44 matti e i musicanti di Brema

10 12 2018

musicanit...Permettete un’autocitazione. “C’era una volta e c’è ancora adesso”, era il titolo di una trasmissione radiofonica messa su per radiouno insieme a Daniela Morandini. Leggere la realtà dell’oggi attraverso gli archetipi delle fiabe. Tra le tante fiabe attraversate, “I musicanti di Brema”, dei Fratelli Grimm, storia della fuga da un destino di morte e dall’ottusità di chi dà valore a solo a ciò che gli serve. Quale storia migliore per raccontare il viaggio che alcuni anni fa fecero 44 “matti” partiti da Roma destinazione il Parlamento Europeo, per chiedere la fine dei manicomi. A guidarli lo psichiatra Luigi Attanasio che, questa settimana in cui si è celebrata la giornata mondiale della salute mentale, in questo racconto vogliamo ricordare con affetto e nostalgia…

Bisognerebbe ricordarle ogni giorno, certe questioni, insieme alle persone la cui vita tutta è tesa a trovare strade per aiutare chi altrimenti, in questa società crudele e distratta, sarebbe solo.
Pensando a Luigi Attanasio, Gigi per gli amici, psichiatra, scomparso poco meno di tre anni fa, che è stato responsabile di un servizio pubblico a Roma, una lunga militanza in Psichiatria democratica, della quale è stato anche presidente, medico “del territorio”. Solo persone dal pensiero colto e radicale come il suo potevano partecipare al gioco che gli abbiamo un giorno proposto, e farsene attore. Entrare in una fiaba, che raccontasse in qualche modo anche una sua, di fiaba. Naturalmente insieme ai suoi “mattarelli”. E abbiamo scelto “I musicanti di Brema”, dei fratelli Grimm.
Le fiabe, sapete, non stanno mai ferme, Leggi il resto dell’articolo »



Storia di Antonia

9 12 2018

antoniaUn appuntamento…
il 17 a Roma, Storia di Antonia….



Sogni lucenti tra mura bianche di cemento

3 12 2018

Copertina FARINA_Layout 1Riflettendo sui meccanismi dell’informazione, specie delle news, a volte delle macchine che tutto travolgono. Un ricercato finalmente veniva consegnato alla giustizia, e tutto per me finiva lì..
E invece, e invece… molti anni dopo ho capito che quando si chiudono le porte di un carcere, le storie non finiscono, ma lì cominciano.
Incontro con Giovanni Farina, implicato nel sequestro Soffiantini, accusato e poi assolto per l’omicidio dell’ispettore dei Nocs, Donatoni. Una vicenda dalle tante ombre. E due libri, per tentare di capire qualcosa di un uomo e del nostro paese.

Ricordate la vicenda del sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini? Era la fine degli anni ’90. L’ultima “zampata” dell’Anonima, si disse. Fra i coinvolti, Giovanni Farina, che nel mio vagare fra carceri e detenuti ho conosciuto. Prima attraverso una lunga corrispondenza, poi ho l’ho anche incontrato, dopo aver curato un libro con suoi testi. Racconti, riflessioni, poesie.
Farina è persona che scrive molto, e bene. Mi aveva colpito subito, perché oltre a raccontarmi della sua condizione, la fatica, le speranze, i momenti di sconforto… mi mandava di tanto intanto racconti. insieme a considerazioni sulla vita e sul mondo. Scritti molto profondi. Poesie anche qua e là…
La corrispondenza con chi è in un carcere all’inizio è molto cauta, come se ci si annusasse a distanza, poi accade che si “apre”… così è successo con la valanga di scritti e testi che Giovanni Farina mi ha mandato. Perché Giovanni (ormai ci diamo del tu) sembra aver registrato istante per istante tutta la sua vita. Leggi il resto dell’articolo »



