Arriva, dal Carcere di Spoleto, una lettera aperta a Gesù, di Carmelo Musumeci, finepenamai. Invito alla lettura, con tanti auguri di buona Pasqua a tutti…..
“Gesù, sono ancora io, il Senza Dio, quello dell’altra volta, scusa se ti rompo le palle anche per la Pasqua di quest’anno, ma non so con chi parlare. E a volte bisogna provare a fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche quello di parlare con un Dio che non credi che esista. Gesù, con la pena dell’ergastolo ostativo questa società dimostra di essere peggiore del criminale che condanna e sotto un certo punto di vista lo giustifica del male che ha fatto, perché come si può pretendere di migliorare una persona che sa che non uscirà più dal carcere? Gesù, a forza di dire che gli ergastolani ostativi sono uomini ombra, oggi per tutto il giorno mi sono sentito unombra in una cella ed ho pensato che l’infelicità è l’unica cosa che mi è rimasta. Gesù, devi sapere che il nostro è il mondo più triste e noioso dell’universo perché questa non è vita vera, ci assomiglia, ma non lo è, perché vivi senza esistere e pensi che tutto quello che un uomo ombra fa non sia reale. Gesù, lo sai anche tu, il bene e il male convivono nell’uomo, sta alla società tirare fuori uno o l’altro, per questo molti criminali si sentono più buoni delle persone perbene. Gesù, diventare “buoni” è bello, ma fa male, e non ti nascondo che ero più felice quando ero “cattivo”. Gesù, non è giusto farci sopravvivere senza ammazzarci, non è questa la maniera di fare giustizia e, se i buoni sono così cattivi che preferiscono tenerci in vita murati vivi, pensaci tu a farci morire. (…)
Forse aveva proprio ragione lui, l’ufficiale degli interrogatori, a chiamarla stizzito: “dannata suora!”.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze, ci scrive di Antonio D’Amico, che morì schiacciato da un muletto alla Fiat di Pomigliano D’Arco il 6 Marzo 2002. E ci aggiorna: “Nonostante ci fossero prove schiaccianti contro i responsabili, il 22 Marzo 2012, il giudice della Corte D’Appello ha dichiarato prescritto il reato. La solita vergogna italiana!!! Suo figlio Rosario non sa darsi pace, ed intanto i mezzi d’informazione non ne parlano”.
Arriva in libreria un nuovo libro di Guccini, “IL dizionario delle cose perdute” ( acc… e c’era proprio bisogno che rinvangasse…?) e sul libro arriva questo pensiero di Daniela Morandini. Come dire, Bologna e dintorni…
“Ci contiamo, manca Marcella, la mia figlia di 8 anni. Sull’asfalto non c’è, capiamo che è stata sbalzata dall’auto, ed è probabilmente là, 28 metri più sotto. Poliziotti, Vigili del Fuoco Croce Rossa e automobilisti di passaggio scendono a cercarla senza trovarla. Dopo trenta minuti dico a voce alta: Se la troviamo vado a Lourdes.