Dove abitavo? In via della libertà

13 05 2019

 

van_gogh_1967Sarà questo cielo che vira continuamente sul grigio, e ancora non si apre alla luce del maggio… randagiando per le vie del quartiere, ancora più grigie e chine e tante sembrano le teste canute degli anziani di questo nostro sempre più vecchio paese, che sfilano incerti lungo i marciapiedi. Col loro andare, a passi brevi, o spinti su sedia a rotelle, sempre accompagnati da più giovani donne o uomini stranieri…
Vien da pensare alla tremenda prigione in cui abbiamo trasformato il tempo della vecchiaia, in quest’era di solitudini urbane. E non solo per gli anziani, ma anche per chi sta loro accanto.
Prigione, sì, intanto per tutti quei “badanti” (ma quando questa parola è entrata così prepotentemente a far parte del nostro lessico quotidiano?)… alcuni dall’aria gentile, altri di una cortesia che sembra dettata dalla pazienza, altri, ancora, con lo sguardo già stanco e lontano.
Guardandoli non riesco a scollarmi di dosso il pensiero triste della vita di giovani donne che per vivere danno tutto il loro tempo ai nostri vecchi che noi non possiamo né sappiamo più accudire. Recluse nella prigione di una non vita, che capita non possano lasciare nemmeno per un attimo, notte e giorno, notte e giorno. Lontane da famiglia e figli, che non possono accompagnare alla vita, mentre sono qui ad accompagnare qualcun altro alla morte. Che terribile capovolgimento della natura delle cose… Leggi il resto dell’articolo »



La scandalosa morte del passato

29 04 2019

sana'aMe lo aveva già sussurrato in un orecchio la settimana scorsa, prima dicendomi, quasi per giustificarsi, che se n’era tanto discusso in mormorii nel vicolo… “Insomma, non ti sembra un po’ troppo, giorni e giorni ancora a parlarne, e quante parole, quanta retorica, intorno all’incendio della cattedrale! Come fosse il cuore, l’unico, del mondo intero… ”
Certo, quelle fiamme… se ne è rattristato anche lui, ha aggiunto, che ancora ricorda il groppo in gola di quel giorno lontano, a Notre Dame ad ascoltar messa, mentre le note dell’Ave Maria di Schubert sembravano voler trascinare anche la sua anima nell’ascesa verso impossibili punti di fuga. Miracolo d’architetture gotiche, e il fascino e la forza del passato…
Ma c’è qualcosa di troppo, in quell’esasperato sbandierare emozioni e pathos, che proprio non l’ha convinto. Non ha convinto lui, il Gatto, né la combriccola del vicolo.
L’avevo subito zittito. E va bene remare contro, ma qui si sfiora la blasfemia, anche per un occidente dissacrato e dissacrante come il nostro…
Ma questa settimana mi ha fatto notare come sono scomparsi in fretta dalle prime prime pagine il fumo e il fuoco di tutte quelle altre chiese saltate in aria di là dagli oceani, e il sangue di tutti quei poveri morti… Leggi il resto dell’articolo »



Guaglio’

26 04 2019

locandina Bonaventurail 5 di maggio…  per un amico dell’anima. ”

Abbiamo perso una parte della nostra vita. Bonaventura de Carolis era un uomo buono, brav’uomo, un uomo nobile di spirito. Generoso. Coraggioso. Con lui ho vissuto funeste ore in Nicaragua. Ho molte cose a ringraziare per lui. Ha arricchito la mia vita. Grazie a lui ho potuto conoscere gente bella in Italia, avere bravi amici, che mi arricchiscono anche in conoscenze e spirito. Era perfetto? Chi lo è? Chi sia perfetto ringrazio me lo dica quanto prima, così mi allontano per non disturbarlo. Bonaventura è andato via senza che nessuno potesse parlare con lui. Ma ci segue parlando nel cuore. Un amico ha detto che se n’è andato sognando”. Horacio Verzi



