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    Per salutare settembre

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    Un saluto, al mese di settembre, con questa foto, scelta fra quelle che il National Geographic invita a usare come desktop… Tre scimmiette, che sembrano disegnare danzando ricami nell’aria. La scimmia… con tutti i suoi molteplici, contraddittori eppure omogenei significati che nel tempo e nella storia dei popoli ha simboleggiato.  Fra tutti ci piace e scegliamo quel suo attegiamento, vicino eppure lontano, che sa della saggezza del distacco e nello stesso tempo vi traspare, neanche poi tanto celata, la derisione di noi uomini e della nostra illusione di saggezza… Forse per questo, pur spiandoci curiose, ancora sembrano sussurrate “non vedo, non sento, non parlo“… e forse a volte è meglio così… Ah, le scimmie! Simbolo, anche, dell’attività dell’ inconscio, “malefiche come le streghe, benefiche come le fate” … e,  ancora, torna la notte, che si riempie di ululati di cani e soffi di scimmie, soffi di corno e canti di mantra, sprazzi di fuochi e campane lontane…

     

    Pensiero di fine agosto

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    Liberta’, dunque, ancora….

    “… Eppure la parola liberta’ ha un’etimologia sorprendentemente diversa da questo coacervo di individualismo, sovranita’, autonomia: viene dall’indoeuropeo leudho, che ha tra i suoi significati quello di ‘popolo, gente’. L’inglese free, ‘libero’, ha poi la stessa radice dell’indoeuropeo priyos, ‘amato, caro, familiare’: qualcosa di ben diverso dalla piega individualistica , difensiva, dallo slegame, dall’esenzione, dall’esonero, che sembrano per noi inevitabilmente connessi all’idea di liberta’.” da Eroi della liberta’, di Laura Bazzicalupo, ed. Il Mulino, libro che s’invita caldamente a leggere…

    A proposito del concerto negato….

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    Il Corriere dell’Umbria ha pubblicato nei giorni scorsi la lettera denuncia di Gabriella La Rovere che raccontava le difficoltà di due ragazze disabili nel trovare un posto “non  mortificante”, per assistere al concerto che Renzo Arbore terrà a Todi. E si rivolgeva ad Arbore, da sempre sensibile ai problemi della disabilità. La risposta è venuta: “Provvederò a riservare loro due posti in prima fila” ha assicurato Arbore. “Coscienti della nostra fortuna, i ragazzi sfortunati, per noi della musica, sono i prediletti”. Buon concerto, dunque, a Benedetta e alla sua amica!

    eppure…

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    Eppure… “L’uomo è un prigioniero che non ha il diritto di aprire la porta della sua prigione e fuggire”. Parola di Platone (Fedone)

    ah, libertà…

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    “Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima, non è vero?” Cecov, L’uomo nell’astuccio. Leggendo, di sogni e di prigionie …

    Liberi di…?

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    Triste cronaca d’estate che muore… Se “i disabili danno fastidio a questa società del finto benessere e, non potendoli sterminare o richiudere in luoghi appositi (per pura viltà, da pseudo-cristiani), viene messa in atto questa farsa dell’integrazione”. Lettera aperta, di Gabriella La Rovere.

    “Sarebbe fin troppo facile parafrasare un noto film di Marco Ferreri Storie di ordinaria follia con Storie di ordinaria quotidianità: purtroppo è la prima cosa che mi viene in mente dopo aver assistito, ancora una volta, all’ennesima infamia ai danni delle persone con disabilità. Questa volta si parla di concerti. La musica, così come tutte le altre espressioni artistiche, viene ad essere apprezzata al di là di ogni limitazione funzionale. E’ in grado di stimolare, ma anche di rilassare, di divertire, di insegnare. E’ possibile che persone con disabilità possano partecipare ai concerti, ma non sempre il posto a loro assegnato è dei migliori. Se si ha la fortuna (e lo sottolineo con ironia!) di essere in carrozzina, si può prendere parte all’evento in un posto più o meno idoneo… basta togliere una sedia! Ma se la persona ha una disabilità mentale, ecco che tutto cambia. Se va bene c’è riservato uno spazio vicino alla regia e di solito sotto le casse acustiche. Non voglio essere pignola ma invito chiunque a sedere per due ore con la musica che sfonda i timpani. Una situazione di questo tipo non consente ad un soggetto autistico di poter ascoltare e godere dell’arte come tutti gli altri. (…)