A furor di ruspe…

26 11 2018

ruspe bambino“Una ruspa è una macchina per la movimentazione di terra, adatta per lo spianamento superficiale, è in grado di tagliare a spessore il terreno, caricarlo, trasportarlo e scaricarlo. Composta da un rimorchio trainato da un trattore, normalmente entrambi gommati, attualmente a due assi ma storicamente a tre. Il rimorchio ha il cassone mobile, con la parte bassa dotata di un bordo frontale tagliente, che va sostituito periodicamente per l’usura…”
Giusto per capire bene di cosa parliamo, anche perché leggo, sempre su Wikipedia, che “spesso, erroneamente, nei quotidiani e nei programmi televisivi viene definita ruspa ogni macchina da cantiere”.
Curiosità legittima oggi che la parola “ruspa”, brandita come minaccia, sembra andare molto di moda, troppo… e più che a macchina da cantiere (qualunque essa sia) il pensiero corre subito a strumento comunque atto a “far pulizia”, soprattutto di quegli insediamenti un po’ sbrindellati che turbano i nostri orizzonti urbani… in poche mosse spianati con gesti di meccanica violenza, che come pochi graffiano l’anima…
C’è da chiedersi in quante notti insonni entri paurosa l’ombra delle ruspe, ultima versione dell’Uomo nero, per i diseredati dell’oggi. E magari fosse solo mostro immaginario da evocare per far paura ai bambini che non fanno i bravi…
L’avrebbe mai immaginato l’uomo che l’inventò ottantotto anni fa, Robert Gilmour Le Tourneau, che tanto cupo successo avrebbe avuto di questi tempi? E che tempi… Leggi il resto dell’articolo »



a proposito di sirene…

19 11 2018

sirene in piscinaE a proposito di sirene, mi permetto di riprendere l’intervento di Vittorio da Rios… sempre pieno di riflessioni e indicazioni… questa volta pieno, anche di dolcezza… con un grande grazie… ecco:

Le Sirene. Le Sirene in fondo stanno sempre nel nostro inconscio, presenti e a cui ci rivolgiamo quando l’odierno squallore ci è insopportabile.Icona dell’opera di Omero fonte di inganni e tribolazioni per Ulisse.Figura della mitologia greco-romana rappresentante in aspetto di donna giovane e bella nella parte superiore del corpo e di uccello nella parte inferiore.solo nel medioevo in poi rappresentata invece con la parte inferiore a forma di pesce.Cui si attribuiva un canto melodioso e incantatore che attirava i naviganti per fargli perire nei gorghi del mare. Mitologia continuativa e prodroma degli effetti degenerativi fino all’oggi nel considerare l’universo femminile fonte e causa del “peccato”tentatrice e corruttrice dell’uomo.Di cui i testi fondativi le tradizioni religiose per irrazionali e dogmatiche interpretazioni ne sono causa e fonte principale. Mio padre che non aveva letto Omero né aveva sentito il bisogno di comprendere la mitologia greca-romana,aveva però una sua idea positiva da saggio e pratico contadino delle sirene che non avevano i denti aguzzi ne erano portatrici di inganni e distorsioni tra uomo e donna, e portava un grande rispetto.quanto attenzione. Leggi il resto dell’articolo »



tante sirene dai denti aguzzi

19 11 2018

sirene...Lo ammetto… ogni settimana, appena arriva la rivista Internazionale (siamo abbonati), io e il Gatto corriamo subito alle ultime pagine per leggere, ebbene sì, l’oroscopo di Rob Brezsny. Divertenti, provocatorie, fuori dall’ordinario, le previsioni-profezie dell’astrologo americano…
Come tutti quelli che fingono di leggere senza crederci o sperarci appena un po’, spesso ci troviamo alquanto spiazzati… Ma questa settimana forse era proprio quello che ci serviva per rianimarci un po’… O almeno così abbiamo creduto…
Vi leggo. Pesci:

<Hunter S.Thompson, creatore del cosiddetto giornalismo gonzo, cioè ironico e molto personale, non sempre era stato così folle. All’inizio della sua carriera si sforzava di usare una prosa seria e misurata. Quando decise di rinunciare a quello stile per un altro più disinibito, disse che era stato “come cadere nella tromba di un ascensore e atterrare in una piscina piena di sirene”>.

