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    Appunti di viaggio – 3

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    Riprendendo, gli appunti di viaggio. Dal Marocco. Esattamente venti giorni fa.

     

    Venti giorni fa. Casablanca. E’ il gesto di un giovane uomo che ripiega il colletto della camicia di un vecchio. Mentre, sommessamente, gli dice qualcosa. L’uno più alto, l’altro più curvo, tutti e due in piedi, all’incrocio di due strade. IL giovane è affettuoso, quasi paterno. Il vecchio un pò sdrucito, appena un cenno sul labbro, per il sottile piacere, come di chi riceva carezza di madre. Che riassetta la camiciola al bambino, prima di vederlo avviarsi, sulla strada del suo giorno. Gesti e sguardi di gente gentile. Persone cortesi. Sorridono nel piacere, che si avverte vero e profondo, di incontrare, riconoscere e riconoscersi, fermarsi a scambiare parole. E per quel sorriso e per quelle parole, il mondo può aspettare. Hanno labbra bellissime, uomini e donne, dal disegno regolare, tumide, appena rigonfio, il labbro superiore. Labbra pronte a schiudersi nel sorriso…

    Verso dove? – 9

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    Berlino, esattamente il 21 novembre di venti anni fa.

    21.11.89 BerlinBerlino Est. Comitato centrale della Sed. Il ministro per la cancelleria federale, Rudolf Zeiters ha incontrato il leader comunista Krenz, e il nuovo primo ministro Modrow. Con lui, altri  funzionari di Bonn. E’ una prima presa di contatto tra le due Germanie. La promessa  delle libere elezioni e’ arrivata. Potrebbero essere in autunno. Si e’ parlato anche dell’incontro Krenz-Kohl. Sara’ in  dicembre, si spera. Ma prima bisogna aspettare il congresso straordinario della SED. Intanto a Lipsia, come ogni lunedi’, in centomila hanno chiesto ancora  riforme veloci, elezioni libere, e che il Partito comunista  non metta bocca  nelle decisioni del nuovo governo Modrow.

    Verso dove? – 8

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    Vent’anni fa. Muri e dintorni.D.M.

    19.11.1989  berlin

    -Gli occidentali la stanno trasformando in uno spettacolo. E io non ci sto. La porta del Brandeburgo, deve diventare un simbolo della convivenza civile, non uno show- Lo ha detto Krenz, il leader comunista dell’Est, facendo capire che non sono ancora maturi i tempi per l’apertura di questo varco.  E contro Krenz, in centomila sono scesi in piazza a Dresda e a Berlino Est.. Vogliono lo scioglimento della Camera del popolo, elezioni libere, riforme veloci, l’abolizione dell’articolo 1, che sancisce il monopolio del potere comunista. Sul Taghezaintug, giornale della sinistra berlinese occidentale, esce una ballata di Wolf Bierman, musicista dell’Est, contro i vecchi leader della SED. E’ quasi un manifesto del dissenso. Intanto a Berlino Ovest, in questa serata  gelida ma piena di stelle, gli ultimi tedeschi -dell’altra parte-  che secondo venuti qui per la seconda domenica dopo il Muro, stanno tornando a casa. In ottocentomila sono andati dal Kudamm a Kreuzberg senza confusione, con civilta’. E’ anche questo un modo per chiedere democrazia.

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    Berlino, così vicino, cosi’ lontano. Solo vent’anni in fondo…. Daniela Morandini

    17.11.89 berlinBerlino Est.  La Wolkskammer, la Camera del Popolo, a grande maggioranza, ha approvato la lista dei ministri di Hans Modrow. Cinque contrari.Sei astenuti. Ventisette ministri, undici non sono comunisti. Approvata anche la dichiarazione programmatica del nuovo primo ministro. Riforme importanti per la politica,la societa' il diritto.Ratifica anche per le nuove commissioni parlamentari.Per la modifica della costituzione.Per la legge elettorale.Per indagare sugli abusi del vecchio corso. Il procuratore generale Wendland ha denunciato i   soprusi della polizia durante le manifestazioni di ottobre, a Dresda, a Lipsia, e a Berlino Est. E' un altro segno importante del cambiamento. Democratie Jezt -democrazia adesso- uno dei gruppi del dissenso di Berlino Est,  chiede ancora piu' aperture alle frontiere e l'abolizione del visto per i cittadini delle due Berlino 

