Il miagolio di domenica scorsa…Appunti bislacchi… dopo la conversazione con un amico, ancora stupito per essere sopravvissuto ad un viaggio sotterraneo per andare pochi quartieri più in là in metropolitana… a Roma, e certamente il mio amico non ha la mia “esperienza” in materia, che da anni ho scelto di non usare l’automobile. Pensando dunque, a tutte le persone che lì si incrociano, per le quali la giornata inizia partendo, ad esempio, dai paesi nei dintorni, perché costa meno abitarvi, alzandosi alle quattro del mattino, perché così è se vuoi arrivare in tempo al lavoro nella capitale e devi affidarti al disastro dei trasporti regionali… e arrivi allo scambio di Termini che già non hai la forza per farti largo nella calca inverosimile delle 8 del mattino… e già non sopporti più nessuno…
Attraversati questi inferni all’andata e al ritorno, la sera torni comunque a casa soddisfatto di essere ancora vivo, e, soprattutto, con un enorme bagaglio di conoscenze, oltre che sulle tattiche di sopravvivenza metropolitana, su quel che non funziona, su quel che funziona… sui bisogni, sui desideri, della “gente comune”. (…)
Pensieri… a proposito della bella raccolta di poesie di Emidio Paolucci, “Senza speranza e sensa disperazione”, edito da Rupe Mutevole ( che bel nome intrigante…), nella collana Le due Anime curata da Enrico Nascimbeni… Ripropongo la prefazione che Emidio e Alessandra, Alessandra Lucini, mi hanno chiesto di scrivere. Magari qualcuno s’incuriosirà…
Le avevo appena scritto un biglietto con gli auguri per la Pasqua, e ho ripensato alla sua storia. La storia di Gianna Schiavetti… così Gatto Randagio nell’ultimo suo appunro per Remo Contro, ha parlato di lei. Ecco qua:
Così, sfogliando vecchi appunti. Ritrovo questa magica ricetta, che mi aveva mandato AnnaRita Persechino, simpaticissima amica… Un antidoto per le arteteche… Dunque:
Dal taccuino di Gatto randagio, di domenica scorsa…. “L’8 marzo ha fatto fiorire pensieri. E Daniela Morandini il giorno dopo, mi ha mandato una bella riflessione, a proposito di “mimose strappate”, con il ricordo di Vivian Maier, la bambinaia fotografa che non ha mai stampato i suoi negativi… Vivian Maier che, Daniela ricorda, “ricordano premurosa, maniacale, a volte cattiva. Vestita fuori moda, con un improbabile accento francese, mai sposata, senza amici, sempre con la sua macchina al collo”. Fotografava “bianchi superbi, neri senza lavoro, o schiantati dalla fatica. Bimbi che inciampano, donne che giocano alle signore. Vecchi che aspettano. Autoscatti interrogativi attraverso vetri e specchi retrovisori”. Capolavori che solo nel 2007 riemersero dalla camera oscura di un giovane che, in cerca di immagini, aveva comprato all’asta una vecchia valigia piena di negativi. Incuriosito ne cercò e ne trovò altre, di valigie… piene, alla fine, di 150mila rullini… mai stampati… Pensate a quante immagini “risorsero”… Storia che inquieta e affascina. E mi ha ricordato di un’altra sorpresa, e di altri negativi. Arrivati anche questi, pensate un po’, con una valigetta dei tempi andati. (….)
Riporto il testo del mio articolo, ieri, sul Garantista ( che per altro ha un interessante intervento- denuncia sul 41bis ), a proposito delle storia di un ragazzo di 19 anni, lo abbiamo chiamato Stefano, spedito la settimana scorsa in Ospedale psichiatrico giudiziario. Nuova tappa di un calvario iniziato quando era bambino… leggete..
A ridosso dell’8 marzo, le mie amiche impazzano… Ecco cosa scrive Daniela Morandini. A proposito di fotografe e fotografie, lei che pure a tratti cattura immagini….