Una fiaba ci salverà..

20 05 2019
Book with a story of frog in the pond

Book with a story of frog in the pond

Gatto Randagio, ormai lo sapete, s’incammina spesso sui sentieri delle fiabe. Gli viene d’istinto, quando tutt’intorno non trova parole, di rifugiarvisi dentro. Per coccolarsi un po’, fingendo di credere che sia come ritorno a gioco d’infanzia. Ma sa bene che è cosa molto, molto più seria, anche se non saprebbe spiegarvi e spiegarsi bene perché. Bisogna perdonarlo, per quanto “quasi-letterato” è solo un gatto.Ma incantevoli risposte, che sono risposte anche a tanti dubbi e paure dell’oggi, le ha trovate questa settimana intrufolandosi in un convegno sulla fiaba, appunto. La fiaba cifra dell’identità d’Europa, per la precisione il tema, voluto da Regione Puglia e Istituto dell’Encicloperia Treccani. Impossibile sintetizzare in questo spazio una giornata, tutta da ascoltare, e mi perdoneranno gli altri illustri relatori, ma il Randagio (e io con lui) è rimasto davvero incantato quando si è alzata a parlare Laura Marchetti, che è antropologa e insegna didattica delle culture presso l’università di Foggia.Rapiti dal fascino, dalla passione e la profondità del suo parlare, abbiamo capito alla fine perché lì in prima fila c’era un gruppetto di giovani venute direttamente dall’università pugliese che… “è sempre un’incanto seguire le sue lezioni”, ci hanno detto. Leggi il resto dell’articolo »



Come avere l’uomo che desiderate? Impastatevelo da sole…

6 05 2019

la-giovane-donna-sexy-prepara-pasta-nella-cucina-ragazza-bionda-sulla-impasta-mano-felice-c-del-primo-piano-che-alla-domestica-141446773Questo è un piccolo appunto pensato per sole donne. Se poi anche gli uomini volessero darvi un’occhiata, giusto per capire…

Leggendo l’ennesima tremenda notizia di donna uccisa da un uomo, marito o compagno e ex che sia… che anche questa settimana si mantiene la media… molto ci sarebbe da dire, e da piangere, a proposito di comportamenti, di mancata educazione e cultura che, come da tempo sostiene Umberto Galimberti, tanto orrore produce. E finiamola con la baggianata del raptus, che è solo, come chiarisce, “fantapsicologia”!
Ma per evitare almeno una volta tanto di piangere, che non si finirebbe più, e giusto per “alleggerire” questa domenica di maggio, avrei un suggerimento…
Se la premessa è che a proposito di cambiare la testa, e l’anima, degli uomini ci sia poco da fare, e visto che poi alla fine di questi uomini sembra non si riesca a fare a meno (vuoi una certa strana idea che ci si è fatti della vita, vuoi sogni cui si rimane ostinatamente attaccati, vuoi, fuor di ipocrisia, questioni di ormoni che tanta lucidità spesso annebbiano…) l’idea sarebbe questa: di costruirselo da sé il proprio uomo. Marito o amante che sia. Per gli ingredienti, per andar tranquille, si inizi con materia inanimata (vi vedo già interessate e pronte a trasformarvi in apprendiste del dottor Frankestein…)
Costruirselo, dunque?! E come?
Ancora una volta la risposta è nelle fiabe, Leggi il resto dell’articolo »



dunque…

4 04 2019

ricominciando….