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    Dunque. A quest’ora, 20 anni fa……

    17.11.89 -Wilkommen in Berlin- La porta del Brandeburgo, il simbolo della divisione delle due Berlino . Qui ,c’e’ confusione, tanti turisti, tanti berlinesi seccati dal folclore. Le telecamere americane sono accese ininterrottamente da 24 ore.. L’apertuira della Porta  sara’ trasmessa in diretta in tutto il mondo. Wherner Kolhof, del Senato di Berlino: Se la porta sara’ aperta ci saranno circa centomila persone, tra Est e Ovest .Le telecamere dovranno quindi lasciare posto alla gente, ma potranno riprendere. D.Anche Modrow, il nuovo primo ministro della  DDR e’ d’accordo, ma non si sa quando questa Porta sara’ aperta. Secondo voi, Senato di Berlino, e’ questa la vera notizia di questi giorni? R:Ma no, l’apertura, e’ solo un simbolo,nonostante certi titoli sparati sulle prime pagine dei giornali di tutto il  mondo.Il fatto straordinarioe’ successo con l’apertura delle frontiere.Quando i tedeschi delle due Germanie si sono potuti ritrovare D.Che ne sara’ del Muro?  Diventera’ un monumento? Sara’ smantellato? R:I berlinesi non odiano niente piu’ del Muro: Il Muro non puo’ diventare un pezzo da museo. Secondo noi il Muro deve essere buttato giu’.   Parola di Daniela Morandini

     

    Verso dove? – 5

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    Ancora. Il Muro e dintorni. Esattamente venti anni fa….

    15.11.89  Hans Modrow, 61 anni, e' il nuovo primo ministro della Camera del Popolo di Berlino Est.E' il capo del Partito  di Dresda, un riformista che piace a Gorbaciov. Il primo ballottaggio non e' riuscito,e Modrow e' stato eletto solo per 16 voti. E' un altro segnale che qui le certezze non ci sono. A Dresda, trecentomila persone sono scese in piazza. Chiedono una sola Germania, mentre Modrow gia' promette libere elezioni. Alla presidenza della Camera del Popolo, ora c'e' Gunter Maleuda, del Partito dei Contadini, uno degli altri quattro partiti che sostengono la Sed, i comunisti.

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    Riprendendo,  ancora dal taccuino di Daniela Morandini. Venti anni fa. Il Muro, dunque.

    14.11.89 Berlin

    Checkpoint Charlie, il confine americano. La fila adesso e’ da Ovest verso Est. Ma c’e’ una persona che non puo’ entrare. E’ una donna vestita di nero con un cartello enorme -TORNARE E’ PROIBITO- c’e’ scritto.
    DONNA IN NERO. Sono nata a Berlino Est e sono riuscita ad andarmene  nel 75, con mio figlio, che aveva quattordici anni. Perche’ qui dall’altra parte, a Berlino Ovest, c’e’ piu’ liberta’. D .Signora, come e’ scappata da Berlino Est? DONNA IN NERO. Non sono scappata, sono riuscita ad andarmene per vie legali. D. E adesso cosa chiede? DONNA IN NERO. Serve una legge.  Non c’e’ motivo per cui io adesso non possa  andare di la’. Anche se Krenz l’ha promesso…Da quando sono andata  via, non sono piu’ potuta tornare. Neanche in questi giorni, neanche dopo che hanno aperto il Muro.

