In attesa delle prossime votazioni. Ritornando a una vigilia di voto. A Berlino, esattamente venti anni fa… un ritorno al futuro, dagli appunti di daniela Morandini.
Berlin 17.3.90 …C’e’ già aria di festa, qui, sull’Alexander Platz. Domani, circa dodici milioni di tedeschi dell’Est andranno a votare. E’ la prima volta dal 1933, dopo la dittatura nazista e quella stalinista. Devono eleggere quaranta deputati. Ventiquattro le liste. Sono tante,come ogni volta che nasce una democrazia. Non ci sono preferenze. Ma il confronto sara’ soprattutto tra i partiti che sanno già fare i partiti. E quei movimenti dell’opposizione che sono stati l’avanguardia della rivoluzione di novembre, stanno diventando sempre meno popolari. Tre i grandi schieramenti. Il PDS e’ il nome nuovo della vecchia SED, il partito comunista. Ha addosso l’eredità pesante del regime di Honecker, dello stalinismo. Ha ancora una forte rete di clientele. Ma ha anche un segretario nuovo: Gregor Ghisy, che vuole fare pulizia , e che ieri sera è riuscito a far ridere questa piazza strapiena. C’e’ l’Alleanza per la Germania,. sostenuta dai cristiano democratici dell’Ovest. Pochi giorni fa, ha subito un brutto colpo. Uno dei suoi leader, Schnur, ha confessato di avere collaborato con la Stasi, la polizia segreta del vecchio regime. Ma questa Alleanza ha dietro chi vuole una Germania unita, subito. Poi, i socialdemocratici, rinati dopo la distruzione fatta dai comunisti nel dopoguerra. Vogliono la riunificazione, ma con cautela. La commissione elettorale denuncia che questa campagna e’ stata pagata dall’Ovest,ma molti non sanno ancora per chi votare. E ogni previsione, qui, potrebbe essere fantascienza.