Il diritto di avere diritti

23 04 2019

PoggiorealAncora un profondo intervento di Vittorio da Rios, a proposito di giudici, pene, Costituzione. A partire da un’idea di filosofia… Ringraziando Vittorio per la sua passione:

“Benedetto Croce sottolineava l’universalità della filosofia, dichiarando che la filosofia è sempre presente nell’agire umano e che dove essa è grande e benefica i paesi prosperano, mentre le filosofie deteriori e il pensiero debole portano alla rovina gli Stati e le comunità e pertanto i veri “filosofi” hanno il dovere di combattere le filosofie deteriori e il pensiero debole e negativo. Il maestro Gerardo Marotta che spesso riprendeva questo assioma fondativo e universale del Croce, andava oltre quando affermava che oggi la filosofia è in crisi e di grandi e veri filosofi non ne esistono più. Ma solo dei capaci contenitori riempiti di materiale di buona fattura, ma non sono intellettuali con l’Eroico” nel proprio D.N.A. Che c’entra qualcuno dirà tutto questo con quanto scritto a proposito dell’ergastolano e del suo giudice? Centra anzi ne è l’essenza. ll novecento definito il “secolo breve” ,da Eric Hobsbawm ha visto lo scatenarsi di cataclismi tali la cui devastazione su persone e cose non trova pari nella ultra millenaria storia dell’ominide. Come è potuto accadere che nel cuore dell’Europa dei Ceto D’Ascoli, dei Giordano Bruno, dei Vico, Di Erasmo, di Kant, di Hegel, di Marx sia divampato un tale incendio distruttivo genocidario di massa? Dov’era il pensiero filosofico positivo? Leggi il resto dell’articolo »



L’ergastolano e il suo giudice

22 04 2019

Pistoia_ospedale_del_Ceppo_005 fregio(…) Eppure anche tu hai avuto un processo e sei stato condannato, e sai cosa vuol dire. Già, ma tu eri innocente, è vero. Ho detto una fesseria, tu non avevi fatto niente di male, noi, beh, qualcosa più o meno tutti qui dentro. Però io l’ho pagata dura, sono quasi trent’anni che sto dentro, tu, parlando con rispetto, in qualche ora te la sei cavata, poi ti hanno tirato fuori, a me tra poco mi viene la muffa o le ragnatele e non ho nessuno che tiri fuori a me. Ma tu ci sei poi davvero? O siamo noi che ci illudiamo per non crepare di disperazione? A te ti importa davvero di noi? Ti importa davvero di me, di Salvatore di Catania, di questo pezzo di muro vecchio che sto diventando?…”

E non puoi che pensare al senso della Pasqua e a quale resurrezione mai e per chi, mentre brandelli d’anima sembrano andare via strappati a pezzi, ascoltando… lunedì scorso, nel carcere di Pavia, letture dallo straordinario “Fine pena ora” di Elvio Fassone, storia di una corrispondenza durata ventisei anni fra un ergastolano e il giudice che lo aveva condannato.

Il libro l’avevo letto qualche anno fa, appena uscito. Mi aveva colpito moltissimo (e non solo me se ha avuto 14 ristampe…) per la profondità, la forza, la levatura, la scrittura che affronta un argomento così grave, il senso della detenzione a vita, con asciuttezza trapuntata da lampi di turbamento e d’emozione. Tanto che mi era rimasto il desiderio di conoscerne l’autore. Ed eccolo lì, in prima fila, nella sala-teatro del carcere di Pavia, in questa giornata voluta dall’Associazione Nazionale magistrati della sezione distrettuale di Milano (e ringrazio Maria Lapi che mi ha permesso di esserci). Elvio Fassone, che è stato magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura e per due legislature senatore della Repubblica, è esattamente come la sua scrittura. Un gentiluomo dalla discreta eleganza d’altri tempi, carico di conoscenza e d’emozione che a tutti regala… che ad ascoltare le parole di questa preghiera, che pure lui stesso ha immaginato di cogliere in un borbottio sommesso, ancora si turba e si strazia. Leggi il resto dell’articolo »



La Colombia salvata dai ragazzini.

