Una fiaba ci salverà..

20 05 2019
Book with a story of frog in the pond

Book with a story of frog in the pond

Gatto Randagio, ormai lo sapete, s’incammina spesso sui sentieri delle fiabe. Gli viene d’istinto, quando tutt’intorno non trova parole, di rifugiarvisi dentro. Per coccolarsi un po’, fingendo di credere che sia come ritorno a gioco d’infanzia. Ma sa bene che è cosa molto, molto più seria, anche se non saprebbe spiegarvi e spiegarsi bene perché. Bisogna perdonarlo, per quanto “quasi-letterato” è solo un gatto.Ma incantevoli risposte, che sono risposte anche a tanti dubbi e paure dell’oggi, le ha trovate questa settimana intrufolandosi in un convegno sulla fiaba, appunto. La fiaba cifra dell’identità d’Europa, per la precisione il tema, voluto da Regione Puglia e Istituto dell’Encicloperia Treccani. Impossibile sintetizzare in questo spazio una giornata, tutta da ascoltare, e mi perdoneranno gli altri illustri relatori, ma il Randagio (e io con lui) è rimasto davvero incantato quando si è alzata a parlare Laura Marchetti, che è antropologa e insegna didattica delle culture presso l’università di Foggia.Rapiti dal fascino, dalla passione e la profondità del suo parlare, abbiamo capito alla fine perché lì in prima fila c’era un gruppetto di giovani venute direttamente dall’università pugliese che… “è sempre un’incanto seguire le sue lezioni”, ci hanno detto. Leggi il resto dell’articolo »



a proposito del tempo e dell’età…

14 05 2019

van_gogh_1967A proposito di vecchiaia.. la riflessione sempre attenta di Vittorio da Rios:

“Chissà per quale immediata colleganza leggendo ” le prigioni della nostra vecchiaia” di Francesca, mi è corso il pensiero a Giordano Bruno al suo capolavoro “de l’universo e mondi” dove il nolano si chiede: può l’infinito creatore del tutto e amore totale, aver creato il finito? E da questo assioma fondativo del Bruno sulla discutibile perfezione dell’agire del Creatore sono nati paradigmi consolatori e ritualità religiose. Noi siamo creature “biologicamente” finite, nasciamo e moriamo. Infanzia, gioventù, maturità, poi il declino fisico e psichico. determinato da varie forme degenerative del sistema neurologico centrale e periferico. e la vecchiaia con tutto ciò che comporta. Dolore, spesso abbandono e solitudine. Da un lato la nostra irrimediabile finitezza biologica, dall’altro con le scoperte medico scientifiche e farmacologiche si tende a procrastinare la vita verso una utopica immortalità. Ma come è cambiato il vivere oggi e come lo sarà tra qualche decennio la fase ultima e definitiva della nostra esistenza? Anche nelle città e negli agglomerati urbani fino a qualche decennio fa la civiltà contadina del vivere l’esistenza era patrimonio collettivo la vecchiaia e la morte erano vissuti come un rituale dentro la sacralità e il rispetto per ogni stagione della vita. Leggi il resto dell’articolo »



Dove abitavo? In via della libertà

13 05 2019

 

van_gogh_1967Sarà questo cielo che vira continuamente sul grigio, e ancora non si apre alla luce del maggio… randagiando per le vie del quartiere, ancora più grigie e chine e tante sembrano le teste canute degli anziani di questo nostro sempre più vecchio paese, che sfilano incerti lungo i marciapiedi. Col loro andare, a passi brevi, o spinti su sedia a rotelle, sempre accompagnati da più giovani donne o uomini stranieri…
Vien da pensare alla tremenda prigione in cui abbiamo trasformato il tempo della vecchiaia, in quest’era di solitudini urbane. E non solo per gli anziani, ma anche per chi sta loro accanto.
Prigione, sì, intanto per tutti quei “badanti” (ma quando questa parola è entrata così prepotentemente a far parte del nostro lessico quotidiano?)… alcuni dall’aria gentile, altri di una cortesia che sembra dettata dalla pazienza, altri, ancora, con lo sguardo già stanco e lontano.
Guardandoli non riesco a scollarmi di dosso il pensiero triste della vita di giovani donne che per vivere danno tutto il loro tempo ai nostri vecchi che noi non possiamo né sappiamo più accudire. Recluse nella prigione di una non vita, che capita non possano lasciare nemmeno per un attimo, notte e giorno, notte e giorno. Lontane da famiglia e figli, che non possono accompagnare alla vita, mentre sono qui ad accompagnare qualcun altro alla morte. Che terribile capovolgimento della natura delle cose… Leggi il resto dell’articolo »



