reggiseni, burkini e veli….

29 08 2016

fr.burkA proposito di burkini… che pure, considerando quel che accade nel mondo, il discutere che ne è nato intorno a tratti assume toni surreali… ma ho trovato così tragicamente vera, che più non si può, la vignetta ripresa dal numero di internazionale della settimana scorsa. Un riquadro diviso in due. A sinistra c’è una donna in topless e un vigile la ferma, per farle una multa e intimarle: “signora, è vietato. Si rivesta!”. Una data indica il 1966. Nel riquadro a destra, mezzo secolo dopo, stessa spiaggia stesso mare, la donna è ben coperta dal burkini e c’è un poliziotto che la ferma: “signora, è vietato. Si svesta”.
Fulminante vignetta che punta il dito su quel tratto di spiaggia dove implodono le nostre contraddizioni.
Diciamo la verità, un bel paradosso… oggi che mostrare liberamente il proprio corpo in spiaggia (e non) è cosa tanto acquisita che ci si dimentica che quei primi topless erano rivendicazione di libertà di scelta personale.
Ma c’è anche un altro punto che la vignetta ben sottolinea. (…= Leggi il resto dell’articolo »



Le parole allucinate

24 08 2016

Sarà una fissazione, ma ancora sulle parole questa settimana riprendo appunti. Per una riflessione,e tanti dubbi. Seguendo questa volta, come immagino moltissimi, una gara olimpica…
Negli istanti dello sprint che ha portato alla vittoria uno dei nostri atleti, come sempre la voce del telecronista si agita, si eccita, urla, sbraita, si spertica, immagino, nel trovare aggettivo che più non è possibile… Al che, un gatto per quanto randagio ogni volta s’interroga perplesso su quei toni slabbrati da infarto. Ma questa volta il gatto, insieme al gruppetto di amici che erano lì davanti alla tv, ha proprio avuto un sussulto quando il cronista ha urlato, che sembrava gli scoppiassero le vene: “ALLUCINANTE! ALLUCINANTEEEE!!!”. Che, permettete, ma s’è pensato a un guaio …
E discuti di qua, ricerca di là, si scopre invece che in gergo “giovanile” ( e fam.) la parola avrebbe assunto un significato praticamente opposto all’originale, e ordinario, che conosciamo tutti (almeno si spera): “cosa che colpisce spaventando, impressionante, pauroso. Es: immagini allucinanti”…
Non pensiate stia qui a fare lezioni da maestrina, ma mi riesce difficile allontanarmi dall’etimologia della parola, che parla di inganno, vaneggiamento… come effetto di allucinogeni, appunto, “capaci di alterare in modo netto le percezioni, i pensieri e le sensazioni”. E quel che viene in mentre, è che da allucinazioni verbali siamo tragicamente sommersi.
“Allucinante?”.. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Le Cayenne italiane

19 08 2016

cayenneMi è arrivato oggi… “Le cayenne italiane. Pianosa, Asinara: il regime di 41bis”. di Pasquale De Feo  ( per la collana, curata dall’Associazione Liberarsi, L’evasione possibile, editore Sensibile alle Foglie).  Spiega  De Feo: “Questo libro raccoglie testimonianze di persone che hanno trascorso anni e anni in regime di 41bis. Di cosa si tratta nello specifico capirete dai loro racconti. E’ cosa che va oltre quanto è possibile immaginare scorrendo le pur inumane restrizioni a cui detenuti in regime di 41 bis sono sottoposti… Ma tanta brutalità non nasce dal nulla. Nei miei lunghi anni di carcerazione ho letto e riletto della storia d’Italia interrogandomi sulle cause delle condizioni del nostro Sud e della gente che lo abita. E’ una storia, ho capito, che parte da molto lontano”. .
E ci vuole coraggio a leggere, come coraggio c’è voluto a raccontare, a ricordare… Ma è un pezzo della nostra storia, di cui non si parla, che non può essere ignorata.

Da qualche anno ho con Pasquale una densa corrispondenza. Questa è la post fazione che suo libro ho volentieri fatto: “Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi (…) Leggi il resto dell’articolo »



Canto di ferragosto….

15 08 2016

sirenettaSarà il caldo… sarà il mare… Un vizio di mezz’agosto: scorrere pagine di appunti presi nel tempo sulle Sirene, che è miraggio che tutti, diciamo la verità, abbiamo cercato, scrutando l’orizzonte. Proiezioni di sogni, affascinanti e oscuri, dentro di noi…
Vedete? Quel riflesso guizzante sulle onde… Già vi tendete, sperando, e temendo, di sentire arrivare il canto, ma… “Ora, però, le sirene hanno un’arma ancora più fatale del canto, il loro silenzio”. Così Kafka, che arriva a squarciare, con i lividi lampi delle sue visioni, verità a noi contemporanee. Come solo i profeti sanno fare. Un silenzio, ci suggerisce Kafka, anche antico, se, rileggendo la storia di Ulisse, ipotizza che l’eroe greco “credette” che le sirene cantassero, ma non udì il loro silenzio… mentre “mai così belle, si tesero e si torsero, lasciarono ondeggiare liberi nel vento i loro orridi capelli. Aprirono, nudi, gli artigli sulle rocce. Non volevano più sedurre, volevano soltanto afferrare, finché era possibile, il riflesso lucente degli occhi immensi di Odisseo”.
Per capirne qualcosa, e attraversare la storia degli infiniti riflessi lucenti che le sirene avessero nel tempo afferrato, sono finita per inciampare in un fantastico testo: “Il libro delle Sirene”. L’autrice è Meri Lao, donna che vive a cavallo fra più mondi e più complessa e ricca e profonda non si può… Leggi il resto dell’articolo »



