Dal taccuino di Gatto randagio, di domenica scorsa…. “L’8 marzo ha fatto fiorire pensieri. E Daniela Morandini il giorno dopo, mi ha mandato una bella riflessione, a proposito di “mimose strappate”, con il ricordo di Vivian Maier, la bambinaia fotografa che non ha mai stampato i suoi negativi… Vivian Maier che, Daniela ricorda, “ricordano premurosa, maniacale, a volte cattiva. Vestita fuori moda, con un improbabile accento francese, mai sposata, senza amici, sempre con la sua macchina al collo”. Fotografava “bianchi superbi, neri senza lavoro, o schiantati dalla fatica. Bimbi che inciampano, donne che giocano alle signore. Vecchi che aspettano. Autoscatti interrogativi attraverso vetri e specchi retrovisori”. Capolavori che solo nel 2007 riemersero dalla camera oscura di un giovane che, in cerca di immagini, aveva comprato all’asta una vecchia valigia piena di negativi. Incuriosito ne cercò e ne trovò altre, di valigie… piene, alla fine, di 150mila rullini… mai stampati… Pensate a quante immagini “risorsero”… Storia che inquieta e affascina. E mi ha ricordato di un’altra sorpresa, e di altri negativi. Arrivati anche questi, pensate un po’, con una valigetta dei tempi andati. (….)
storie e misteri in valigia..
Crimini di pace
Riporto il testo del mio articolo, ieri, sul Garantista ( che per altro ha un interessante intervento- denuncia sul 41bis ), a proposito delle storia di un ragazzo di 19 anni, lo abbiamo chiamato Stefano, spedito la settimana scorsa in Ospedale psichiatrico giudiziario. Nuova tappa di un calvario iniziato quando era bambino… leggete..
“Quando ho aperto la cartella con la sua storia, non sono riuscita ad andare fino in fondo. Per lo strazio. Ma la via crucis di … chiamiamolo Stefano, 19 anni e 5 mesi, è tutta lì. In cartelle cliniche, relazioni, anamnesi … Oggi, la sua vita negata è tutta in una sentenza che lo ributta in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario, dopo che un anno fa, in seguito a una reazione convulsa nata dalla paura, un’ordinanza di misura di sicurezza provvisoria del Tribunale di Vicenza in meno di un mese l’aveva già spedito a Castiglione delle Stiviere. Me ne parlò allora, per la prima volta, Peppe dell’Acqua, ‘storico’ direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, che in quell’OPG stava andando a cercare Stefano, temendo di trovarlo legato a un letto di contenzione. “Cosa che per lui, mi disse, non è altro che continuare a subire un tormento che conosce dalla prima adolescenza”. Oggi, dunque, è stata emessa la sentenza: proscioglimento perché incapace di intendere e di volere e pericoloso socialmente. Quattro anni di misura di sicurezza in OPG. Storia di Stefano. Oggi che (…)
solo fantasie…
A ridosso dell’8 marzo, le mie amiche impazzano… Ecco cosa scrive Daniela Morandini. A proposito di fotografe e fotografie, lei che pure a tratti cattura immagini….
“In questi giorni di mimose strappate, torna alla mente Vivian Maier, la bambinaia fotografa che non ha mai stampato i suoi negativi. Nel 2007 a Chicago, John Maloof, un ragazzo in cerca di immagini, comprò all’asta una vecchia valigia piena di negativi. Era solo un pezzo di un’ enorme opera d’arte. Nella camera oscura di Maloof, riemersero capolavori di strada e autoritratti severi. Ma chi era l’autrice, quella donna con la Rolleiflex? Era Vivian Maier, New York, 1926, Chicago 2009, professione bambinaia . Maloof inizia un viaggio all’indietro: incontra i bambini di un tempo, e le famiglie che le diedero lavoro.La ricordano premurosa, maniacale, a volte cattiva. Vestita fuori moda, con un improbabile accento francese, mai sposata, senza amici, sempre con la sua macchina al collo.