14 04 2019

bambini_ colombiaBogotà. Ne leggevo recentemente su una rivista di urbanistica, a proposito delle trasformazioni che ne hanno fatto un modello di pianificazione per città del Nord e del Sud del mondo. E la prima reazione è di stupore: come è possibile, per la metropoli capitale di uno degli stati più pericolosi del pianeta? Certo, si spiegava nell’articolo, “non aiuta che la Colombia sia ancora percepita soltanto come la magica Macondo di García Márquez o come la pericolosa patria dei narcos”, e su questo mi sono anch’io un po’ arrovellata… finché un incontro ha aperto anche per me una finestra su un orizzonte altro…
La Colombia l’ho incontrata lunedì scorso nei volti gentili di Olga e Tania. Olga Lucia Diaz Rodriguez, e Tania Gisela Angel Pinzon… “I nomi a quelle latitudini sono lunghissimi”, fa sorridere Remo, Remo Marcone, che nella sede della sua associazione, Amistrada, le ha avute ospiti a Roma. Dove Olga e Tania sono venute per parlare dei progetti di Creciendo Unidos, la fondazione che, da più di un quarto di secolo vicina alla popolazione vittima del conflitto armato colombiano, si occupa dei bambini lavoratori di Bogotà e Cucuta. E se ne occupa con un approccio decisamente nuovo e, diciamolo pure, fuor da ipocrisie: aiutare bambini e adolescenti ad essere protagonisti della loro vita, accompagnandoli in un cammino educativo, ma partendo dal riconoscerli come lavoratori e come soggetti sociali.
Tania ha appena quindici anni e a vederla e sentirla, col suo viso pulito, la sua compostezza retta, la sua eloquenza, il piglio maturo, la pensi bambina e la pensi adulta… Leggi il resto dell’articolo »



Quella strana pretesa di rinchiudere per correggere…

10 04 2019

PoggiorealSto curando, in questi ultimi mesi, due libri che nascono dalle nostre prigioni, con testi di due persone con finepenamai. Diversissimi l’uno dall’altro, per forma e contenuti. Diverso il respiro, diverso lo spirito, diversi i destinatari, se pure a qualcuno di preciso si pensa quando si impugna una penna per mettere in fila parole che varchino le mura della propria cella. Eppure, adesso che li ho tutti e due sotto gli occhi, quasi pronti per andare in stampa, portano entrambi ragioni al rifiuto, che in me nel tempo è maturato, a questa “strana pratica”, e “alla pretesa di rinchiudere per correggere avanzata dai codici moderni”, per dirla con Foucault…
Un “no”, alla pena intesa come carcerazione, al quale immagino sia più difficile prestare ascolto e attenzione quando si parla di persone che abbiano commesso gravi crimini. Figuriamoci in un momento in cui la soluzione a ogni tipo di “devianza” sembra si trovi solo nell’“invenzione” di nuove figure di reati e in innalzamenti di pene…
Ma se ci fermiamo un attimo ad aprire gli occhi sui percorsi che iniziano quando dietro una persona si chiudono le porte di un carcere, e come proseguono, quei percorsi, e, soprattutto, dove vanno a finire, e come e quando non finiscono per nulla…
Le mie due storie… Leggi il resto dell’articolo »



Viaggio all’inferno e ritorno, inseguendo Proserpina

8 04 2019

proserpina ratto(Dalla rubrica del Gatto randagio- Remocontro) Come tutti i gatti che si rispettino anche il Randagio a tratti si dilegua, senza spiegarne il motivo o dire dove abbia intenzione di andare a rincantucciarsi… Ma oggi ecco che ricompare, e quasi intimorisce vederlo riemergere da quel fondo di “solitudini distese”… perché non poteva che ritornare gravido di pensieri, sull’inverno che è andato, sulla primavera che arriva, e quale buio, e quale rinascita…