    A proposito di arresti e prigioni…

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    Un messaggio, arriva da Marco Bazzoni, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze. “In questa estate di “annunci”, c’è anche quello del Ministro Maroni: ‘istituiamo l’omicidio stradale’. Nulla dice però sulle pene irrisorie per l’omicidio colposo da mancata prevenzione infortuni sul lavoro, che variano da 2 a 7 anni, ma che raramente superano i 2 anni. E’ una vergogna!”

    L’omicidio stradale, dunque. Come se non esistessero abbastanza norme per, volendo, intervenire ( volendo, appunto… ). Come non fosse, quest’ultima fattispecie, solo fumo… da gettare in occhi già accecati…

    Libertà, ancora…

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    Libertà, dunque, vo’ cercando…. con un pensiero a Yvonne, la mucca bavarese in fuga dopo essere caduta da un camion trasporto che la stava portando al macello. Ora a spasso per la foresta dove vive da quasi due mesi. Dicono che, per catturarla, conquistandola, stia scendendo in campo un toro… Ma siamo quasi sicuri che nulla potrà il benché aitante maschio. Guardatela negli occhi. Sono una stanca, ma saggia signora, dicono i suoi occhi… non sarà un maschione a rimettermi in prigione… una risata, lo seppellirà.

    Buon Ferragosto a tutti, ma soprattutto a Yvonne, e che il suo correre libero possa durare ancora, durare ancora, durare ancora….

    Libertà, dunque…

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    “Libertà va’ cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta…”

    Le parole di Dante, pensando, alla scelta di libertà di Catone…

    Quale giustizia?

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    Il 14 agosto un giorno di sciopero totale della fame e della sete, per la convocazione straordinaria del Parlamento su Giustizia e Carceri

    Noi sottoscritti, a partire da Marco Pannella che sta dando corpo e anima a questa campagna di legalità e di libertà, sentiamo come una priorità molto precisa quella di dare voce e seguito alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Convegno “Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano” tenutosi al Senato il 28 e 29 luglio. Noi, che a diverso titolo abbiamo a che fare con il mondo delle carceri, o perché vi lavoriamo, da direttori, agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani, o perché facciamo parte di quelle istituzioni che, avendo il compito di legiferare o intervenire direttamente, il problema dell’illegalità delle carceri sono chiamate a risolverlo, o perché siamo proprio gli ultimi, cioè i “detenuti ignoti” che, dovendo pagare un debito per aver violato la legge, siamo vittime dell’illegalità praticata da chi le leggi dovrebbe per primo rispettare e far rispettare; o perché scontiamo in carcere una pena anticipata in attesa di un processo che, non dimentichiamolo, con un’alta probabilità riconoscerà l’innocenza della metà di noi, o perché siamo mogli, mariti, figli, genitori, nonni o amici di persone incarcerate, o perché, semplicemente, siamo cittadini democratici che credono nella Costituzione e nello Stato di Diritto, noi riteniamo che sia nostro dovere fornire conoscenza e ascolto della parola del Presidente della Repubblica,  accuratamente silenziate per non dire censurate da tutti i media audiovisivi e stampati. Parola e opera nascoste, negate ai cittadini e alla classe dirigente del Paese. Egli, in qualità di Garante dei diritti costituzionali, in primo luogo degli ultimi, il 28 luglio, fra l’altro, ha affermato: A proposito delle finalità del Convegno: (…) Si intende piuttosto mettere a fuoco il punto critico insostenibile cui è giunta la questione, sotto il profilo della giustizia ritardata e negata, o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura, e sotto il profilo dei principi costituzionali e dei diritti umani negati per le persone ristrette in carcere, private della libertà per fini o precetti di sicurezza e di giustizia. (…) Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile.  (…)