    La vera colpa

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    Interrompo un attimo le cronache da Berlino. Per questo sguardo, da accompagnare con poche parole. Dopo tanto parlare. Di Giorgio Bocca. Poche parole, che come sempre entrano nel cuore delle cose. E toccano la verità. A volte, come questa, banale come il male. “La vera colpa di Stefano Cucchi è di essere un ammalato, un rottame umano che vaga per la grande città. Nella stessa città una moltitudine di cittadini rispettosi dell’ordine e con posti di alta responsabilità sociale si drogano ma non spacciano, non cadono per le scale, non oppongono resistenza ai poliziotti”. Giorgio Bocca, da un articolo di questi giorni bui…

    Verso dove? – 3

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    Ancora. Vent’anni fa. Voci da Berlino.

    13.11.89 Berlin

    Berlino Ovest, a quattro giorni dall’annuncio di Shabosky che, all’improviso, a Mosca, in una conferenza stampa del Comitato Centrale, ha annunciato l’apertura della frontiera. Pochi giorni prima, a Berlino Est, sulla Alexander Platz, un milione d persone aveva chiesto le dimissioni   di Honecker, le dimissioni del governo.Via il partito unico. Via la polizia segreta,la Stasi. Senza picconi, senza sangue, hanno fatto crollare il Muro. Fino alla settimana scorsa, era il simbolo della spaccatura delle due Germanie e dell’Europa. Centosessanta  chilometri di divisione dipinta da artisti sconosciuti che dicevano NO. Adesso siamo davanti alle ruspe della Germania Orientale, che lo buttano giu’. Da un buco, vediamo i soldati dell’altra parte. Siamo a Falkessner Shausse’,a Spandau, al confine con la DDR. Tra poco, un altro varco. C’e’ molta gente dell’Est. Ma cosa chiedete?che cosa cercate? Democrazia? Socialismo?Capitalismo? UN UOMO: Noi vogliamo parlare.Vogliamo leggere liberamente.Noi vogliamo essere liberi.Non vogliamo essere controllati.Non vogliamo imposizioni. D Che cos’e’ per voi la liberta’? UN UOMO:  Per noi la liberta’ e’ viaggiare liberamente.Potere avere idee libere. La liberta’ della stampa. E un’economia che funzioni.Noi siamo pronti a lavorare, ma deve funzionare. E che cessino tutti i previlegi della nomenklaura,del partito.Noi non lo tolleriamo piu’. Noi siamo il popolo. Io ero all’ultima manifestazione di Berlino, sull’Alexander Platz,insieme con un milione di persone. Faccio parte del Neues Forum. Dobbiamo continuare a fare pressione, affinche’ non si faccia marcia indietro, e affinche’ si vada avanti con le riforme. D Andare avanti,ma come? Come vi sentite’?

    Verso dove? – 2

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    Continuando. Esattamente venti anni fa. Un muro. Ancora cronache dal taccuino di Daniela Morandini Berlin 12.11.89 Sono le ruspe che continuano a lavorare.... Da poche ore c'e' un varco tra Prenzlauerberg -all'Est-  e Wedding -all'Ovest.Due quartieri operai che si erano battuti contro il nazismo. Qui la Gestapo ha fatto strage di socialdemocratici e di comunisti. E nel 61, il 13 agosto, le case di Prenzlauerberg e di Wedding sono state spaccate in due dal Muro. I marciapiedi da una parte, le porte dall'altra. La gente che si buttava giu' dalle finestre... Da pochi minuti, dopo ventotto anni, per la Bernauerstrasse, si passa a piedi. E si parla delle libere elezioni promesse da Krenz. Oggi e' sabato, ma i negozi sono aperti. Neanche le banche chiudono. Proprio oggi il governo di Berlino distribuisce quei cento marchi -circa settantamila lire- che ogni anno dà ai cittadini dell'Est che entrano in territorio federale. I grandi magazzini sono pieni. Per la prima volta hanno accettato la valuta dell'Est con un cambio 1 a 10. Piu' vantaggioso che al mercato nero. L'antica birreria Schultheis vende la birra a un marco, circa 700 lire. I visitatori dell'est sono circa duecentomila. La polizia della DDR non controlla piu' chi varca il confine. L'emozione e' tanta.