“Caro diario, quando arrivasti eri un regalo come gli altri, non mi aspettavo da te nessun tipo di consolazione. Eri una delle tante cose che chi viene in visita a mia madre porta a me. No! Tu da subito fosti addirittura di meno: un pacchettino colorato nella borsa della signora Eloisa. Un libro, pensai contento quando ti vidi, un libro d’avventura magari, sperai, temendo come al solito, con una parte di me, che tu fossi semplicemente una scatola di biscotti. E invece eri ancora di meno. Eri un quaderno vuoto”.
Ma questo quaderno vuoto si riempie presto del racconto di un anno molto importante della vita di Pino, bambino di vetro, e “Il bambino di vetro ” è il titolo del libro scritto da Fabrizio Silei, pubblicato da Einaudi ragazzi. Ma chi è questo bambino di vetro? E’ quel bambino, spiega Silei, che appartiene all’infanzia di ciascuno di noi… quel bambino che vedevamo sempre dietro i vetri della finestra delle sua stanza, della sua casa, e mai abbiamo incontrato, mai è sceso a giocare con noi, e noi mai abbiamo saputo perché. Immagina ora, Silei, che quel bambino sia un bambino malato. La malattia di Pino, si intuisce, è l’emofilia, malattia che però non viene mai citata, perché Silei in realtà vuole parlare anche di qualcos’altro che pure considera un male del nostro tempo, la fine delle infanzie libere e un pò scapestrate di noi ex ragazzi, oggi quarantenni e più. Infanzie e adolescenze libere che non esistono più.
Confetto Basiliano (o dell’arte medieval-contemporanea).
Un saluto, al mese di settembre, con questa foto, scelta fra quelle che il National Geographic invita a usare come desktop… Tre scimmiette, che sembrano disegnare danzando ricami nell’aria. La scimmia… con tutti i suoi molteplici, contraddittori eppure omogenei significati che nel tempo e nella storia dei popoli ha simboleggiato. Fra tutti ci piace e scegliamo quel suo attegiamento, vicino eppure lontano, che sa della saggezza del distacco e nello stesso tempo vi traspare, neanche poi tanto celata, la derisione di noi uomini e della nostra illusione di saggezza… Forse per questo, pur spiandoci curiose,