Per noi Pesci, dunque, Brezsny vede e prevede che in futuro ci accadrà qualcosa di simile. Metaforicamente parlando, ovvio.
Stupefacente, abbiamo pensato! Sembra abbia percepito, il Brezsny, qualcuno rimbrottarci… “non se ne può più… a randagiare sempre fra i vicoli delle nostre miserie quotidiane… a rimestare cupi fra i rifiuti di prigioni, campi rom, mattarelli, migranti… il troppo insistere su certi argomenti, non è detto aiuti sempre la causa…”. E ancora… “il tema che piace tanto a te può piacere meno a chi ti legge…, e un po’ di attenzione sarebbe anche bel gesto di democrazia comunicativa…”
Noi, io e il Randagio, ci siamo confusi… e Leggi il resto dell’articolo »



Se la clemenza muore…

12 11 2018

untitled“Nell’iconografia della giustizia, è come se i gigli e i rami di olivo intrecciati alla spada si fossero ormai essiccati”…
Sempre ricco di metafore quanto mai appropriate il linguaggio di Andrea Pugiotto, docente di Diritto Costituzionale, che nel cammino che ho da qualche tempo intrapreso per cercare di capire qualcosa a proposito di delitti e di pene, è diventato irrinunciabile punto di riferimento… sempre più convinta che nella Costituzione è la ragione prima delle risposte da trovare…
Le sue riflessioni mi arrivano oggi con gli atti di un incontro, da Pugiotto introdotto, a proposito degli istituti di clemenza.
Immagino già… “Amnistia, indulto, grazia, commutazione della pena… che cosa contro corrente! Con tutto il bisogno di sicurezza che abbiamo… ancora si parla di atti di clemenza?”
Ma visto che qui si rema contro…
Impossibile riassumere il ricchissimo, complesso dibattito dell’incontro, che vale la pena di leggere nel libro che ne raccoglie gli atti. “Costituzione e clemenza” (a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Andrea Pugiotto, editore Ediesse, per La società della ragione). Un testo utilissimo anche per capire qualcosa di noi e del nostro paese.
Solo alcune annotazioni. Leggi il resto dell’articolo »



Venti…

5 11 2018

safe_imagedove soffia il vento….



IL vento, respiro di vita

5 11 2018

vento 2Invito a perdervi in questa foto che trovo bellissima… (quante preziose cose si incontrato in questi amatissimi detestatissimi “social”). L’autore è Mauro Stefano Lorenzo, ed è stata scattata a Catania, ma il suo vortice porta ben oltre…
Case su cui sembra passata una guerra… la guerra del tempo e dell’abbandono… case arrugginite, scarrupate, devastate. Morte, diresti… Invece la vita è ancora lì, che urla la sua presenza, la sua forza, la sua vitalissima bellezza… è tutta in quel fantasma di vento che veste i panni dell’aria… per dire che sì… che anche quelle mura scrostate, al passaggio del respiro della terra, si aprono al sorriso, di finestre sberciate…
Non è facile catturare il vento, che è invisibile ma si svela prendendo la forma di ciò che muove. Vestito del nitore di panni stesi, è il segreto del coinvolgimento emotivo della foto di Mauro Stefano Lorenzo, quel punctum di cui abbiamo imparato nella lezione di Roland Barthes.
Il vento… Leggi il resto dell’articolo »



Aspettando gli avi

30 10 2018

Locandina definitiva“Si narra che la notte dei santi tutti i morti escono in processione. Noi viventi per vederli possiamo accendere un cero in loro rispetto alla finestra o al balcone. Chi vuole può persino invitarli a cena imbandendo la tavola con ogni ben di dio fino all’indomani. I morti ritornano con le loro animelle sotto forma di palombelle dai colori e dalle forme indistinguibili tra l’umano e il divino”… Lo racconta, e davvero con tutta l’anima ci crede, Annarita Persechino. E noi che come lei ne siamo convinti, salutiamo con piacere e riconoscenza l’appuntamento che anche quest’anno ci propone…
A Minturno. Aspettando gli avi… un viaggio attraverso leggende, miti, poesie e canti della tradizione aurunca. Per ricordare che dovremmo curare tutti meglio il rapporto con le nostre tradizioni. Ognuno tenendo vivo il fuoco di quelle che sono l’anima della propria terra.
Annarita Persechino lo fa invitandoci a celebrare ancora una “notte degli avi”, quest’anno alla sua ottava edizione, una serata nella luce… “nella tradizione aurunca del tempo che fu”, un progetto di luce e luci… per non dimenticare tradizioni e riti di un tempo in cui c’era sempre un momento per ricordare chi non c’è più, e con affetto e riconoscenza davvero si “festeggiavano i morti”.
Anche quest’anno un incontro fra musica e parole… Leggi il resto dell’articolo »