Inferni…

12 08 2016

fine-pena-maiLeggete… brani di lettere, da carceri sparse qua e là… raccolte da Carmelo Musumeci, Luoghi e persone diverse…un unico grande inferno…

Viene voglia di staccare la spina e smettere di elemosinare un po’ di speranza.
(Frase scritta sulla parete di una cella di un ergastolano).

Penso che il carcere sia un’invenzione stupida perché non migliora ma invece peggiora i suoi abitanti, mentre non stimola nessuna riconciliazione fra vittima e carnefice. Inoltre, dopo tanti anni di carcere, la pena non ha più nulla a che vedere con il recupero sociale.
Questa è la prima estate senza Marco Pannella e la sua mancanza si sente. Credo che ad agosto nessun politico di spessore girerà per le carceri come faceva lui per ricordare che in Italia esistono ergastolani per i quali, attualmente, non è prevista la concessione di alcun beneficio. E per questi reclusi la condanna all’ergastolo risulta fissa ed immodificabile.
La nostra Costituzione assegna alla pena una funzione rieducativa e non vendicativa. Ma quale beneficio rieducativo potrà mai apportare una pena perpetua? La pena dell’ergastolo, più che imprigionare il corpo, uccide la vita perché è, nello stesso tempo, una pena di morte e una tortura. E non è facile migliorare e cambiare quando hai solo la possibilità d’invecchiare, morire e soffrire in una cella. In questa torrida estate ho pensato di scrivere ad alcuni ergastolani sparsi nelle nostre Patrie Galere per raccogliere pensieri e testimonianze e farli conoscere all’opinione pubblica. Ecco cosa mi hanno scritto alcuni di loro:
– Gli ergastolani più fortunati si creano ogni giorno un mondo interiore costruito sul sale di tutte le loro lacrime. Io, invece, mi sono stancato di sperare. È meglio non avere speranza che nutrirne di false. Tanto, con la condanna all’ergastolo, la vita non vale più nulla: (…) Leggi il resto dell’articolo »



uomini infami….

8 08 2016

riva fataleNe sarete stati turbati anche voi, vedendo le immagini trasmesse da una tv australiana che tanto scandalo hanno suscitato in Australia e non solo. Un ragazzo incappucciato, a torso nudo, legato per due ore a una sedia… solo una delle continue umiliazioni subite da adolescenti nel carcere minorile Don Dale a Darwin, nel Territorio del nord, stato dell’Australia con un altissimo tasso di carcerazione, dove il 30 per cento della popolazione è aborigena… dove soprattutto aborigeni, come il ragazzo del video, sono le persone in carcere.
Mi ha riportato, questa terribile storia, a un libro che mi ha accompagnato durante tutto lo scorso autunno e che, permettete, vorrei proporre come lettura d’agosto. C’è bisogno di tempo, ma vi assicuro, se appena lo aprite, non ve ne staccherete prima si arrivare all’ultima delle sue settecentoquindici pagine (appendici e note escluse). Ad ogni capitolo chiedendovi: come è possibile?
Parlo de “La riva fatale”, che è la storia “di come l’Europa concepì l’idea di trasformare un continente, l’Australia, in un immane campo di concentramento”. L’editore Adelphi, l’autore Robert Hughes, che è critico d’arte del Time e, nato in Australia, ha voluto scrivere una poderosa epopea della fondazione del suo paese.
“Nell’anno 1787, ventottesimo del regno di Giorgio III, il governo britannico inviò un flotta a colonizzare l’Australia” (…) “ora questa costa sarebbe stata testimone di un esperimento coloniale mai tentato prima e destinato a restar unico nel suo genere: Un continente inesplorato sarebbe diventato una prigione,. Lo spazio che lo avvolgeva, l’aria stessa, il mare, l’intero labirinto trasparente dell’Oceano Pacifico meridionale, sarebbero diventati una muraglia spessa ventiduemila chilometri”.
Inizia così un viaggio sconvolgente (…) Leggi il resto dell’articolo »



Se la tortura non esiste….