Ho vissuto secoli in pochi minuti

9 03 2019

truduDopo quarant’anni di carcere, senza poter uscire mai, Mario Trudu ha potuto finalmente usufruire di un permesso di un’ora e mezza. Questo il racconto di quei momenti.
“Era il 9 gennaio, quando presentai la richiesta di permesso di necessità. Era morto mio cognato Marchioni Pietro, marito di mia sorella Trudu Raffaela.
Il giorno dopo verso le 13,30 mi annunciarono che il permesso mi era stato concesso e che circa mezzora dopo mi avrebbero accompagnato. Puntuali, dopo un po’ partimmo per Arzana, il paese in cui ero nato e dove vivono i miei cari.
Salimmo su un blindato molto diverso da tutti gli altri che avevo conosciuto e usato in una vita intera, i miei ultimi 40 anni. Diverso nel senso che, anche se dalla distanza di sicurezza a cui ero costretto, riuscivo a vedere attraverso il parabrezza venirmi incontro tanta bellezza, mentre sugli altri blindati venivo collocato dentro una piccolissima scatola occupata solo dal buio più totale, dove per evitare le peggiori sensazioni chiudevo gli occhi, e se avessi potuto in quei momenti avrei spento anche il mio cervello, ed io di viaggi immerso nel nulla ne ho fatti tanti.
Uscito dal carcere dopo poche decine di metri imbucammo la SS131 direzione Nuoro – Sassari, e vedere tutta quella campagna e leggere tutti quei cartelli stradali che mi venivano incontro, mi procurava una strana sensazione, come se tutto mi ricordasse qualcosa, ma non capivo cosa… Leggi il resto dell’articolo »



Aracne e dintorni

20 02 2019

tela-di-ragnoPaolo Rausa ci regala ancora racconti e conoscenza, di cui sono immensamente grata. Come sempre… ascoltate:

“Tessere e intessere, la nostra vita, le trame. Manualità e immaginazione. Il progetto è pensiero ma anche azione per realizzarlo. Questo ci raccontano le storie. Le Mille e una notte. Sherazade che riscatta la sua vita e quella delle altre donne immolate al potere del califfo. Ma fino a quando la trama continuerà a svolgersi, come quella di Penelope, la nostra vita intesserà. La metafora del filo ci porta a salvazione, vedi Arianna, così come le Parche (Clòto, Làchesi e Àtropo) che presiedono al destino dell’uomo. Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni… Così De André. Le Parche filano il filo della vita, dispensano i destini, assegnandocene uno ad ognuno di noi stabilendo anche la durata e, inesorabili, tagliano il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni sono immutabili: neppure Zeus può protrarre il tempo, forse sospenderle per un periodo breve… Il tempo di uno sguardo di desiderio, di un sorriso, dell’amore… Come possiamo disporre individualmente della terra, delle sue ricchezze se non ci appartengono?
Capriolo Zoppo lo scrisse al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce, nel 1854. Leggi il resto dell’articolo »



La Storia fra trama e ordito

11 02 2019

copertina libroC’è un grande tappeto, piuttosto vecchio, direi quasi antico, a segnare il cuore della mia casa. Il Gatto ci si rotola estasiato, e a volte si incanta a seguirne trame e disegni, e sicuramente vi legge quello che io ancora non conosco…
“Come la fiaba o la parabola- mi ha detto un giorno citando Cristina Campo- il tappeto non tratta, ostinatamente, che del reale e soltanto in virtù del reale tocca le geometrie dello spirito, le matematiche contemplative”.
Nei segni dei tappeti, messaggi di mani esperte che hanno tessuto parole, come per manoscritti in cui persone e intere società raccontano il proprio mondo. C’è da rimanerne incantati perdendosi nelle storie, grandi e piccole, che l’arte del tappeto comunica e tramanda…
Ma anche se so bene che la vita non è solo incanto, il mio stupore, e tremore, sono stati davvero grandi quando ho saputo di trame che raccontano la guerra. E sono guerre dell’oggi…
Le ho incontrate nei tappeti della straordinaria raccolta di Edoardo Marino. Appassionato del mondo dei tappeti orientali, e più in generale dell’Oriente, è fra le tante cose autore di una storia dell’Afghanistan narrata attraverso i motivi dei tappeti di guerra. Guerre a tappeto, il titolo. E vale la pena di leggerlo. E vedere come, per narrare il reale, sono cambiate nel tempo le trame… Leggi il resto dell’articolo »