E rieccolo, giusto ad Aprile… il più crudele dei mesi. Continua, il Randagio, ad essere d’accordo con il poeta, che sappiamo ne scoprì il segreto… quel generare lillà dalla terra morta, confondendo memoria e desiderio… mentre l’inverno fugge via dileguandosi con tutto quello che di te è riuscito ad arraffare approfittando del buio. E quest’anno ha fatto non poco bottino…
E’ stato lontano qualche settimana, mi ha confidato il Randagio, per correre alle origini del tempo delle stagioni e cercare un senso alla promessa di rinascita che dopo l’inverno, come ci hanno spiegato, arriva. E così si è spinto, il Gatto, fino ai bordi del lago di Pergusa, Leggi il resto dell’articolo »



Vivere, e morire, a Poggioreale…

28 02 2019

PoggiorealL’euro deputata Eleonora Forenza e Sandra Berardi, presidente dell’associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha , hanno visitato il carcere di Poggioreale. Una situazione grave e sconcertante. Questo il comunicato di Eleonora Fiorenza, che ha chiesto l’intervento del Garante nazionale e del Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. Leggete..

“Domenica 24 febbraio mi sono recata in visita presso i padiglioni Firenze, Milano, Avellino e Genova del carcere di Poggioreale a Napoli. Ero assieme a Sandra Berardi, presidente dell’associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha Onlus, che da lungo tempo collabora con me nel percorso di visite delle strutture penitenziarie e denunce delle gravi carenze del sistema carcerario italiano. Abbiamo visitato Poggioreale dopo le tante segnalazioni del movimento Ex detenuti Organizzati, in particolare a seguito degli ultimi tragici eventi come l’assurda morte di Claudio Volpe e dopo le mobilitazioni dei detenuti del padiglione Firenze.
Dalla visita, sebbene parziale, abbiamo riscontrato condizioni strutturali assolutamente inadeguate, soprattutto sotto il profilo igienico-sanitario. Ad esempio, ad eccezione del padiglione Genova, che è stato oggetto di recente ristrutturazione ed adeguamento funzionale, con i servizi sanitari separati tra loro e dalla zona letto, nelle celle e cameroni degli altri padiglioni (che arrivano a contenere fino a 10 persone) le cucine sono ricavate in un spazio angusto, che in origine avrebbe dovuto rappresentare l’antibagno. Leggi il resto dell’articolo »



Orfeo negro, sulle rotte del mare

25 02 2019

mamadou 2Legui benn pekhe rekka am / Ora c’è una strada e io so
Dama wara dem sama yoon / che devo andarmene
Khamna ne Dama wara dem / So che devo andare…
Fa un certo effetto ascoltare in Wolof, lingua del Senegal, i versi del canto di Cat Stevens, quel Father&Son che, raccontando del confronto fra un padre e un figlio che voleva spiegare le ali, ha accompagnato la voglia di fuga della nostra gioventù.
Khamma dama wara dem…
I know… I have to go… Io so che devo andare…
Ma non potete immaginare il vortice d’emozioni che può nascere da quel canto e da quel confronto ambientati in un altro luogo e in un tempo molto più vicino. Siamo in Africa, e l’anno è il 2013, appena ieri…
Un brivido… che domenica scorsa, nella casa della Cultura di Monserrato, alle porte di Cagliari, ci hanno regalato i Wax Baaxul (Poche chiacchiere, tradotto dal wolof)… Mamadou Mbengue, voce narrante e percussioni, Luca Pauselli, chitarra, e Momar Gaye, voce e percussioni. Serata del festival “Buon compleanno Faber”, dedicato quest’anno a Riace e dintorni. Leggi il resto dell’articolo »