“Mai un’arma può tagliare a pezzi l’anima né il fuoco può bruciarla; l’acqua non può bagnarla né il vento inaridirla. L’anima individuale è indivisibile e insolubile; non può essere seccata né bruciata. E’ immortale, onnipresente, inalterabile, inamovibile ed eternamente la stessa”.
Due versi della Srimad Bhagavad-gita … Krishna canta al suo discepolo, Arjiuna, le glorie dell’anima individuale… e questi versi, come tutti i testi sacri degli Hare Krishna, il movimento induista, oggi sono accessibili in rete, anche per chi non vede, grazie al sito www.sathyaananda.it costruito e messo in linea da Luca Pistolese, cultore di religioni orientali ed esperto di informatica. Luca, cieco dalla nascita… non è facile esserlo ma, dice, questo portale è fonte di luce… Vi sono compresi anche i testi del maestro spirituale indiano scomparso nel 1977 che aveva fondato il movimento, un lavoro che è costato molto impegno, molta fatica, iniziato quando, anni fa, aveva iniziato a leggere i testi che ora, dal suo sito, affre a tutti. I testi sono in italiano e in sanscrito, e la biblioteca é fruibile sia tramite la cosiddetta barra braille sia attraverso la sintesi vocale. Insomma, grazie al suo lavoro, quello di cui Luca Pistolese fa parte, è il primo movimento religioso ad avere messo tutte le scritture online per chi non vede…. e questo lavoro aggiunge una pagina importante al patrimonio culturale e di informazione oggi accessibile ai ciechi. Ma c’è una cosa importante che Pistolese vuole sottolineare, e di cui va molto orgoglioso: questo sito è stato pensato proprio per tutti, e chiunque può accedervi, consultare riviste del settore, seguire corsi…
La cecità… Ha detto Luca Pistolese che la sua cecità gli ha insegnato a capire che cos’è la dipendenza, e ad amare questa dipendenza…. che poi è esattamente il contrario di quello che ci viene insegnato fin dalla nascita… la vera cecità, ancora sottolinea, è la mancanza di una visione spirituale. E questa, aggiungo, è cosa che tutti i testi sacri, tutte le religioni sanno insegnare… Un invito dunque ad aprire gli occhi, quelli veri, quelli dell’anima… e ognuno trovi la sua…
Il 27 gennaio torna il ricordo della Shoah, lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti … e c’è uno sterminio di cui raramente si parla. Quello delle persone disabili, “vittime dimenticate”, come i rom, gli omosessuali, i testimoni di Geova… “ascoltate” questa poesia… l’ha scritta Nicoletta, piccola amica di Giovanna Cantoni, l’ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione, si è già affacciata con i suoi ragazzi su questa riva…, che ha raccolto poesie di bambini disabili di tutta Italia
Da una riva di mare, appena appena più a nord, questo invito a navigare, e a imparare a farlo, anche quando si è uomini di terra…
“Vorrei entrare in una sala piena di gente e vorrei che nessuno si accorgesse di me. Vorrei che la gente per strada non mi guardasse come un marziano, ma come se fossi un bambino come gli altri, perché anche la mia mamma mi ha detto che sono un bambino come gli altri”… “non riesco a immaginare il mondo che vorrei.. vorrei non dover pensare al futuro insieme ala mia malattia” … “Nel mio mondo ideale vorrei che tutti potessero uscire di qui. Oppure rimanervi, ma da bimbi sani”…
Ecco, l’integrazione si è compiuta… Più che con le parole e le buone intenzioni, più che con la conoscenza, cercata magari attraverso il sapore dolciastro dei nidi di rondine e degli involtini primavera, magari sull’onda sinuosa della musica delle feste… , si è compiuta con lo spietato omicidio di una bambina e di suo padre, nel negozio del quartiere romano di Torpignattara che l’uomo gestiva. Un uomo e la sua bammbina che erano cinesi. Ma erano, soprattutto, un pezzo di questa città, nelle sue maglie, nel bene e nel male, come tutti, imbrigliati… Benvenuti, tutti, nell’anno del Dragone demoniaco guardiano di tesori nascosti…