Sal-Remo

5 02 2019

dianaSapevate che il primo festival di Sanremo è stato al Casinò di Sanremo nel 1932? Organizzato dal padre di Roberto Murolo, fu festival della canzone napoletana.
Ce lo ricorda Diana Ronca… che con Claudio De Bartolomeis forma una coppia canora che da trent’anni porta in giro per l’Italia, e non solo, i classici della canzone napoletana. Coppia dolcissima ed effervescente…
Come non incuriosirsi della loro ultima loro iniziativa… Si sono incamminati per un tour Sal-Remo, da Salerno (che è la loro città) a Sanremo, per portare nelle scuole, nei salotti, nelle librerie, in sedi di associazioni, la canzone classica napoletana. Un Reading Musicale, parole e musica con brani dei classici napoletani. Leggi il resto dell’articolo »



nel maggio del ’76

5 02 2019

Terremoto-Friuli-VVFF-EI-Vittorio da Rios, ci riposta il racconto di un altro terremoto… Era il 1976…
Quando il raccontare è geniale quanto passionale come è degli intelletti con l’Eroico nel proprio D.N.A stimola il riannodarsi di ricordi e momenti vissuti che hanno caratterizzato e segnato la tua esistenza. Alle ore 21 del 6 maggio del 1976 mi trovavo a bordo della mia amata 500 venticinquenne mentre stavo rincasando dalla visita fatta ad un amico.Notai con non poco stupore che a pochi chilometri da casa la gente si era riversata ai bordi della strada, in un via vai e gesti fatti con le braccia del tutto anomali che mi fecero presagire che qualcosa di tragico era avvenuto. Quando arrivai a casa i miei mi resero subito edotto sull’evento. La prima tremenda scossa che io all’interno della mia macchinetta non potevo aver avvertito ben sentita anche nel trevigiano. All’indomani Leggi il resto dell’articolo »



Padre nostro che sei nel mare…

27 01 2019

c-opertinaPadre nostro che sei nel mare
Hanno bestemmiato il tuo nome
Un cimitero è il tuo regno
È questa la loro volontà
Come all’inferno così in terra
Dacci oggi la nostra vergogna quotidiana
Accusa noi per questi morti
Come ci accuseranno i nostri figli
Non permetterne l’oblio
E liberaci dall’assolutoria indifferenza
Tuoi gli uomini, tue le donne, tuoi i bambini
Annegati oggi in questo mare
Amen

Preghiera. Di Antonio Esposito, che avevo scoperto scrittore di rara forza, leggendo un suo racconto su un amore nato in manicomio, Ammore mio…
Oggi, Giorno della Memoria, vi propongo questa sua preghiera, che sembra scrivere una pagina della memoria che verrà. Quando ci chiederemo, come oggi per il passato, “come è stato possibile”. Leggi il resto dell’articolo »



Fotografie matte, nel labirinto della vita

14 01 2019

COPERTINA CATALOGO“Una fotografia è un soffio che frattura un vetro posato sul mondo… Il fotografo è un vetraio, ma anche un collezionista di vetri infranti, dietro ai quali appaiono fantasmi che ci attraversano”.
Non trovo espressione migliore di questa di Serge Pey, per esprimere quello che ho provato sfogliando le foto con le quali Pietro Basoccu racconta la vita di una casa-famiglia. Nel labirinto della vita, s’intitola il lavoro, dove le immagini, introdotte da una riflessione dello psichiatra Vittorino Andreoli, che è stupore di fronte a “fotografie matte” che “sono bellissime”, sono anche accompagnate dalla poesia di Serge Pey, poeta visivo e tante altre cose ancora.
Ho incontrato per la prima volta la bellezza delle fotografie di Pietro Basoccu, che è medico pediatra fotografo, nel racconto di un carcere della Sardegna, Captivi… dove il bianco e nero dipinge il grigio di un’ossessione, attraverso la quotidianità di dettagli che compongono vite che non riusciamo a immaginare, e forse neppure lo vogliamo… Leggi il resto dell’articolo »