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    “Non vedo soluzioni immediate per sanare la frattura fra il mondo e le strutture del linguaggio. Propongo per il momento l’individuazione di una scrittura evocativa. Riallineare le parole per compitare realtà virtuali”.
    Dove l’assassino avrebbe potuto scegliere se riacquistare dignità con una ridefinizione del suo ruolo o guizzare fra ipotesi, accuse, alibi, scegliendo di volta in volta un volto, un’arma, un movente finalmente a sua assoluta discrezione; dove a Boh sarebbero stati permessi lunghi viaggi senza bisogno di addormentarsi sulle rotaie; dove Geraldine avrebbe avuto tutte le panchine e tutte le lune che avesse desiderato; dove io avrei potuto sistemare tutti i punti e virgola che avessi voluto, ricreando le giuste pause che non fossero l’ansia di una virgola o la fine decretata da un punto.

    Un pensiero…

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    Pensiero di Mario. Mi arriva e così lo pubblico. Nulla aggiungendo, se non una condivisione senza parole.
    “Chi sono non lo so. So quello che vorrei essere. So di volermi sottrarre alla dicotomia, molto in uso, vincente/perdente. Non ho mai avuto l’aspirazione ad appartenere in servizio permanente alla categoria dei vincenti e non mi riconosco in quella dei perdenti. Ho visto vincenti che nascondono un desolante vuoto e perdenti che svelano un sorprendente pieno. So quanto possono far male alcune vittorie e quanto bene può venire da alcune sconfitte. Così ho coniato la categoria dell’essente, colui che è. L’essente è colui che, tra le tante caratteristiche che lo distinguono, ha la volontà di non accontentarsi di esistere e la capacità di sottrarsi alle battaglie stupide”

    la verità, infine…

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    Ecco. Rivedendo Il bacio di Klimt. Forse lì. Nell’abbraccio, di lui, che con il peso del capo piega il collo, di lei, e quasi la soffoca. Negli occhi chiusi, di lei, e nella sua bocca senza il filo di uno spiraglio. Nel mantello d’oro di lui, nel profilo fiorito di lei. Che ha un piede proprio sul limite del ciglio. Quasi già scivolando via…

    la verità… 16

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    “Essere insieme è l’amore, la morte, la parola, dormire”. Fulminante appunto di Marguerite Duras. Da C’est tout. Ultimi pensieri.

    la verità… 15

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    “Più nessuno mi porterà nel Sud. / E questa sera carica d’inverno / è ancora nostra, e qui ripeto a te / il mio assurdo contrappunto / di dolcezze e di furori, / un lamento d’amore senza amore”.
    Quasi dimenticata, che strano. Eppure per molto tempo è stata nascosta, nelle pieghe di un diario, o ricopiata in una pagina d’agenda, la prima o l’ultima, scegliendo, anno dopo anno. Segreta verità, che forse ancora fa paura. Nel lamento per il Sud, del pianto di Quasimodo…

    la verità… 14

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    “Ho avuto un grande desiderio e strano / di velenose foglie per saggiarvi / dentro la morte come fosse raggio / da pulire i miei giorni ed ho sperato / che chiudendole dentro la mia bocca / io chetassi il mio strazio innamorato. / Ma poi ho visto il mio orrore come denso / colorito sollievo, come perla / dura, rapita da ingemmarti il passo. E continuo a pensartene in dovizia / di fortissimo amore perché tutto / ripassando il tuo giorno ti scampassi / dalla tristezza che su me è infinita”. E’ stato inevitabile, lasciarsi sfiorare dalla verità delle parole dall’ignoto. E per sprofondarci dentro: Fiore di poesia, Alda Merini, antologia, raccolta per Enaudi.

    la verità… 13

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    La verità, forse, nella danza sull’acqua dei cigni, nella ruota vanitosa di un pavone, nell’avvitarsi di una coppia di delfini nell’acqua, nell’obliquo afferrarsi di chele di granchio, in un bacio di seppie, nel passo a due di fenicotteri rosa, nel placido ruggito del leone, nei richiami affidati al vento, in vortici di colori e ventagli di piume, in preghiere di morte che preparano nuova vita… e poi…e poi… in tutti i gesti della vita, che nasce sulla terra, e dalla terra, e dall’acqua e dal cielo. Vedere, per credere, uno splendido documentario, in questi giorni in circolazione, Animals in love

    la verità… 12

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    “…D’altra parte lei mi aveva avvertito che i fiori di cactus sbocciano la sera e sono già morti la mattina seguente. Poi per un anno intero, o più, non ricordo quanto, le loro piante possono offrire solo spine sterili. Non mi aveva spiegato (se mai un giorno dovessi rivederla, glielo rimprovererò) se tutto il resto del tempo per la pianta di cactus è solo rimpianto e attesa dell’unico fiore. Una corolla bianca, enorme e carnosa. Fu la prima cosa in cui inciampai la mattina dopo nella cucina del mio appartamento. Un attimo prima che si richiudesse su se stessa. Feci appena in tempo a notare che un minuscolo ragno aveva tessuto fra gli stami una sottile ragnatela…”
    Una corolla bianca, enorme e carnosa, vissuta lo spazio di una notte. La verità?

    la verità… 11

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    Oppure è tutta in quella brevissima frase sospesa: non ancora. Pronunciata da lei, a lui che le punta contro la pistola. Lui che sapeva di essere odiato da Dio che invece, sapeva, amava lei. “Ma nello sesso istante, davanti all’enormità che significava per me essere il suo carnefice, presi una decisione: mi sarei sparato un colpo mortale non appena lei fosse caduta, ma in modo che il mio corpo si accasciasse sul suo, e così saremmo rimasti per sempre insieme; e non era una cattiva idea, dopo tutto. Quando, spinto da un improvviso desiderio di passare all’azione, estrassi la rivoltella, lei non si mosse; soltanto le sue labbra inaridite mormorarono così mi parve: ‘Non ancora…’ ”
    La vertà, sull’amore, nello spazio che si è aperto nella sospensione dei puntini? Con Shiel, ne La nube purpurea, tutto lo spazio del tempo necessario per far rinascere l’uomo, che la nube appunto, annunciata dal sapore di mandorle amare, era quasi riuscita a sterminare.

    la verità… 10

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    “May, sono infelice / Freddie, sono infelice / Oh, voi tutti, tutti voi casuali, in ritardo, / quante volte avete pensato di pensare a me, / senza che lo faceste, / oh, quanto poco io fui in ciò che siete, quanto poco, / quanto poco…”. Un morso di poesia, di Alvaro de Campos, di Fernando Pessoa. La verità, forse, quella affidata al più segreto, al più amato, al più feroce, di uno degli altri sé.