Sopra la follia….

14 01 2019

IMG_20190110_0012La riflessione di Vittorio da Rios, a proposito del “labirinto della vita”… vale la pena leggere e appuntare… con un grande grazie a Vittorio e alla sua infinita attenzione …

“Senza speranza non è la realtà ma il sapere che -nel simbolo fantastico o matematico-si appropria la realtà come schema e cosi la perpetua” Horkheimer e Adorno 1947 Inizia con questa citazione il grosso e notevole saggio su Follia/delirio di Franca Ongaro Basaglia, e Franco Basaglia per l’originale e monumentale enciclopedia tematica Einaudiana. Merita citare il primo capitolo: Ragione e Follia per comprenderne sia la profondità di analisi degli autori, quanto la sua attualità. Non esiste storia della follia che non sia storia della ragione,Lo stesso sforzo di Foucault di seguire l’itinerario del silenzio o della parola del folle nei secoli, è ricerca dell’interpretazione di quel silenzio.o di quella parola, quindi monologo della ragione “sopra” la follia, “1961”. Leggi il resto dell’articolo »



Fotografie matte, nel labirinto della vita

14 01 2019

COPERTINA CATALOGO“Una fotografia è un soffio che frattura un vetro posato sul mondo… Il fotografo è un vetraio, ma anche un collezionista di vetri infranti, dietro ai quali appaiono fantasmi che ci attraversano”.
Non trovo espressione migliore di questa di Serge Pey, per esprimere quello che ho provato sfogliando le foto con le quali Pietro Basoccu racconta la vita di una casa-famiglia. Nel labirinto della vita, s’intitola il lavoro, dove le immagini, introdotte da una riflessione dello psichiatra Vittorino Andreoli, che è stupore di fronte a “fotografie matte” che “sono bellissime”, sono anche accompagnate dalla poesia di Serge Pey, poeta visivo e tante altre cose ancora.
Ho incontrato per la prima volta la bellezza delle fotografie di Pietro Basoccu, che è medico pediatra fotografo, nel racconto di un carcere della Sardegna, Captivi… dove il bianco e nero dipinge il grigio di un’ossessione, attraverso la quotidianità di dettagli che compongono vite che non riusciamo a immaginare, e forse neppure lo vogliamo… Leggi il resto dell’articolo »



L’ultimo cancello

10 01 2019

ristrettiNella rubrica delle lettere dal carcere dell’ultimo numero della rivista “Una città”, la lettera di Giovanni Zito, per la prima volta fuori dal carcere dopo un quarto di secolo, per un permesso di 4 ore. La sua emozione è la nostra emozione:
“Quando varcai l’ultimo cancello rosso del carcere, per avviarmi verso le otto ore libere dopo aver scontato un quarto di secolo in carcere non mi sembrava vero. Ad attendermi c’erano la dottoressa Ornella Favero, la sua assistente Francesca, la Rossella sorella della Favero ed un mio carissimo amico, Lorenzo, che ho abbracciato con molta emozione. Sono stati loro i miei angeli custodi per quel giorno. In macchina, seduto davanti vista la mia imponenza strutturale, mi sono goduto la vista guardando le distese d’erba che scorrevano nei miei occhi, il profumo degli alberi che m’investiva come un’onda… pochi chilometri, per arrivare nella sede esterna della redazione di “Ristretti Orizzonti”, dove si è svolto un incontro con alcuni professori per definire alcuni punti del progetto scuola-carcere, che seguo da cinque anni, insieme agli incontri che facciamo tra dentro e fuori il carcere per testimoniare delle nostre vite, le devianze ormai lontane del tempo della gioventù, e quel che siamo diventati oggi. Leggi il resto dell’articolo »



Concerto sul Piave

7 01 2019

gabbianBellissimo controcanto agli incontri del primo dell’anno, il racconto che ci regala Vittorio da Rios… fra l’eco di lamenti lontani, e il richiamo sfavillio d’ali..