Una proposta rivoluzionaria….

9 05 2019

la-giovane-donna-sexy-prepara-pasta-nella-cucina-ragazza-bionda-sulla-impasta-mano-felice-c-del-primo-piano-che-alla-domestica-141446773Una proposta “rivoluzionaria”: passare la guida alle donne…  e grazie a Vittorio da Rios che la formula… :

“Debbo riconoscere che questa volta Francesca ci pone noi maschietti inanzi a non poche responsabilità. Ma da dove nasce questa criminale pratica dell’uccidere la donna con la quale si è condiviso spesso spezzoni importati della propria esistenza? Da una lettura critica della Genesi si avvince che è “Colà” la fonte e causa del tutto: un caro amico nonché filosofo e teologo Giuliano Delena considera la Genesi la Matrix di tutti i mali fonte e origine degli immani cataclismi che hanno devastato la storia dell’ominide, nonostante Socrate e il Cristo. Ma poniamoci un problema fondamentale: se a determinare il destino dell’ominide compreso il pianeta che lo ospita fossero state le donne come principali protagoniste e responsabili della storia, nella sua evoluzione in questi ultimi 3-4 millenni saremmo giunti a questo punto? abbiamo una idea realistica di cosa ha determinato il maschilismo sessuofobo di noi maschietti nella società? E la violenza genocidaria assassina chi l’ha creata e poi perfezionata? Leggi il resto dell’articolo »



Come avere l’uomo che desiderate? Impastatevelo da sole…

6 05 2019

la-giovane-donna-sexy-prepara-pasta-nella-cucina-ragazza-bionda-sulla-impasta-mano-felice-c-del-primo-piano-che-alla-domestica-141446773Questo è un piccolo appunto pensato per sole donne. Se poi anche gli uomini volessero darvi un’occhiata, giusto per capire…

Leggendo l’ennesima tremenda notizia di donna uccisa da un uomo, marito o compagno e ex che sia… che anche questa settimana si mantiene la media… molto ci sarebbe da dire, e da piangere, a proposito di comportamenti, di mancata educazione e cultura che, come da tempo sostiene Umberto Galimberti, tanto orrore produce. E finiamola con la baggianata del raptus, che è solo, come chiarisce, “fantapsicologia”!
Ma per evitare almeno una volta tanto di piangere, che non si finirebbe più, e giusto per “alleggerire” questa domenica di maggio, avrei un suggerimento…
Se la premessa è che a proposito di cambiare la testa, e l’anima, degli uomini ci sia poco da fare, e visto che poi alla fine di questi uomini sembra non si riesca a fare a meno (vuoi una certa strana idea che ci si è fatti della vita, vuoi sogni cui si rimane ostinatamente attaccati, vuoi, fuor di ipocrisia, questioni di ormoni che tanta lucidità spesso annebbiano…) l’idea sarebbe questa: di costruirselo da sé il proprio uomo. Marito o amante che sia. Per gli ingredienti, per andar tranquille, si inizi con materia inanimata (vi vedo già interessate e pronte a trasformarvi in apprendiste del dottor Frankestein…)
Costruirselo, dunque?! E come?
Ancora una volta la risposta è nelle fiabe, Leggi il resto dell’articolo »



