cuore Emanuela Nava, una delle più belle voci della letteratura per ragazzi italiana, e suggerirle il suo ultimo racconto, “Il cielo fra le sbarre” (Raffaello l’editore). Che si apre proprio con l’immagine di un bellissimo uomo, un gigante agli occhi del bambino al quale racconta che le pietre sono vive, “sono acqua fuoco e stelle, sono il seme del mondo”. Mentre incidendole le fa suonare come arpe, e getta dietro di sé sassi, perché nei campi generino draghi e giganti…
A proposito di Gerardo Marotta, la sua biblioteca, la sua filosofia… ecco cosa scrive Vittorio da Rios. Ascoltate…
Ho incontrato Mario Trudu, curandone il lavoro, mentre si trovava nel carcere di san Gimignano. Attualmente si trova in Sardegna, ad Oristano. Alcune riflessioni che accompagnano il libro.
Una madre. Che è davvero difficile levarsela dalla testa. L’avrete vista… in qualche spezzone di tg, negli anni passati, al tempo delle denunce e poi del processo per l’omicidio di suo figlio. Peppino Impastato. E oggi che cade l’anniversario della morte di quel suo figlio, ritorna in mente, con forza, il volto di lei. Felicia Bartolotta Impastato. Alla sua figura, alla sua fierezza, sono stati dedicati libri, filmati. Un nuovo lavoro proprio questa settimana andrà in onda in tv…
L’8 giugno prossimo si terrà presso il teatro del carcere di Rebibbia lo spettacolo di teatro integrato con un gruppo di persone recluse e degli studenti della facoltà di lettere e filosofa di Tor Vergata, “Othello o della verità”. La regia è di Giancarlo Capozzoli, collaboratore fra l’altro della cattedra di Drammaturgia antica di Tor Vergata, scrittore, autore per Huffingtonpost e tante altre cose ancora…