(… ) D’altra parte Maritè mi aveva avvertito che i fiori di cactus sbocciano la sera e sono già morti la mattina seguente. Poi per un anno intero, o più, non ricordo quanto, le loro piante possono offrire solo spine sterili. Non mi aveva spiegato ( se mai un giorno dovessi rivederla glielo rimprovererò) se tutto il resto del tempo per la pianta di cactus è solo rimpianto e attesa di quell’unico fiore. Una corolla bianca, enorme e carnosa. Fu la prima cosa in cui inciampai la mattina dopo nella cucina del mio appartamento. Un attimo prima che si richiudesse su se stessa. Feci appena in tempo a notare che un minuscolo ragno aveva tessuto fra gli stami una sottile ragnatela. (…)
autocitazione, da “Maritè“, ed Vallecchi, pag.31
Un pensiero a Brindisi… scoperta appena qualche mese fa. Alla sorpresa della sua luce, luce del sud che a volte qui si dimentica, alla sua vita e alla rinascita delle sue strade e delle sue piazze bianche di nuovo restauro, al fascino di una lezione di musica e di canto e di parole, nella scuola di jazz alle spalle della piazza del Duomo… alla bellezza della sua porta d’oriente, le due colonne affacciate sul mare, anche se adesso di colonne ne rimane una soltanto… Un pensiero a Brindisi, al suo lutto, al lutto in cui precipita tutto il paese l’atto di terrorismo feroce che questa mattina l’ha squarciata…
“Alla rotonda prendi la direzione per ASTI/ALBA. Dopo alcune centinaia di metri incontri un’altra grande rotonda (davvero grande). Qui segui la direzione per RIVA PRESSO CHIERI. Ora sempre diritto fino alla chiesetta di Borgata Madonna della Rovere con spazio per sostare. Metti le spalle rivolte all’ingresso della chiesetta; sulla destra c’è una viuzza. A 50 metri (secondo cortile) c’è Cascina Macondo di Anna e Pietro. e questa da anni è la casa dove nascono consulènze e laboratòri multimatèrici di manipolazione dell’argilla, affabulazione, scrittura creativa, lettura sinestètica ad alta voce, dizione, danza e percussioni, poesìa, voce, ascolto, per
“Sai qual è l’unica mia paura? se ci perdiamo non ci troveremo più. cosa ne pensi?- sto vicino a papa/// e se ti perdi, e non mi vedi più cosa fai
Nella scorsa settimana due scolaresche, di Foligno e Assisi, hanno fatto visita in carcere ai detenuti del carcere di Spoleto. E inauguro la pagina di questo maggio con la lettera che gli ergastolani di quel carcere hanno scritto ai ragazzi. Una lettera accompagnata dall’invio, dalle sbarre, del loro “migliore sorriso”… Cari ragazzi, dunque….
“Papi, vedo tutto grigio”, dice mio fratello. Ma non ottiene alcun risultato. Papà deve essere davvero stanco. Di solito ascolta quel che gli dice il suo cocco… Ma oggi non gli dà retta, forse anche lui pensa, che si auno scherzo, una di quelle cose dei bambini piccoli, che quando si mettono in testa una cosa, poi fargli cambiare idea è un’impresa…