“Ricordo una domenica di fine aprile negli anni novanta stavo arando del terreno: “quanti processi modificativi dopo l’invenzione dell’aratro 6000 anni fa si sono succeduti per rivoltare le zolle e preparare il terreno alla semina”, dentro l’alveo sinistro del Piave, terreno fondamentalmente fresco e di medio impasto anche se con presenze di aree ghiaiose.Il cielo limpidissimo e azzurro con la presenza di una lieve brezza, e in basso oltre la riva lo scorrere limpido e tranquillo giocando tra i sassi del Fiume Piave. Mi fermai spensi il potente trattore e in religioso silenzio lo osservai come era irriconoscibile cosi puro e quieto il sua andare a valle inesorabile da millenni.sfociando nell’Adriatico. Irriconoscibile da quando decenni prima si era tinto di piene anomale e tragiche colme di sangue di giovani creature italiani, austriaci, inglesi, scozzesi francesi ecc e molti provenienti dalle colonie africane.mandati a massacrarsi tra di loro. E il Piave a lavare questo orribile scempio fatto dall’uomo sull’uomo, raccogliendone assieme al sangue l’ultimo grido disperato di migliaia e migliaia di giovani al crimine da loro subito. Leggi il resto dell’articolo »



Incontri di buon augurio, fra terra e cielo, sulle orme di Francesco

6 01 2019

b2mf1assisibasilicagiottosfpreachesbirds.htmVe lo voglio confidare. L’anno si è aperto sotto i migliori auspici.
Immagino lo sappiate tutti. Il primo incontro della giornata, la mattina del primo giorno dell’anno nuovo, segnerà tutti i dodici mesi successivi. Sembra porti tanta fortuna incontrare un uomo col cappello, fortuna in amore incontrare una persona di senso opposto… e chi più ne ha più ne metta…
Siccome a tutte queste cose anch’io credo, sono sgattaiolata in strada che appena erano passate le nove, nel deserto che potete immaginare, dopo la notte più insonne dell’anno…
Ma, avevo appena svoltato l’angolo della stradina dietro casa per avviarmi lungo la cancellata che abbraccia il giardino di quel delizioso villino del quale ogni tanto vado a riempirmi gli occhi e l’anima… e ho visto un uomo che guardava amorevole alcuni piccioni, lì a becchettare molliche sul selciato intorno ai suoi piedi. Sembrava avesse con loro una certa confidenza, come contemporaneo san Francesco… Leggi il resto dell’articolo »



Wali, che ha rifiutato il Paradiso per non uccidere

30 12 2018

libro waliQuanto è lontano l’Afghanistan? Più lontano della luna, sembrerebbe…
Un pianeta grigio e pietroso su cui neppure vale più la pena di sollevare lo sguardo. Certo, capita di vederne brani, come squarci di paesaggi lunari di macerie, negli occhi e nella carne della sua gente martoriata. Ottomila le vittime solo quest’anno, e quasi tremila sono bambini, è la denuncia di Emergency. Ma per noi spesso sono solo numeri…
Eppure qualcosa può sempre cambiare, quando a quei numeri riusciamo a dare un nome e un volto. Ed è quello che ci aiuta a fare Atai Walimohammad, Wali per gli amici, fuggito dal paese ‘liberato’ dagli Usa (pronti oggi a un ambiguo ritiro) e venuto a vivere in Italia.
La primavera scorsa ci ha raccontato gli anni terribili dei bambini bomba e il prima ormai dimenticato (https://www.remocontro.it/2018/04/08/wali-e-lafghanistan-talebano-dove-ora-volano-i-bambini-bomba/). Oggi ci invita a non dimenticare il suo paese con un libro in cui narra la sua storia. “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere” (firmato insieme con Rosario Lubrano). La storia di un “infedele” che per il cammino della propria vita non ha visto altra via che quella indicata dal padre, Atta Mohammad, che era medico, psicologo, aveva come unico credo la conoscenza e la cultura, e per questo è stato ucciso. Leggi il resto dell’articolo »



C’è qualcosa che non va…

24 12 2018

Idomeni-Campo-18-1000x600Si fa davvero fatica quest’anno, ad accendere le luci del presepe. A pensarlo, anche, un presepe. Con le sue figurine, i pastorelli, gli animaletti, gli spruzzi di neve finta, gli sfondi di stelline, e la capannina con il suo compunto arredo di Maria, Giuseppe, bambino, bue e asinello…