La scandalosa morte del passato

29 04 2019

sana'aMe lo aveva già sussurrato in un orecchio la settimana scorsa, prima dicendomi, quasi per giustificarsi, che se n’era tanto discusso in mormorii nel vicolo… “Insomma, non ti sembra un po’ troppo, giorni e giorni ancora a parlarne, e quante parole, quanta retorica, intorno all’incendio della cattedrale! Come fosse il cuore, l’unico, del mondo intero… ”
Certo, quelle fiamme… se ne è rattristato anche lui, ha aggiunto, che ancora ricorda il groppo in gola di quel giorno lontano, a Notre Dame ad ascoltar messa, mentre le note dell’Ave Maria di Schubert sembravano voler trascinare anche la sua anima nell’ascesa verso impossibili punti di fuga. Miracolo d’architetture gotiche, e il fascino e la forza del passato…
Ma c’è qualcosa di troppo, in quell’esasperato sbandierare emozioni e pathos, che proprio non l’ha convinto. Non ha convinto lui, il Gatto, né la combriccola del vicolo.
L’avevo subito zittito. E va bene remare contro, ma qui si sfiora la blasfemia, anche per un occidente dissacrato e dissacrante come il nostro…
Ma questa settimana mi ha fatto notare come sono scomparsi in fretta dalle prime prime pagine il fumo e il fuoco di tutte quelle altre chiese saltate in aria di là dagli oceani, e il sangue di tutti quei poveri morti… Leggi il resto dell’articolo »



Guaglio’

26 04 2019

locandina Bonaventurail 5 di maggio…  per un amico dell’anima. ”

Abbiamo perso una parte della nostra vita. Bonaventura de Carolis era un uomo buono, brav’uomo, un uomo nobile di spirito. Generoso. Coraggioso. Con lui ho vissuto funeste ore in Nicaragua. Ho molte cose a ringraziare per lui. Ha arricchito la mia vita. Grazie a lui ho potuto conoscere gente bella in Italia, avere bravi amici, che mi arricchiscono anche in conoscenze e spirito. Era perfetto? Chi lo è? Chi sia perfetto ringrazio me lo dica quanto prima, così mi allontano per non disturbarlo. Bonaventura è andato via senza che nessuno potesse parlare con lui. Ma ci segue parlando nel cuore. Un amico ha detto che se n’è andato sognando”. Horacio Verzi



Il diritto di avere diritti

23 04 2019

PoggiorealAncora un profondo intervento di Vittorio da Rios, a proposito di giudici, pene, Costituzione. A partire da un’idea di filosofia… Ringraziando Vittorio per la sua passione:

“Benedetto Croce sottolineava l’universalità della filosofia, dichiarando che la filosofia è sempre presente nell’agire umano e che dove essa è grande e benefica i paesi prosperano, mentre le filosofie deteriori e il pensiero debole portano alla rovina gli Stati e le comunità e pertanto i veri “filosofi” hanno il dovere di combattere le filosofie deteriori e il pensiero debole e negativo. Il maestro Gerardo Marotta che spesso riprendeva questo assioma fondativo e universale del Croce, andava oltre quando affermava che oggi la filosofia è in crisi e di grandi e veri filosofi non ne esistono più. Ma solo dei capaci contenitori riempiti di materiale di buona fattura, ma non sono intellettuali con l’Eroico” nel proprio D.N.A. Che c’entra qualcuno dirà tutto questo con quanto scritto a proposito dell’ergastolano e del suo giudice? Centra anzi ne è l’essenza. ll novecento definito il “secolo breve” ,da Eric Hobsbawm ha visto lo scatenarsi di cataclismi tali la cui devastazione su persone e cose non trova pari nella ultra millenaria storia dell’ominide. Come è potuto accadere che nel cuore dell’Europa dei Ceto D’Ascoli, dei Giordano Bruno, dei Vico, Di Erasmo, di Kant, di Hegel, di Marx sia divampato un tale incendio distruttivo genocidario di massa? Dov’era il pensiero filosofico positivo? Leggi il resto dell’articolo »