1 08 2016

torturaLe parole… sembra proprio che a volte facciano tanta paura, per tutta la storia che sottendono. Tanta paura da far venire l’idea, per difendersene, di provare a distorcerne il significato. Quale tentazione più forte in un paese i cui legulei tanto bene Manzoni ha tratteggiato nella figura dell’avvocato Azzeccagarbugli, così pronto a mescolare carte e parole, per tirar fuori dai guai chi ha fatto qualche bravata di troppo…
“…Purché non abbiate offeso persona di riguardo, intendiamoci, m’impegno a togliervi d’impiccio: con un po’ di spesa, intendiamoci. Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.(…)”,
Pensando e ripensando al tanto agitarsi nel nostro parlamento intorno alla parola “tortura”… che a quasi trent’anni dalla precisa definizione che ne ha dato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ( che l’Italia ha ratificato) oggi nel nostro paese ancora sembra non sia chiaro cosa debba intendersi. E davvero imbarazza ripercorrere il dibattito che c’è stato.
Solo un appunto, per ricordare che (…) Leggi il resto dell’articolo »



Benny and Herry

27 07 2016

1benedetta percussionistaLeggendo… dell’arrivo per l’autunno dell’ennesimo libro di avventure di Harry Potter. Siamo a quota otto e, devo confessare, mi sono spesso chiesta quale sarà mai il fascino di questo ragazzino dagli occhiali tondi da primo della classe, nel cui mondo magico, ammetto, non sono mai riuscita a penetrare…
Ed ecco che una porticina, magia!, mi si apre proprio l’altra notte. Leggendo un altro libro che al maghetto della Rowling rimanda già nel titolo: “Hallo Harry! Hi Benny!” (Mursia l’editore) di Gabriella La Rovere che ( ricordate?) si è già affacciata in queste pagine… medico ma, come lei stessa dice, forse l’unico medico ad avere un solo paziente, sua figlia, che è una ragazza autistica. Benny è lei, Benedetta, ed Harry è proprio Harry Potter, il suo personaggio preferito nel quale a tratti si trasforma per sfuggire a una realtà che la spaventa. Benedetta, racconta Gabriella, da quando la schizofrenia è entrata nella sua vita, si trasforma in Harry Potter, inforcando occhiali rotondi e persino cambiando tono di voce, spesso “usando un’inflessione anglofona che la fa assomigliare alla romantica donna inglese, vecchio personaggio di Montesano”.
Sorridete, sì… ho sorriso anch’io, immaginando… Ma questo cambiamento “sancisce la risoluzione di un conflitto di ansia, proprio grazie alla sua magia”.
Così Gabriella ha avuto un’idea fulminante: (…) Leggi il resto dell’articolo »



Ancora per Claudio

24 07 2016

E questo è ciò che scrive Paolo Rausa che il racconto della giornata di laurea di Claudio Cionte ha letto per intero, …. Battaglia per la giustizia e la libertà, la tesi di laurea di Claudio Conte discussa in carcere .,

Dike, la Giustizia, fu l’ultima ad abbandonare la terra, scrive Virgilio nelle Georgiche. Eppure ci sarà un giudice a Berlino che possa rendere giustizia al contadino bavarese malversato dalle autorità ricorda Claudio Conte nella sua tesi di laurea in Diritto Costituzionale dal titolo impegnativo: ‘Profili costituzionali in tema di “ergastolo ostativo” e benefici penitenziari’. Non è iniziata nel migliore dei modi questa sessione, che non si è svolta in un’aula dell’Università di Catanzaro, ma nel carcere. Negato il diritto ad uscire pe recarsi in Università perché il Giudice di Sorveglianza ha ritenuto concedibile il permesso solo per ‘eventi negativi’ e non anche per ‘eventi positivi’. Una decisione che ha spinto Claudio Conte al digiuno per nove giorni. Il professore Luigi Ventura, che presiedeva la Commissione esaminatrice era preoccupato: ‘Ma è vero che stai facendo lo sciopero della fame? L’ho letto sui giornali.’ Claudio lo tranquillizza: ‘L’ho dovuto sospendere il giorno prima per affrontare l’esame’. ‘Ah! meno male… (…) Leggi il resto dell’articolo »



Lettera a Claudio

23 07 2016

e questa è la lettera che Vittorio da Rios ha scritto per Claudio Conte, dopo aver letto il suo racconto dove parla del giorno di laurea…
Per la cronaca. intanto, Claudio è stato trasferito. Da Catanzaro è stato spedito a Parma…

Caro Claudio ho letto con estremo interesse e non lo nego commozione le tue pagine ricevute da Francesca, infaticabile divulgatrice e interprete di straordinarie storie come la tua. Ti dirò che da un po’ di tempo le cose che mi prendono prima ancora che Culturalmente—l’anima e il mio essere nella sua cifra più profonda–, sono le pagine Scritte da uomini a cui la vita ingiustamente ha posto innanzi a indicibili calvari, e che si ritrovano sommersi a vita tra tonnellate di cemento e porte blindate, tipico prodotto di un archetipo culturale giuridico repressivo in cui è il soggetto singolo a dover darne conto, non invece la organizzazione della società in cui e maturata la tragedia. Da tempo fuori da qualsiasi –dogma—accademico mi pongo il problema delle responsabilità collettive anziché individuali. Della totale inutilità di grande parte dell’attuale paradigma culturale giuridico, come pure dell’immenso corpus legislativo. Mentre ti leggevo (…) Leggi il resto dell’articolo »