Filomela…
pensando a ieri… l’8 marzo di gatto Randagio… “ 8 marzo. Ci risiamo. A “celebrare” le donne. Con un coro di voci e volti che sono nuovi e sono antichi e pur sembrano, e forse sono, sempre gli stessi. Permettetemi di restare nel coro, a modo mio, e aggiungere un nome che solo da poco ho imparato. Filomela ( sì, con la ‘elle’). In cui mi imbatto sfogliando le pagine di una raccolta di componimenti poetici di Grazia Frisina, che canta vite di donne: “Questa mia bellezza senza legge”. Già il titolo incanta e fa tremare…
Filomela ci viene incontro da una storia di ieri, storia, terribilmente, anche dell’oggi. Figura della mitologia greca, figlia del re d’Atene Pandione. Fu violentata da Tereo, re di Tracia, che pure ne aveva sposato la sorella, Procne. E perché non parlasse della violenza subita, Tereo le tagliò la lingua… (…)
scarpette rosse…
E oggi un racconto di Lauretta Chiarini. Ha vinto il concorso “Dalle mimose alle scarpette rosse”.Premiato giusto giusto ieri, a Velletri, nella Sala Nobile del Palazzo del Comune… Le Ballerine Rosse
– Quando mi compri le scarpe nuove, mamma? Le voglio rosse, ballerine rosse. – Martedì. Ma rosse no, Gilda, le prenderemo di un colore neutro. Io direi bianche- . Camminavano spedite intanto, madre e figlia, mano nella mano, lungo la strada per la scuola. Ogni tanto Gilda alzava lo sguardo verso sua madre: portava un grosso foulard fin sulla bocca, forse aveva freddo. Gli occhiali da sole però erano decisamente fuori luogo, visto che pioveva acqua a catinelle. Gilda la spiava di sottecchi, preoccupata come può esserlo una bambina di otto anni; provava un senso di inquietudine che le passava soltanto quando vedeva Maura sorridere. Quel sorriso ultimamente esitava un po’ a fare capolino e qualche volta aveva visto sua zia abbracciare consolare la sua mamma. Per fortuna c’era papà che si prendeva cura di lei: quando lui era in casa Maura sorrideva sempre. (…)
a morsi…
quattro brevi versi, dalle pagine che mi arrivano, come morsi, dal carcere di Catanzaro, con le lettere di Giovanni Farina..
Sono anime esistenti
Murate…
Davanti a una porta
Che nasconde ogni verità.
Se la povertà diventa miseria…
Uno spettro si aggira per l’Europa. Anzi , per il mondo. E, come nel manifesto di marxiana ed engeliana memoria, annuncia l’impensabile. “Rendere illegale la povertà”. Dichiarazione d’intenti che può suonare persino oscena ad orecchie benpensanti, come l’annuncio di una rivoluzione. “Dichiariamo illegale la povertà” è un’iniziativa internazionale, alla quale aderisce da due anni anche un comitato promotore del nostro paese. Per mettere fuori legge i fattori strutturali che sono all’origine della creazione e dell’alimentazione dei processi di ineguaglianza, di esclusione, che caratterizzano il processo di povertà. Ricordando che la povertà è un fatto sociale e non di natura…
Sono andata a rileggere di quella iniziativa, dopo i due incontri fatti l’altra mattina, randagiando randagiando, nei dintorni di casa.
Percependo il richiamo di una voce nascosta… “Ce l’avrebbe qualcosa per aiutarmi?”. (…)
Viaggiando verso Sud…
riprendendo come al solito dagli appunti del Gatto Randagio ( RemoContro)…
“La commedia all’italiana è finita, quando i registi hanno smesso di prendere l’autobus”. Vero. Ho appuntato queste parole di Monicelli perché spesso, dopo aver cercato di intrattenermi a cinema con commediole contemporanee, mi sono chiesta dove si sia mai smarrita l’eredità degli sceneggiatori che hanno fatto la storia del cinema italiano… Dialoghi improbabili, molte forzature, una grande noia… Già, evidentemente non prendono l’autobus. Ripensando dunque a Monicelli che, ricorda chi lo conosceva bene, “andava girando ovunque con mezzi pubblici perché era così che guardava in faccia le storie e poi le scriveva”…
Proprio qualche settimana fa, in uno dei miei viaggetti in autobus, mi sono ritrovata nel mezzo di una scenetta che mi ha regalato un tuffo nella freschezza e nella verità di quelle commedie. Mannaggia… ci vorrebbe una grande penna! Riassumo e riporto come posso.
Dunque. La linea è quella che da Roma raggiunge l’Irpinia. Sali su, a Tiburtina, e subito t’inonda l’eco del dialetto campano, (…)
Maschere …
Condividendo da FB, il pensiero di uno degli scrittori che, letti nell’età dell’adolescenza, definitivamente chiarendomela, mi hanno “rovinato” la vita…. “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai molte maschere poche persone”. Splendido, amatissimo, Pirandello…
briganti, terroristi e “capuzzelle”
Riprendendo, come ogni lunedì, dagli appunti di Gatto Randagio ( dal sito di RemoContro)…
La notizia è che bisognerà attendere ancora un anno e mezzo per liberare dal ‘museo degli orrori’ Giuseppe Villella. Non so se questo nome vi dice qualcosa… ma Villella è passato alla storia come “famoso brigante”. Ma, soprattutto, il suo cadavere fu il primo che Lombroso esaminò per i suoi esperimenti, e sul quale fece la “sensazionale scoperta” della fossetta occipitale mediana, di un cervelletto a tre lobi e non due, che sarebbe stata la prova “dell’atavismo criminale”. Nasceva così la teoria della predisposizione biologica al crimine…
Quel che resta del povero Villella, come di tanti altri malcapitati, è esposto sotto il vetro delle bacheche del museo Lombroso a Torino, che appartiene all’Università, e intorno a quelle spoglie si sta combattendo una vera battaglia. Quei resti hanno un nome e un cognome, la terra d’origine li reclama, e chiede che abbiano degna sepoltura.(…)