L’ergastolano e il suo giudice

22 04 2019

Pistoia_ospedale_del_Ceppo_005 fregio(…) Eppure anche tu hai avuto un processo e sei stato condannato, e sai cosa vuol dire. Già, ma tu eri innocente, è vero. Ho detto una fesseria, tu non avevi fatto niente di male, noi, beh, qualcosa più o meno tutti qui dentro. Però io l’ho pagata dura, sono quasi trent’anni che sto dentro, tu, parlando con rispetto, in qualche ora te la sei cavata, poi ti hanno tirato fuori, a me tra poco mi viene la muffa o le ragnatele e non ho nessuno che tiri fuori a me. Ma tu ci sei poi davvero? O siamo noi che ci illudiamo per non crepare di disperazione? A te ti importa davvero di noi? Ti importa davvero di me, di Salvatore di Catania, di questo pezzo di muro vecchio che sto diventando?…”

E non puoi che pensare al senso della Pasqua e a quale resurrezione mai e per chi, mentre brandelli d’anima sembrano andare via strappati a pezzi, ascoltando… lunedì scorso, nel carcere di Pavia, letture dallo straordinario “Fine pena ora” di Elvio Fassone, storia di una corrispondenza durata ventisei anni fra un ergastolano e il giudice che lo aveva condannato.

Il libro l’avevo letto qualche anno fa, appena uscito. Mi aveva colpito moltissimo (e non solo me se ha avuto 14 ristampe…) per la profondità, la forza, la levatura, la scrittura che affronta un argomento così grave, il senso della detenzione a vita, con asciuttezza trapuntata da lampi di turbamento e d’emozione. Tanto che mi era rimasto il desiderio di conoscerne l’autore. Ed eccolo lì, in prima fila, nella sala-teatro del carcere di Pavia, in questa giornata voluta dall’Associazione Nazionale magistrati della sezione distrettuale di Milano (e ringrazio Maria Lapi che mi ha permesso di esserci). Elvio Fassone, che è stato magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura e per due legislature senatore della Repubblica, è esattamente come la sua scrittura. Un gentiluomo dalla discreta eleganza d’altri tempi, carico di conoscenza e d’emozione che a tutti regala… che ad ascoltare le parole di questa preghiera, che pure lui stesso ha immaginato di cogliere in un borbottio sommesso, ancora si turba e si strazia. Leggi il resto dell’articolo »



dell’origine del nostro presunto benessere…

16 04 2019

sfruttamento-minorile-temaAncora una riflessione, a proposito di bambini, lavoro e sfruttamento, di Vittorio da Rios, che molto ci illumina sull'”ominide” e dintorni:
“Fra i motivi che spinsero Marx e Engels a scrivere il manifesto del partito comunista,”scritto tra il 1847 e il 1848 nel pieno dello “sviluppo” della rivoluzione industriale fu proprio la sistematica violenza fatta nei confronti della adolescenza che si consumava: “Il lavoro minorile lo sfruttamento di bambine e bambini permesso per legge nelle fabbriche inglesi e germaniche in particolare.Dalle 12 alle 14 ore di lavoro, in condizioni di totale insalubrità con punizione corporee se non rispettavano tempi e ritmi imposti. Senza tenere presente le drammatiche condizioni igienico sanitari abitative con insediamenti urbani che crescevano nella totale irrazionalità progettuale. Il professor Antonio Gargano storico segretario generale dell’Istituto italiano per gli studi Filosofici di Napoli docente universitario tra i massimi conoscitori del pensiero filosofico-scientifico e della sua evoluzione storica rileva come non si abbia un reale quadro di dati e censimenti di quante siano state le vittime adolescenti dovute alla “rivoluzione industriale”. Leggi il resto dell’articolo »