Si fa davvero fatica. Se, guardandosi intorno, ecco: il presepe è già bello e servito…
Sotto le tende di fortuna delle famiglie lasciate per strada da guerre vicine e lontane, negli occhi dei bambini schiacciati dai mille Erodi, dalle contemporanee presunte guerre al terrore, dalle guerre di rapina di sempre, dalle guerre nostrane combattute a colpi di mura e di decreti…
Sarà per questo che quest’anno il presepe in Vaticano è stato scritto sulla sabbia.
Come le parole d’amore scritte sulla riva del mare, che sappiamo durare il tempo dell’onda che presto se le porta via, per subito nascondere l’antica bugia che pure ci ostiniamo ogni volta a ripetere…
Allora, quest’anno, facciamo un atto rivoluzionario. Non accendiamo le luci sull’ipocrisia dei nostri presepi. Leggi il resto dell’articolo »



Due cartoline d’auguri…

17 12 2018

gatto scrittoreDue brevi appunti, che Gatto Randagio ci invia, come biglietti d’augurio per le feste alle quali, convinti o recalcitranti, siamo comunque tutti invitati a prepararci… Una riflessione sul dono, e una cartolina da e per il Mondo di sotto.

Giornata bigia di pioggia, l’altro ieri. Il Gatto ne ha approfittato per restare in casa, a tentare di stilare l’elenco dei libri che regalerà per Natale. Tranne rare eccezioni, tende a donare solo libri, il Randagio. Che non è affatto scelta facile o sbrigativa. Con il dubbio di sempre: cercare il titolo giusto per ciascuno, o affliggere tutti con il libro che più, nell’anno, gli ha fatto battere il cuore… Ricorda ancora i sorrisi spenti di quando ha distribuito a tutto spiano racconti dal carcere. “Come fossero stati invece entusiasmanti quelli ricevuti in cambio, di libri!”, si è detto. Poi subito vergognandosi di questo pensiero cattivello…
E per riparare si è messo a sfogliare l’ultimo libro scritto dalla teologa Adriana Zarri, “Un eremo non è un guscio di lumaca”, per ripescare una riflessione, che gli era stata sottolineata da altra scrittrice, Gabriella La Rovere, sul dono. Ascoltate… Leggi il resto dell’articolo »



44 matti e i musicanti di Brema

10 12 2018

musicanit...Permettete un’autocitazione. “C’era una volta e c’è ancora adesso”, era il titolo di una trasmissione radiofonica messa su per radiouno insieme a Daniela Morandini. Leggere la realtà dell’oggi attraverso gli archetipi delle fiabe. Tra le tante fiabe attraversate, “I musicanti di Brema”, dei Fratelli Grimm, storia della fuga da un destino di morte e dall’ottusità di chi dà valore a solo a ciò che gli serve. Quale storia migliore per raccontare il viaggio che alcuni anni fa fecero 44 “matti” partiti da Roma destinazione il Parlamento Europeo, per chiedere la fine dei manicomi. A guidarli lo psichiatra Luigi Attanasio che, questa settimana in cui si è celebrata la giornata mondiale della salute mentale, in questo racconto vogliamo ricordare con affetto e nostalgia…

Bisognerebbe ricordarle ogni giorno, certe questioni, insieme alle persone la cui vita tutta è tesa a trovare strade per aiutare chi altrimenti, in questa società crudele e distratta, sarebbe solo.
Pensando a Luigi Attanasio, Gigi per gli amici, psichiatra, scomparso poco meno di tre anni fa, che è stato responsabile di un servizio pubblico a Roma, una lunga militanza in Psichiatria democratica, della quale è stato anche presidente, medico “del territorio”. Solo persone dal pensiero colto e radicale come il suo potevano partecipare al gioco che gli abbiamo un giorno proposto, e farsene attore. Entrare in una fiaba, che raccontasse in qualche modo anche una sua, di fiaba. Naturalmente insieme ai suoi “mattarelli”. E abbiamo scelto “I musicanti di Brema”, dei fratelli Grimm.
Le fiabe, sapete, non stanno mai ferme, Leggi il resto dell’articolo »



Storia di Antonia

9 12 2018

antoniaUn appuntamento…
il 17 a Roma, Storia di Antonia….