… e così, tutti concentrati su quel che accade in Libia, bombardamenti sì, bombardamenti no, comando io comandi tu, bombardamenti, comunque, infine… e con un occhio, sempre più distratto a dire il vero, al Giappone, neppure abbiamo fatto caso alla tensione cresciuta in terra di Palestina. Oggi, questa cronaca dalla striscia di Gaza, che invia Vittorio Arrigoni, che sempre, ostinatamente, nonostante tutto, firma i suoi messaggi con questo invito: “restiamo umani”.
“…i 300 metri di corsa piu’ disperati della mia vita, sotto caxxo di droni ed elicotteri apache. Energia tagliata su tutta Gaza city, sono riuscito a rifugiarmi in un appartamento dotato di generatore per l’ energia elettrica. Poco fa, elicotteri apache hanno lanciato una decina di missili nei pressi del porto. Bombardamenti a tappeto lungo tutta la Striscia. Bombardamenti nell’area residenziale di Sheikh Ejleen. Colpite la centrali elettrica di Gaza city. Siamo avvolti dall’oscurità, terrore fra la popolazione civile. Sembra di vivere la vigilia di un nuovo Piombo Fuso”.
Aggiornamenti costanti qui: http://.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451
Celebrando, in questo inizio di primavera, la Giornata Mondiale della Poesia. Con questi versi, di Grazia Frisina.

Salutando, questa domenica un pò grigia, un pò quasi primavera, anche se finge di non esserlo… Una riflessione di Daniela Morandini, a proposito di saluti, salutare, salutarsi… Per pensarci un pò, guardandosi intorno, e guardandosi nel cuore…
Un anno dopo…
Forse per questo spalancava sempre gli occhi, per farcelo entrare tutto intero il paesaggio di quel suo sogno. Ho conosciuto Ugo Sasso proprio il giorno di un suo compleanno. Di passaggio a Roma insieme con Wittfrida. E’ arrivato nascosto dietro un grandissimo mazzo di fiori. Erano lilium, lo ricordo ancora, bellissimi. Per la padrona di casa. Me li ha porti con gesto da signori d’altri tempi, emzionante, raro…
Raccontare con le parole e con le mani è un cofanetto che raccoglie piccoli dialoghi, filastrocche, ninne nanne, … brevi storie pensate per piccoli italiani e stranieri, udenti e sordi, segnanti e non… in linea con il coraggioso e affascinante progetto editoriale della casa editrice Sinnos. Mente e autrice ne è Marisa Bonomi, psicoterapeuta infantile, che per aiutare a comunicare un piccolo sordo, italiano o straniero che sia, ha scelto la dimensione del racconto, la via, dice in qualche modo, per arrivare al cuore, per costruire un varco che è anche fra culture. E la lingua dei segni, in queste pagine, fa da ponte fra l’italiano, l’indi, l’arabo… Una lingua importantissima, questa lingua dei segni. Per un bambino sordo strumento ben più naturale per comunicare, per costruire un ponte, soprattutto, fra mamma e bambino, un ponte di parole che nascano fra loro leggere… Peccato, ricorda Bonomi, che questo prezioso strumento sia piuttosto osteggiato, soprattutto in Italia, dove il bambino sordo è un bambino malato, dove la risposta tende ad essere quella medica. Dove si vorrebbe che si imparasse subito, e presto, a parlare… che una società di udenti vuole tutti adeguati al suo unico linguaggio. E a volte può anche essere un risultato raggiungibile, ma non sempre lo è… sicuramente non lo è per un bambino molto piccolo… e allora perché perdere del tempo prezioso per imparare parole… Raccontare, dunque, con le parole e con le mani… (…)
Ritornando, al libro di Carmelo Musumeci, “Gli uomini ombra”. Per dargli ancora un pò di voce, volentieri pubblico la bella recensione che ne ha fatto Margherita Hack. Leggete, vi prego…