Un racconto. Le undici ore di libertà di Carmelo Musumeci. Dopo 20 anni, un permesso specialissimo e unico per discutere la sua tesi di laurea. Undici ore, raccontate con ritmo sincopato, come battiti di cuore, a tratti impazzito. Ecco:
Undici ore d’amore di un uomo ombra, di Carmelo Musumeci.
Primo capitolo.
PREMESSA: Il Tribunale di Sorveglianza di Perugia concede un permesso di necessità (previsto dalla legge in casi particolari di eventi gravi e irrepetibili, anche di lieta natura) da uomo libero, senza l’uso della scorta, da trascorrere in Perugia presso la locale Università degli Studi per discutere la propria tesi di Laurea. Dopo la conclusione della cerimonia di Laurea, il Musumeci è autorizzato a raggiungere la Casa di Accoglienza “Il Sogno di Maria” gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con sede in Bevagna per festeggiare l’evento con i propri familiari. Il permesso è concesso per il giorno 11 maggio 2011 dalle ore 11.00 del mattino fino alle ore 22.00 della sera.
Mi hanno arrestato nel 1991. Mia figlia aveva nove anni, mio figlio sette. Nel frattempo mio figlio mi ha dato due nipotini, Lorenzo di cinque anni e Michael di tre. Nel mio diario che tengo da anni, in data 03 maggio2011, scrivo: – “Io non credo ai miracoli, posso solo vivere contando su di loro” (Karl Rahner). Non credo neppure agli angeli eppure da qualche anno ne ho incontrato uno. Ieri sera alle ore 17.00 mi hanno comunicato che mi sono state concesse undici ore di permesso da uomo libero. Non potendo usufruire di permessi premio, avendo l’ergastolo ostativo ai benefici penitenziari, la Magistratura di Sorveglianza mi ha concesso in via eccezionale e irrepetibile un permesso di necessità. Il mio cuore sta scoppiando di felicità. Ringrazio la luna, le stelle e l’universo intero. I giorni seguenti: – Non ho chiuso occhio tutta la notte. Penso che dalla gioia non riuscirò a rimanere vivo fino al giorno del permesso. Spero che il mio cuore non smetta di battere proprio adesso che è ad un passo dalla felicità. (…)
Appuntamento domani, a Roma, alle 11 a piazza Montecitorio. E contemporaneamente in altre nove regioni. Ad Ancona, Belluno, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Torino, Venezia, Verona, Vicenza. “I diritti alzano la voce”. Mobilitate tutte le associazioni aderenti al Forum del Terzo Settore, molto attive Fand e Fish, federazioni delle associazioni per i diritti dei disabili. Contro un governo che in soli quattro anni ha tagliato l’80% degli stanziamenti per le politiche sociali. Tagli che non riducono la crisi della finanza pubblica, ma provocano la chiusura di servizi fondamentali, negano diritti, mettono a rischio soprattutto le persone più svantaggiate, rendono sempre più insostenibili gli oneri delle famiglie… Alzare la voce, per non essere costretti ad abbassare le ali… 

Dopo i risultati elettorali. Un pensiero a Napoli… questa sera… come un nuovo Capodanno, che ci sorprende, come un’esplosione di fuochi. Fino a ieri, solo desiderio, da sussurrare, quasi, a voce smorzata. Fino a ieri, da comprimere dentro, non osando, fin quasi a sentir male…